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Federica Brignone, video-denuncia sul Cervino della bicampionessa olimpica

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Federica Brignone
Federica Brignone / LaPresse

Non servono commenti quando sono le immagini a raccontare la portata di ciò che sta accadendo. È la scelta di Federica Brignone, che insieme al fratello e allenatore Davide ha pubblicato sui propri canali social un filmato destinato a fare rapidamente il giro del web.

In sottofondo risuonano le note di Titanic, mentre sullo schermo scorrono panorami che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati impensabili: il Plateau Rosa, sul versante del Cervino, appare quasi completamente privo di neve, con rocce affioranti, erba e impianti immersi in un paesaggio più simile a quello di fine autunno che a uno dei principali comprensori europei dedicati allo sci estivo.

È proprio questo silenzio a renderlo ancora più efficace. La documentazione visiva mostra gli effetti di un’estate caratterizzata da temperature eccezionalmente elevate, con uno zero termico ormai prossimo ai 5.000 metri e valori di circa 15 gradi anche oltre i 3.000 metri di quota, condizioni incompatibili con la conservazione del manto nevoso e con l’attività sciistica su ghiacciaio.

La conseguenza è arrivata puntuale: la società svizzera Zermatt Bergbahnen, che gestisce gli impianti del ghiacciaio del Teodulo, ha disposto la sospensione di tutte le attività sciistiche a partire dal 1° agosto. Nel comunicare la decisione, la società ha spiegato che il persistente caldo, l’assenza del rigelo notturno, i frequenti temporali e il rapido deterioramento della neve e del ghiacciaio non consentono più di garantire standard di sicurezza adeguati né per gli sciatori né per gli atleti impegnati nella preparazione estiva.

Lo stop non riguarda soltanto il turismo. A fermarsi è anche una parte fondamentale della preparazione delle squadre di sci alpino. Tra gli atleti coinvolti c’è la stessa Brignone, che aveva programmato una fase di allenamento sul ghiacciaio del Cervino e ha dovuto interrompere il lavoro sulla neve. Le piste, ormai trasformate in superfici instabili e segnate dallo scioglimento continuo, non permettono più di svolgere sedute tecniche in condizioni accettabili.

Per la campionessa valdostana cambia così anche il calendario della preparazione verso la nuova stagione. In attesa di definire ufficialmente il proprio futuro agonistico, la fuoriclasse valdostana dovrà spostare il lavoro nell’emisfero australe, dove nelle prossime settimane è previsto il raduno in Argentina, sulle nevi della Terra del Fuoco. Sarà lì che, salvo modifiche al programma, riprenderanno gli allenamenti dopo l’interruzione forzata sulle Alpi.

L’emergenza coinvolge però l’intero movimento internazionale dello sci alpino. Diverse squadre nazionali, in particolare quelle che tradizionalmente utilizzano il ghiacciaio del Teodulo per la preparazione estiva, sono state costrette a rivedere programmi e trasferte, cercando alternative sempre più difficili da individuare in Europa.

La chiusura del comprensorio rappresenta anche un segnale significativo sotto il profilo climatico. Non si tratta più di un episodio isolato o di una stagione sfavorevole, ma della manifestazione di una tendenza che negli ultimi anni sta modificando profondamente l’ambiente alpino. La finestra utile per praticare sci estivo sui ghiacciai continua infatti a ridursi, mentre il progressivo arretramento delle masse glaciali rende sempre più complicata la gestione degli impianti e la conservazione delle piste.

Le ripercussioni sono inevitabili anche dal punto di vista economico. La stagione estiva del comprensorio del Cervino avrebbe dovuto proseguire fino ai primi giorni di settembre, ma è stata interrotta con oltre un mese di anticipo, con effetti sull’intera filiera che ruota attorno allo sci estivo, dagli impianti alle scuole di sci, fino alle strutture ricettive.

Per il momento gli impianti sul versante italiano di Breuil-Cervinia restano aperti esclusivamente per gli escursionisti e per chi desidera raggiungere le quote panoramiche, mentre l’attività sciistica rimane completamente sospesa. In Europa le possibilità di allenarsi sulla neve durante l’estate si riducono ormai a pochissime località, tra cui il Passo dello Stelvio e il ghiacciaio dell’Allalin, sopra Saas-Fee, entrambe sempre più condizionate dall’evoluzione delle temperature.

VIDEO-DENUNCIA FEDERICA BRIGNONE

 

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