ArtisticaGinnastica e cultura fisica
La Russia torna a cambiare la cartina della ginnastica artistica: la sensazione di egemonia e l’Italia che tiene botta
Era la primavera del 2021 quando Viktoria Listunova regolava Angelina Melnikova nel concorso generale individuale in quel di Basilea agli Europei di ginnastica artistica. Una rassegna continentale disputata dopo la fase più acuta della pandemia, in avvicinamento alle Olimpiadi di Tokyo, senza particolari squilli tecnici o episodi rimarchevoli. In quel momento sarebbe stato impossibile e impensabile immaginare che sarebbe stata l’ultima apparizione della Russia in una delle kermesse di maggior impatto internazionale.
Sono passati cinque anni, soltanto da poche settimane la Russia è stata riabilitata dal CIO dopo la sospensione inflitta a causa del conflitto bellico ed è potuta tornare a gareggiare. Anche se nel panorama della Polvere di Magnesio senza bandiera e senza inno (sta succedendo anche ai concomitanti Mondiali di ginnastica ritmica, collocati nella stessa settimana senza particolare lungimiranza nella definizione dei calendari). La corazzata è rientrata in maniera prepotente e ieri ha dominato le qualificazioni a Zagabria.
Angelina Melnikova ha trionfato nell’all-around rasentando i 56 punti, conquistato il primo scettro europeo della carriera sul giro completo. Alle spalle della Campionessa del Mondo si è piazzata la sua compagna di squadra Anna Kalmykova, per una doppietta che sa di ritorno al passato nella prova che premia le ginnaste più complete. La squadra svetta in testa alla classifica, toccando i 164.8 punti che rappresentano l’eccellenza, staccando l’Italia di 3,8 lunghezze e la Gran Bretagna di quattro punti pieni.
La finale a squadra è in programma domenica pomeriggio, si ripartirà da zero, si adotterà un format diverso (5-3-3) che non prevede lo scarto del punteggio peggiore per ogni attrezzo, ma la sensazione è che la Russia sia tornata a fare la voce grossa e a riprendersi la propria egemonia. L’Italia ha vinto tre team event nel frattempo (2022, 2024, 2025) e tra due giorni proverà a difendere lo scettro (l’impresa appare molto complicata), Manila Esposito ha conquistato due corone all-around (ieri ha abdicato rinunciando a volteggio e staggi).
Melnikova, Kalmykova e compagne hanno dato la sensazione di volere ridisegnare nuovamente la cartina geografica della ginnastica artistica, riportando la Russia nelle posizioni a cui è abituata. Con vista verso i Mondiali di ottobre e lungo il cammino che conduce alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, per una Nazione che a Tokyo riuscì a battere gli USA di Simone Biles e a conquistare il titolo a squadre. Ma l’Italia tiene botta, senza le gemelle D’Amato e Angela Andreoli, con nomi emergenti e due certezze (Esposito prima alla trave e terza al corpo libero, Elisa Iorio seconda alle parallele asimmetriche).
