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Novak Djokovic: “Ho odiato ogni minuto speso in campo, mi sono sentito in modo pessimo”

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Novak Djokovic
Novak Djokovic / LaPresse

Da vent’anni Novak Djokovic non usciva al primo turno in uno Slam. Anzi, più di vent’anni. Ma, alla fine, è accaduto di nuovo, e per la prima volta agli US Open. L’argentino Mariano Navone apre totalmente il tabellone nella parte bassa, firmando il colpo di mano della carriera, ma il serbo di lui parla pochissimo. Semmai, offre un punto di vista perlomeno preoccupante sulle proprie condizioni.

Queste le prime, pesantissime parole di Djokovic in conferenza stampa: “Penso sia ovvio che mi sono sentito in modo davvero pessimo in campo. Questo è qualcosa che ho sentito, sfortunatamente, quasi in ogni match dell’anno. Sapete, qui si tratta del vomitare. E il mio corpo ha iniziato a collassare, crampi, dolore. Sì, la schiena ha smesso di funzionare alla fine, e anche la spalla, non ho potuto chiudere. Ero un break avanti nel quarto, ma ho fatto fatica dal quarto game del match. Non voglio però togliere troppi meriti alla sua vittoria. Congratulazioni a lui, è un bravo ragazzo, un lottatore. Ma io non mi sono divertito per nulla“.

Poi continua: “Non lo so se c’è qualcosa che posso riparare. Ci sto provando. Vediamo“. E sulle lezioni degli ultimi mesi: “Non ne ho idea. Non andrò così nel profondo ora. Sto solo cercando di capire cosa succede e quanto posso andare avanti su questa strada“.

E a chi gli chiede, pur sapendo che non gli piace, se abbia pensato a fermarsi: “Ci ho pensato, ma ho vinto il primo e poi il terzo set. E ho pensato che, beh, forse c’era una chance. Non ho voluto fermarmi nel quarto o quinto, ho voluto finire il match“. E poi, sui 20 anni senza perdere al primo turno: “Sì, è un bel record, ma non ci sto davvero pensando. Chiaro, sono molto orgoglioso di quello che ho raggiunto nel passato, ma l’ora è l’ora. E l’adesso è direttamente fuori dal campo, e io che cerco di gestire il mio corpo“.

Il supporto del pubblico si scontra con quanto sentito nel proprio io: “Sono stati molto bravi, sono grato di poter sentire questo. Quando penso al match in sé e il feeling del corpo e del gioco in generale, non è stato per niente divertente. Ho più o meno odiato ogni minuto speso in campo. Ma dalla prospettiva del pubblico e del supporto, sono stati incredibili dall’inizio. Hanno cercato di supportarmi nei momenti importanti, e sono dispiaciuto di non aver fatto bene quanto avrei dovuto o potuto o voluto per loro. Ma l’affetto e l’apprezzamento che mi hanno dato alla fine mi ha toccato il cuore“.

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