Arrampicata Sportiva
Arrampicata sportiva: l’Italia si gode il ruggito d’oro di Beatrice Colli nella speed. Uomini meno pronti
Un oro che profuma di spinta verso il futuro. Dagli Europei 2026 di speed a Laval, nell’ambito dell’arrampicata sportiva, l’Italia torna con un oro in bacheca: il merito? Di una Beatrice Colli straordinaria, capace di superare prima le qualificazioni e poi – un turno dopo l’altro – di arrivare alla gloria continentale, per la prima volta in carriera.
Un risultato incredibile, ma per certi versi non inatteso. Le azzurre infatti, dal secondo posto di Giulia Randi nella Coppa del Mondo di Chamonix (a metà luglio, ndr), sembrano aver cambiato passo: la testimonianza arriva anche dal fatto che al tabellone degli ottavi di finale europei non vi fossero solo Colli e Randi – peraltro affrontatesi negli ottavi di finale -, ma anche Sara Strocchi e Agnese Fiorio.
Più articolato invece il discorso per gli uomini. Il “punto d’appoggio” sono i quarti di finale raggiunti da Matteo Zurloni, che non è riuscito a entrare in zona medaglie, mentre Ludovico Fossali – campione continentale uscente – si è fermato negli ottavi: con Luca Robbiati e Francesco Ponzinibio fuori nelle qualifiche. In questo momento di crescita spaventosa del settore, a tutte le latitudini, il comparto maschile non sta riuscendo a completare un’evoluzione competitiva che porti risultati.
Vedremo cosa potrà cambiare nelle prossime settimane, anche perché nel mese di settembre la speed vivrà due appuntamenti ravvicinati in Cina, nell’ambito del calendario della CdM: prima a Guiyang e poi a Chongqing, dove il livello si alzerà ulteriormente con la presenza dei migliori e delle migliori sprinter del pianeta. L’obiettivo primario dev’essere sempre quello di entrare nel tabellone dei migliori 16 e poi da li provare a battagliare in ogni singola prova.
