Tennis
Puppo: “Cobolli e Musetti non sono inferiori a nessuno dei giocatori rimasti. Zverev n.1? In questi casi non tocca palla”
Ritorna, immancabile, l’appuntamento con TennisMania, rubrica in onda sul canale YouTube di OA Sport. Dario Puppo, giornalista di Eurosport, ha analizzato le vittorie che hanno consentito a Flavio Cobolli e Lorenzo Musetti di ottenere la qualificazione per i quarti di finale del torneo di Cincinnati.
Il commento agli ottavi di finale: “Zverev io me lo sono trovato proprio mentre veniva giù quella piccola pioggerella sul 4-4 del tie-break del secondo. Non mi ero accorto dei problemi che ha avuto con il fallo di piede, lui ha detto che non gli è mai successa una cosa del genere in carriera e si è un po’ scervellato per capire perché sono successi quei falli di piede. C’è stata poi un’altra interruzione per pioggia che ha cambiato anche quella un po’ la partita, il tedesco ha avuto match point ma non è andato a buon fine. Devo dire che Paul però ha giocato bene, è quella che possiamo considerare una sorpresa. Zverev quando dice ‘adesso il prossimo obiettivo è il numero uno del mondo’ o comunque c’è Sinner che latita e quindi può avvicinarsi, era già successo nel periodo della sospensione, ma il tedesco, in queste occasioni, non tocca palla o quasi. Sabalenka ha trovato un’avversaria ostica, altro numero uno del seeding che salta. In campo maschile c’è stata anche la sconfitta di Aliassime; quindi, chiaramente il tabellone di Cincinnati non è poi così diverso da quello di Montreal. Parliamo chiaramente degli italiani, ci sono poi quattro americani nei quarti di finale e sembra un po’ una barzelletta: quattro americani, due italiani, un argentino e poi il francese, però in realtà no perché comunque c’è un buon momento del tennis americano, ne stanno parlando un po’ in diversi del tennis americano. Non hanno colto Il focus, che a cominciare non mi ricordo da quale università famosa per l’NCAA tennis ha detto il programma tennis noi non lo sosteniamo più, lo riduciamo e da lì altri atenei americani hanno cominciato un po’ a ragionare sugli stessi termini, un po’ perché in sostanza la presenza straniera è massiva e pare sopra il 50% addirittura”.
Su Tommy Paul: “Quello che mi ha impressionato e molto in positivo è la risposta, perché anche sulla prima mandava un po’ ai matti Zverev, soprattutto nella parte finale della partita”.
Sulla leggibilità del servizio di Zverev: “In un paio di circostanze ho detto ma non è che c’è qualcosa tipo Becker-Agassi che ha capito da che parte serva Zverev?”
Sulla prova dello statunitense: “Posso dire una cosa su Paul che nel terzo set, quello che mi ha colpito è che è stato anche un po’ sfortunato negli episodi e non è andato via con la testa perché poteva anche succedere. Guardava l’angolo e anche l’angolo era un po’ infastidito delle situazioni che si sono create a favore di Zverev“.
Sulla stringa rotta di Jodar: “Questo ha rotto di nuovo la stringa, però è stato velocissimo nel pit stop”.
Sulla crescita di Jodar: “Allora io non ho visto articoli dedicati a lui o che raccontassero un po’ la sua crescita. Sono andato un po’ a cercare e adesso non mi ricordo il nome del circolo di Madrid, dove lui praticamente è lì da sempre. È rimasto lì. Lui non è andato in un’Academy. Non è una storia come quella di Nadal o come quella di Alcaraz o anche altri giocatori. Non è passato da nessuna Academy, è rimasto lì a Madrid. Ovviamente andava a giocare i tornei internazionali under 14, under 16, soprattutto credo più che 14, perché non era considerato un prospetto, cioè i maestri all’inizio lo davano come un buon giocatore, ma niente di più. E poi è esploso. In maniera improvvisa ha vinto lo US Open Junior 2024, è andato al college e poi sappiamo quello che ha fatto, ma non era un prospetto come Alcaraz. Lui ha convissuto, diciamo, quella adolescenza con Landaluce. Sono cresciuti in uno stesso circolo, più o meno praticamente sulla stessa età. Però Landaluce invece ha fatto esperienza nelle accademie. Lui praticamente nessuna, quindi è veramente una storia un po’ particolare, cioè dà speranza a chi magari non vuole allontanarsi da casa, ha comunque un buon livello di gioco, anche forse di più di un buon livello di gioco e a 15, 16 anni, senza fare tutta questa gavetta incredibile nei tornei junior, ma comunque li ha giocati a differenza di Sinner o anche di Alcaraz, perché Alcaraz a 15/16 anni già giocava nei tornei di terza fascia, in sostanza, quindi lui ha un percorso diverso”.
