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ArtisticaGinnastica e cultura fisica

Ginnastica artistica, Dolgopyat padrone al corpo libero agli Europei. Avetisyan brilla agli anelli nella serata di Targhetta

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Artem Dolgopyat
Artem Dolgopyat / IPA Agency

La prima giornata riservata alle Finali di Specialità agli Europei 2026 di ginnastica artistica maschile è stata illuminata dal nostro Gabriele Targhetta, capace di trionfare al cavallo con maniglie con il roboante punteggio di 15.133 (5.9 la nota di partenza, 9.233 di esecuzione) e di mettere in fila una concorrenza agguerritissima, guidata dagli armeni Hamlet Manukyan (15.000) e Mamikon Khachatryan (14.900).

Il 20enne brianzolo ha regalato all’Italia il primo oro di questa rassegna continentale ed è anche diventato il primo azzurro a laurearsi Campione d’Europa su questo attrezzo, a ulteriore riprova dell’impresa compiuta dal ribattezzato Principino, ora davvero diventato Re, scalando le gerarchie continentali nel giro di un anno (nella passata edizione si meritò il bronzo alle spalle dei due armeni). A Zagabria (Croazia) si sono disputati altri due atti conclusivi nella giornata odierna.

Al corpo libero è emersa tutta la classe dell’israeliano Artem Dolgopyat, che ha eseguito un esercizio di assoluto spessore tecnico e ha ampliato ulteriormente il proprio palmares. Il Campione Olimpico di Tokyo 2020 e Campione del Mondo 2023, nonché argento ai Giochi di Parigi 2024 e due volte secondo in campo iridato, ha conquistato il terzo titolo europeo in carriera dopo le affermazioni del 2020 e del 2022. Il 29enne è stato valutato con il punteggio di 14.666 (5.8 il D Score), regolando di misura il russo Arsenii Dukhno (14.333, 5.9) e il britannico Harry Hepworth (14.300).

L’armeno Artur Avetisyan ha trionfato agli anelli: esercizio dal coefficiente di partenza non elevatissimo (5.4), ma esecuzione impeccabile (9.0) per meritarsi la medaglia d’oro. Primo sigillo continentale per il 28enne, salito sul gradino più alto del podio davanti al russo Ilia Zaika (14.400 anche per lui, ma con un’esecuzione peggiore di tre decimi) e all’eterno greco Eleftherios Petrounias (14.366 per un’icona immortale al castello).

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