Nuoto
Nuoto, l’ora della verità per Thomas Ceccon. 2026 con più ombre che luci, ma nel grande evento…
“Tra un paio di giorni uscirò di prigione e vi farò vedere la mia condizione“. Con la consueta ironia, Thomas Ceccon aveva affidato a X, tre giorni fa, un messaggio che raccontava più di quanto lasciasse intendere. Un riferimento diretto alle tre settimane di allenamento in altura che hanno scandito la preparazione agli Europei di nuoto 2026, in programma dal 10 al 16 agosto a Parigi. Solo allora sarà possibile valutare lo stato di forma del campione olimpico dei 100 dorso.
Quella di Ceccon è stata una stagione atipica, nella quale la sfida più complessa non è stata di natura fisica, ma mentale. Dopo aver conquistato praticamente tutto ciò che il nuoto gli poteva offrire, il fuoriclasse veneto si è trovato a dover ricostruire le proprie motivazioni. Ritrovare nuovi stimoli, più che inseguire nuovi traguardi, è diventato il vero obiettivo della stagione.
In questo contesto si inserisce la scelta di svolgere un periodo di preparazione in altura, una soluzione mai sperimentata prima con questa impostazione e pensata insieme al tecnico Alberto Burlina. Per tre settimane Ceccon si è allenato presso il Centro de Alto Rendimiento di Sierra Nevada, in Spagna, a circa 2.300 metri di quota, con l’obiettivo di valutarne gli effetti in vista dei prossimi appuntamenti internazionali.
È proprio a quel ritiro che si riferiva la metafora della “prigione”. Un’esperienza intensa, caratterizzata da carichi di lavoro elevati e da condizioni ambientali particolarmente impegnative, ma considerata fondamentale per raccogliere indicazioni utili in prospettiva olimpica. “Qui è tutto più faticoso, ma ci siamo venuti per vedere quali benefici può dare la preparazione in altura in prospettiva Giochi Olimpici. Gli Europei di Parigi, in questo senso, rappresentano un test importante“, aveva spiegato l’azzurro in un’intervista rilasciata a ilgiornaledivicenza.it.
Resta ora da definire anche il programma di gare. “Sono iscritto a cinque prove: 50, 100 e 200 dorso, oltre a 50 e 100 farfalla. Vedremo quali disputare, non abbiamo ancora deciso“, aveva aggiunto Ceccon. La scelta definitiva dipenderà inevitabilmente dalle sensazioni emerse al termine del lavoro in altura. Gli Europei rappresenteranno quindi non solo un banco di prova per i risultati cronometrici, ma anche il primo vero riscontro sull’efficacia di una preparazione costruita con uno sguardo già rivolto ai prossimi Giochi Olimpici.
