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Bagnaia ammette le difficoltà a Silverstone: “Faccio fatica in frenata e in accelerazione”
Il problema non è il giro perso per una caduta, né una qualifica compromessa da un episodio. Francesco Bagnaia esce dal venerdì di Silverstone con la consapevolezza che le criticità della sua GP26 sono ancora le stesse che hanno accompagnato gran parte della stagione. Il tredicesimo posto nelle pre-qualifiche, che lo costringerà a passare dalla Q1, è la conseguenza di limiti tecnici ben precisi: ingresso curva, rilascio dei freni e trazione continuano a impedire al tre volte iridato di sfruttare il potenziale della Desmosedici.
La scivolata alla curva 6, arrivata durante l’ultimo time attack, avrebbe potuto migliorare la posizione finale, ma Bagnaia stesso ridimensiona il peso dell’episodio. “Non so se nel time attack sarei riuscito ad entrare nei 10, perché comunque togliere altri tre decimi da quel tempo non sarebbe stato facile. Però ci stavano provando e quando uno spinge può succedere una situazione del genere” (fonte: Motorsport.com).
La fotografia tecnica della giornata è però molto più significativa del risultato. Il piemontese individua due aree nelle quali continua a perdere tempo sul giro: la fase di decelerazione e quella di riapertura del gas. Sono aspetti che condizionano l’intera percorrenza della curva e che, secondo il pilota Ducati, rappresentano il vero filo conduttore di un 2026 finora al di sotto delle aspettative.
“In ogni caso c’è da lavorare abbastanza. Sono molto in difficoltà in staccata, ma anche quando prendo in mano il gas. E’ un po’ il limite di tutta la stagione e ci lavoreremo, perché c’è un pilota che fa la differenza assoluta, che oggi pomeriggio non ha fatto un gran time attack, ma è Alex Marquez e fa tanta differenza in tutte le staccate e percorrenze, quindi cercheremo di capire cosa fa“, ha dichiarato.
Non è un caso che Bagnaia individui proprio Alex Marquez come riferimento tecnico all’interno della galassia Ducati. Il pilota del team Gresini è riuscito a trovare un equilibrio che gli permette di mantenere maggiore velocità in ingresso curva, liberando poi la moto con maggiore efficacia nella fase centrale e in uscita. Una differenza che, pur con una moto sostanzialmente identica, continua a essere difficile da replicare.
“Alex è da Jerez che ha fatto un passo avanti enorme a livello di feeling e, al di là dei risultati, perché ha avuto anche la sfortuna di Barcellona, è diventato il pilota di riferimento della Ducati a livello di velocità. Riesce a sfruttare la sua moto e ha il feeling giusto. Stiamo cercando di capire come fa, e non è facile perché la moto è la stessa, ma anche vedendo certe cose non è facile replicarle, però ci stiamo provando“, ha sottolineato.
A complicare ulteriormente il lavoro c’è anche una condizione fisica ancora lontana dall’ottimale. Silverstone segna il ritorno in pista dopo gli interventi alla sindrome compartimentale e al tunnel carpale, ma il recupero procede più lentamente rispetto alle aspettative. Il problema principale non è tanto la forza della mano quanto la capacità di esercitare pressione costante sui semimanubri, elemento fondamentale nelle violente decelerazioni richieste dalla MotoGP moderna.
“Onestamente mi aspettavo molto meglio a livello di condizione fisica. Non sapevo che sarebbe stata così dura, perché normalmente la gente che si opera di sindrome compartimentale e di tunnel carpale ci mette poco tempo, e invece sono tre settimane che io continuo ad avere gonfiore alla mano e non riesco a fare forza, né in palestra né negli allenamenti in moto“, ha ammesso.
“Ho molta forza nella mano, ma non ho forza per spingere sui semimanubri, quindi guido in una situazione un po’ complicata. Però non voglio che sia una scusa per non far bene: secondo me anche col male alla mano sarei potuto entrare nei dieci se avessi fatto un giro migliore“, ha aggiunto.
Per cercare di recuperare competitività già dal sabato, Bagnaia è pronto anche a modificare la gestione del dolore. “Oggi pomeriggio ho provato qualcosa di leggero, ma non è abbastanza, domani sicuramente userò qualcosa di più pesante“.
L’analisi di Pecco si allarga poi ai valori emersi in pista. Se Alex Marquez rappresenta il benchmark tra le Desmosedici, Aprilia ha confermato una competitività particolarmente elevata su un tracciato che da sempre esalta le caratteristiche della RS-GP. Il nuovo record della pista firmato da Marco Bezzecchi, secondo Bagnaia, certifica un salto di prestazione importante. “Di Giannantonio è andato molto bene oggi, ma non tanto nel passo quanto Alex, e le Aprilia qua dentro sono sempre andate molto forti e stanno facendo una grande differenza. Le condizioni oggi erano veramente buone, ma fare 1’56″2 e togliere un secondo dal record della pista è qualcosa di incredibile. E Bezzecchi oggi ha fatto vedere che c’è“.
La priorità, a questo punto, non è inseguire il tempo assoluto, ma ritrovare una finestra di funzionamento che restituisca stabilità alla moto nelle frenate e maggiore grip in uscita di curva. Solo intervenendo su questi aspetti, secondo Bagnaia, sarà possibile ribaltare un weekend nato in salita. “Se riusciamo a capire qualcosa a livello di come rallentare la moto e di come aver grip, c’è la possibilità di andare in Q2 e raddrizzare le cose. C’è da stringere i denti, sappiamo che sarà un weekend difficile, dove l’obiettivo è cercare di stare nella top 10 al momento. Ci proveremo, se riuscissimo a trovare qualcosa stasera, per domani sicuramente sarà un grande vantaggio“, ha concluso.
