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EditorialiGiochi del Mediterraneo

L’Italia insegue i record di ori e di podi ai Giochi del Mediterraneo! Le carte delle ultime tre giornate

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Gianmarco Tamberi
Gianmarco Tamberi / Lapresse

Con 58 ori, 58 argenti e 48 bronzi, l’Italia è già certa (da giorni…) di aver vinto il medagliere dei Giochi del Mediterraneo per la sesta edizione consecutiva: un dominio sul Mare Nostrum che dura ormai dal 2005. La Turchia, prima inseguitrice, è ormai staccata di ben 21 ori. A questo punto il principale motivo di interesse diventa la sfida ai record: riuscirà l’Italia a migliorare i primati storici di ori e di podi?

Bisogna prendere come riferimento un’altra edizione casalinga, quella di Bari 1997: all’epoca la delegazione azzurra realizzò entrambi i primati nazionali con 73 ori e ben 192 podi. Va detto, per correttezza, che a Taranto sono presenti 32 sport, ben 6 in più rispetto a 29 anni fa. Tuttavia, nell’arco di tre decenni, è anche cambiata complitamente la competitività delle nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Se un tempo Italia e Francia la facevano da padrone, oggi è emersa di prepotenza anche la Turchia, mentre i Paesi balcanici e nord-africani rappresentano sempre più un fattore in svariate discipline, anche a livello mondiale. Se in passato all’Italia bastava schierare le terze linee per dominare, oggi non è più così, anzi spesso non bastano neppure le punte principali per vincere (come accaduto nel tiro a volo e nel tiro a segno).

Ciò premesso, il record nazionale di podi sembra ampiamente alla portata: è presumibile che venga sfondato il fatidico muro di quota 200. Più complicato appare invece il discorso degli ori. Ne servono ancora quindici per eguagliare Bari 1997, unica occasione in cui si valicò quota 70 (poi 69 nel 1987, 67 nel 1991 e 64 nel 2009 le altre edizioni più ricche). Non sarà semplice, ma si tratta di un obiettivo ancora possibile.

Molto, se non tutto, dipenderà dall’atletica. Nei prossimi giorni verranno calati pezzi da novanta come Gianmarco Tamberi, Erika Saraceni, Sara Fantini, le staffette 4×400 (uomini e donne) e la 4×100 mista. Attenzione anche a Dalia Kaddari (200 metri), Filippo Dezza (200 metri), Nick Ponzio (favorito nel getto del peso), Ayomide Folorunso (400 hs), Alessandro Sibilio (400 hs), Ludovica Cavalli (1500) e Lorenzo Benati (400). Ci sarebbe anche il portabandiera Filippo Tortu, le cui condizioni fisiche andranno però valutate, considerando il recente infortunio: nella 4×100 non è stato schierato.

Diverse le opportunità nel karate, dove sarà presente il campione del mondo dei pesi massimi Matteo Avanzini. Possono puntare in alto anche Luca Maresca, Silvia Semeraro e Clio Ferracuti. Chance ridotte invece nel canottaggio, dove l’Italia ha portato tanti giovani che non hanno rubato l’occhio nelle batterie: qui la Grecia si appresta a fare man bassa, dando l’assalto al terzo posto della Francia nel medagliere.

Due opportunità di titolo nella vela. Nell’IQfoil maschile Leonardo Tomasini è al comando davanti al connazionale Federico Allan Pilloni, con un buon margine sul francese Gaspard Carfatan. Per quanto riguarda l’IQfoil femminile, si prospetta invece una corsa a tre tra la greca Danai Pontifix e le azzurre Carola Colasanto e Medea Falcioni.

Altro sport che può fungere da ago della bilancia è la ginnastica artistica. Gli azzurri partiranno favoriti al volteggio sia con Benedetta Gava sia con Tommaso Brugnami. Possono provarci Matteo Levantesi (il migliore alle parallele in qualificazione), Ivan Brunello (corpo libero) ed Emma Fioravanti (prima in qualificazione al corpo libero).

Qualche sorpresa potrebbe arrivare dalla pallamano femminile (azzurre sfavorite nella finale contro la Tunisia) e dal basket 3×3 (entrambe le Nazionali sono in semifinale). Punta al successo la compagine maschile di pallanuoto, presente a Taranto con tanti elementi di punta del Settebello. Chissà che il sollevamento pesi, che tanto bene sta facendo bene sin qui, non continui a regalare grandi risultati, in particolare con Genna Toko Kegne, tra le più accreditate nella categoria -77 kg.

Insomma, tutto si deciderà nelle prossime 48 ore, ricordando che giovedì 3 settembre è in programma la finale di pallanuoto (oltre alle mezze maratone, dove l’Italia non coltiva grandi ambizioni). Il record nazionale di ori appare ancora alla portata. Non invece quello assoluto della Francia, che nell’edizione casalinga del 1993 collezionò addirittura 83 titoli.

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