Sull’accostamento con i Big Three: “Allora, tra tutti quanti, Alcaraz, ovviamente Sinner è un altro percorso, ma Federer, Djokovic, anche lui un altro percorso, era considerato sicuramente un buon prospetto, ma Nadal era il predestinato, cioè non stiamo neanche a parlare. Poi è ovvio che quando è esploso Federer in quella maniera non si è proseguito con questo discorso, ma quando l’ha battuto a Wimbledon nel 2008 lì, sembrava proprio essere svoltata la carriera dei due, uno da una parte, uno dall’altra. Poi non sapevi quanto avrebbe potuto giocare, questo era il suo problema”.
Sulla statistica negativa di Jodar nei tie-break dei confronti diretti: “Tra l’altro ha una statistica negativa nei tie-break perché ne ha vinti sei e ne ha persi undici. Fa fatica nei tie-break”.
Sulla possibilità di Fils di entrare in Top 5: “Se Fils in questo percorso di crescita può diventare un top 5 e fare una carriera simile a quella di Thiem arrivando a battere occasionalmente anche in top tre, io ho qualche dubbio”.
Sulla partecipazione di Fonseca allo US Open: “Dicevo di no per Fonseca perché comunque lui è tornato in Brasile per farsi curare per questo problema agli addominali quindi avendo scelto questa cosa quando non è che manchino tanti giorni all’inizio del US Open vuol dire che ha bisogno di fare un certo tipo di trattamento con una struttura di fiducia. Ha sentito male alla parte sinistra degli addominali, bisogna vedere. Ha già avuto problemi in passato con gli addominali”.
Su Tsonga: “Tsonga quando è arrivato quella roba lì era più forte di qualunque Thiem perché era una bestia, era un animale fisicamente ed era integro. Il francese ha avuto mille problemi anche perché si è allenato male. Aveva un fisico che comunque non era facile da gestire, poi Thiem dopo per me è diventato più forte”.
Sull’introduzione di una nuova corda: “Il discorso è che effettivamente un po’ di anni fa è stata introdotta una nuova corda che ha cambiato un po’ le cose”.
Sulla capacità dei Big Three di giocare anche non al massimo della forma: “Però non ai tempi dei big three perché non credo che abbia molto senso. Nadal giocava da infortunato quasi sempre cioè voglio dire, aveva anche dei momenti in cui non lo era e riusciva a infilare magari anche tante vittorie. Infatti, la situazione magari a volte la mascheravano. Nella situazione attuale ha la stessa età perché a quell’età Djokovic e Federer non si sono praticamente mai fermati c’è stato in un periodo che Federer ha saltato qualche Masters 1000, qualche torneo ma così come Sinner, Alcaraz e poi tutti quegli altri in di questo periodo perché se noi dovessimo fare la conta dei nomi che potrebbero essere potenzialmente primi dieci alla fine non sarebbe mica male come momento del tennis. Non li stiamo però vedendo insieme e comunque vediamo in questi tornei nordamericani dove è un periodo della stagione in cui comunque stai tirando un po’ la carretta e si vede che fanno fatica quelli che hanno una classifica alta”.
Sulla possibilità di innalzare la rete: “Alzare la rete, c’è chi dice avvicinare la riga del servizio più verso la rete per dare meno area di servizio”.
