Atletica
Più veloci di Bolt, più in alto di Sotomayor, 5 secondi meglio di Van Niekerk: ha senso parlare dei record dei robot?
Da giorni si sta parlando diffusamente dei World Humanoid Robot Games, la massima competizione mondiale riservata a robot umanoidi progettati dall’uomo. I comunicati stampa che arrivano da Pechino adottano toni trionfalistici e parlano di storici record dell’atletica che vengono demoliti. Ma ha senso tutto questo clamore? Paragonare le prestazioni realizzate da macchine a quelle costate il sudore e la fatica di alcuni atleti non ha minimamente senso.
Questi robot possono anche ricalcare la fisionomia dell’uomo e cercare di riprodurne alcune caratteristiche, ma restano pur sempre tecnologie che adottano circuiti computerizzati ed elettricità. Giusto per fare un paragone e per rendere più chiaro il concetto che si vuole esprimere: un’automobile sarà sempre più veloce di un uomo, il discorso non cambia se al posto di un mezzo con le ruote e funzionante con un motore si prende un robot di questo tipo.
Vanno sempre elogiati i traguardi raggiunti e i progressi di questo ramo tecnologico, che richiede grande ingegno umano e che comporta anche importanti investimenti economici, ma parametrarli in ambito sportivo non ha senso. Il ribattezzato Lightning ha corso i 100 metri in 9.32: “il modello sviluppato da Honor ha battuto il record del mondo siglato da Usain Bolt”, come se davvero il 9.58 firmato da Usain Bolt nel 2009 sia della stessa pasta…
Tra l’altro quel robot aveva già corso una mezza maratona in 50 minuti e 26 secondi (Kejelcha scansati, si scherza…), poi gli sono state allungate le gambe di 10 centimetri, sono state portate a 1,05 metri ed eccoci arrivati a questo esito. Lodevole sul punto tecnologico, ma finisce lì. I 400 metri corsi in 38.16 da Tiangong Ultra (cinque secondi più veloce dello storico 43.03 timbrato dal sudafricano Wayde Van Niekerk alle Olimpiadi di Rio 2016) hanno fatto molto parlare.
Un modello ha saltato più in alto di Javier Sotomayor: 2.88 metri, contro il 2.45 del record mondiale stabilito dal cubano nel 1993. E chissà cos’altro emergerà nei prossimi giorni: il muro dei nove metri nel salto in lungo verrà sfondato? Lightning inseguirà la doppietta sui 200 metri? E l’impianto sarà abbastanza lungo per ospitare uno storico over 100 metri nel tiro del giavellotto? Stiamo esagerando, ma…
