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Basket, la Bosnia-Erzegovina ai raggi X: alla scoperta dei prossimi avversari dell’Italia

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Jusuf Nurkic
Jusuf Nurkic / LaPresse

Nella Bosnia-Erzegovina che, venerdì, affronterà l’Italia a Tuzla, c’è molto di cui parlare: si tratta di una selezione che, oltre al pesante fattore dell’arena di casa, ha anche una squadra con perfino più potenzialità rispetto a quella vista agli ultimi Europei. Merito, in parte, anche della possibilità di utilizzare le finestre estive, di scena quando la lega professionistica americana è in pausa. E se l’Italia può avere per questo Simone Fontecchio, per i bosniaci i nomi sono due: Jusuf Nurkic e Luka Garza.

Il primo è il titolare fondamentale sotto canestro, nonché la stella dichiarata. Ormai dal 2014 in NBA, a 32 anni ha ancora la capacità di incidere. Prima che un’operazione al naso ne chiudesse anticipatamente la stagione, aveva disputato 41 partite con 10,9 punti e 10,4 rimbalzi di media, oltre al massimo di sempre in fatto di assist, 4,8. Il secondo ha una storia diversa: Garza, infatti, è la scelta da naturalizzato della Bosnia-Erzegovina, ed è in questa fattispecie un enorme upgrade rispetto a Xavier Castaneda (che pure gioca in ben altro ruolo, essendo di base un 2). E si tratta di un centro da 8.1 punti di media con i Boston Celtics nell’ultima annata. Un po’ come a dire che se non c’è Nurkic c’è Garza, a meno di situazioni tattiche che li prevedano assieme in campo, la qual cosa può essere un problema per i lunghi italiani. Questo anche se rimane vero che, dove non arriva con il livello assoluto, l’Italia arriva con un pizzico di fantasia e con l’esperienza di Melli, che qualunque giocatore europeo non sottovaluta.

In tema di lunghi i pericoli, quelli veri (e ulteriori) arrivano da Kemen Kamenjas, che tra Eurolega e ABA seppur non sia tra i principali realizzatori ha percentuali che invitano all’attenzione: il 70% circa dal campo. Come cambio del 5 funziona eccome. Probabilmente meno spazio per Stefan Simanic del Siauliai.

Il nome più conosciuto dalle parti italiane è però un altro: Amar Alibegovic, cresciuto alla Stella Azzurra, poi passato da Virtus Roma, Virtus Bologna e più di recente Trapani, poi è andato a giocare a Granada dopo la fine del club siciliano e ha fatto quello che sa fare: canestro. 12,6 punti e 3,8 rimbalzi le sue medie, con il 36,5% da tre. Da segnalare, anche se probabilmente non lo vedremo benché nella lista allargata, Edin Preldzic, in evidenza con la selezione nazionale Under 18 e per anni colonna del Fenerbahce.

Nei ruoli di guardia e ala piccola, fermo restando che certi ruoli hanno una loro intercambiabilità, i nomi da tenere d’occhio sono quelli di Aleksandar Lazic, che ha nella difesa il suo punto di forza (per segnare segna, ma non sempre tira bene) e di Edin Atic, giocatore del Bosna Sarajevo dal rendimento per certa misura a doppia mandata tra FIBA Europe Cup e ABA Liga: nell’una ha il 39,6% da tre, nell’altra il 24,4%.

Nell’eterna dicotomia di play e play-guardie, invece, va segnalato il ruolo di Amar Gegic, giocatore che ha parecchie doti e che ha anche una stazza in grado di portarlo su più ruoli almeno a livello difensivo. Gioca nello Spartak Subotica, e si dividerà presumibilmente le responsabilità con Adnan Arslanagic, che è più certo del posto di Darko Talic anche dopo una buona stagione, seppur passata da globetrotter per l’Europa.

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