Sulle possibili novità regolamentari: “Tutte e due le cose, si sta cercando di ipotizzare dei cambiamenti che potrebbero agevolare in qualche modo lo spettacolo del tennis io vi dico una cosa che non ricordavo che ci fosse questa regola per gli under 18 l’ho già detto quando sono stato a Roland Garros. L’unico pezzo di partita che ho visto era un doppio femminile e quando ho visto questa cosa che non si ferma il gioco se la palla sul servizio tocca il net ovviamente va dall’altra parte è una cosa che a me ha stupito lì, ma mi divertirebbe. Non so questo quanto inciderebbe sulla questione gioco del tennis il fatto di voler mettere dei tempi ancora più specifici sulle fasi di gioco, cioè quanto lasciare ai giocatori tra un punto e l’altro, per me questo no”.
Sulla necessità di gestire meglio il calendario: “Ritengo che davvero è arrivato il momento di mettere seduti i quattro dello Slam e l’ATP, se volete anche la WTA perché comunque ci sono molti tornei che sono combine e davvero trovare la soluzione migliore possibile, perché quella perfetta non c’è, per il calendario”.
Sulla mancata comunicazione del montepremi dello US Open: “Io ti faccio notare questa cosa che per me è molto strana. Sai che ogni tanto mi parte il fiuto e dico ma perché succede questa cosa. Non è ancora uscito sto maledetto montepremi complessivo di US Open. Io trovo che chiaramente ti sposta tanto non sapere se vengono o non vengono a giocare i due fenomeni, possono avere la classifica che vogliono, è un po’ come diceva Tommasi che quando ci sono i nomi la cintura del titolo nel pugilato non frega niente a nessuno. Se ci sono loro due che sono in grado di andare in fondo al torneo basta tu stai tranquillo, ma sono tre tornei dello Slam che questa cosa non succede“.
Sui prezzi dei biglietti del torneo statunitense: “Lo US Open era con le braghe di tela a un certo punto e hanno completamente spinto nell’aumentare i prezzi dei biglietti. Allo US Open invece penso di sì però non i campi principali, di sicuro il centro USDA di Flushing Meadows è pubblico fuori dal torneo. Naomi Osaka andava lì a giocare da piccolina. Cioè, il principio secondo cui è stato costruito lo US Open, soprattutto quando è stato rinnovato, non era quello di adesso. Abbiamo visto quello che è successo ai campionati del mondo di calcio e quello che avrebbe voluto fare Infantino addirittura dopo i Mondiali di calcio, ma lo US Open ha quelle peculiarità di essere quell’evento che aiuta anche a investire su il settore giovanile, anche se però negli ultimi anni ci sono stati licenziamenti, riduzioni di budget sul settore giovanile“.
Sulla reazione di Cobolli: “A un certo punto, credo, il papà ha detto una cosa e lui durante la partita ha detto: “Stai zitto”, no, perché il loro rapporto è un po’ così, stai zitto, non parlarmi zitto e credo anche a un certo punto ha detto anche più vi guardo, più mi viene la depressione”.
Sugli scommettitori e il caldo: “Rinderknech stava prendendo uno per il collo e insomma questa è una situazione che è sfuggita di mano. Il caldo umido non ripeto non aiuta. Ieri, tra l’altro, perché all’inizio abbiamo parlato del vento e qualcuno parlava del fatto che c’era tanto caldo ma in realtà all’inizio della partita no perché Jodar non sudava come di solito”.
Sulle possibilità di Musetti e Cobolli: “I due italiani non sono inferiori come forma ai migliori che sono in questo torneo. Fritz anche lui non ha completamente risolto il suo problema al ginocchio; quindi, bisogna vedere però è chiaro che è quello che serve meglio di tutti, anche Nakashima serve bene per carità però io fisicamente ho visto molto bene Cobolli che un paio di volte nella partita di ieri guardava che fine faceva il suo colpo poi capiva che andava dall’altra parte e allora si metteva a correre dalla parte opposta sempre un po’ in ritardo e mi ha fatto però capire che fisicamente c’è”.
