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Atletica

Anna Polinari: “Credo di valere il record italiano dei 400. Agli Europei in tante in pochi centesimi”

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Anna Polinari
Anna Polinari / LaPresse

Obiettivo: migliorarsi, superarsi, raggiungere una finale continentale. Scalda i motori Anna Polinari, specialista dei 400 metri, in vista dell’evento più importante della stagione di atletica leggera, ovvero i Campionati Europei di Birmingham in partenza nei prossimi giorni. L’azzurra è stata intercettata dai microfoni di Fernando Savarese nel contesto di Sprint Zone, rubrica di approfondimento in onda sul canale YouTube di OA Sport.

La rappresentante della Nazionale italiana ha parlato subito del rapporto di collaborazione con Angelo Lella: “Per me è fondamentale, si allena per me. Lui fa anche le sue gare, ha un altro tipo di lavoro. Seguire i miei allenamenti non è facile, non cura molto la tecnica, ma c’è sempre. Ha 43 anni, è perfetto per quello che devo fare io. Se ci sono delle cose più da sprinter, lui, non avendo troppo tempo per il riscaldamento, alcune cose le accorcia, ma sulla tenuta e sui lavori lunghi è molto bravo, oltre a essere un ottimo motivatore. Non è solo un ottimo compagno di allenamento, ma anche una persona che mi dà una grande spinta. Il mio allenatore invece è Fabio Lotti”.

Polinari ha poi commentato del record italiano appena sfiorato a Madrid:  Io non voglio affrontare le gare pensando che siano un muro, voglio pensare di poter sempre migliorare. Personalmente non faccio grandi dichiarazioni, preferisco farle in gara: non è da me parlare troppo. Gli allenamenti andavano bene, ho raggiunto tempi che non avevo mai fatto. Abbiamo trovato la condizione che cercavamo. Sapevo di stare bene, so che Madrid ha delle condizioni perfette, ma un’atleta, per fare certi tempi, deve averli nelle gambe. Si devono concatenare tante cose: se si devono correre certi tempi non si possono fare sull’erba. Devi esserci mentalmente e fisicamente, non ti è permesso sbagliare, e questo aumenta lo stato di ansia. Il mio obiettivo era limare lo stagionale, speravo di conquistare un posto tra le dodici per saltare le batterie. Non pensavo di poter fare certi tempi, anche se c’erano tutte le indicazioni. Poi è arrivato quel crono e comincio a credere che qualcosa posso fare. Cercheremo le condizioni negli allenamenti e di arrivare fisicamente e mentalmente a posto. Abbiamo cominciato a sognare in grande l’anno scorso, quando abbiamo iniziato a toccare certi tempi in gara, anche se magari li avevo già in allenamento da un po’. Li ho maturati però solo adesso. Avevamo fatto dei calcoli, sapevamo degli Europei e conoscevamo il nostro tempo. Già in Francia avevo fatto 50”97 correndo da sola, in un meeting normale. Da lì ho capito che, con altre condizioni, si poteva migliorare”.

L’azzurra ha poi confidato di avere lasciato le gare indoor per una ragione ben precisa: Un 400 indoor o outdoor sono due gare diverse. A volte mi sono espressa al meglio, altre volte meno. Saranno due o tre anni che non faccio le indoor. Cerco di preservarmi il più possibile per poter reggere un lungo periodo outdoor. Non è facile per gli atleti: lo può capire solo chi c’è passato in queste competizioni. Reggere tutto questo carico non è semplice, è devastante. C’è chi lo fa ed è molto bravo, ma per me ha reso di più, come serenità ed energia, saltare le gare in inverno. Mi ha permesso di lavorare su determinati aspetti che non avrei mai potuto curare con le gare. Di tanto in tanto diventava rischioso cercare velocità con temperature basse. Non mi mancano: due o tre mesi di gare outdoor mi sembrano davvero un’eternità. A livello individuale essere pronti a inizio maggio, quando poi le gare sono ad agosto, non è facile. Bisogna però qualificare le staffette e il calendario è sempre più ricco. Ho capito con il tempo che il riposo è tanto importante. Se finisci a settembre e vuoi fare le indoor, non stacchi mai. Questo ti logora. Mettere una fine, recuperare le energie e ricominciare è importantissimo”.

Rigore, continuità, impegno. Ma quali sono, se ci sono, le novità apportate da Anna in vista degli Europei? “Abbiamo lavorato sulla tecnica di corsa, sulla gestione della tecnica nell’ultima parte di gara e sull’ampiezza del passo. A volte ci penso, ma le gambe non rispondono. Quando invece riesco a farlo, i tempi vengono. Rispetto ad anni fa ci sono stati periodi in cui il carico era pesante. Non ho mai fatto carichi così pesanti: ora preferisco la qualità rispetto alla quantità. Lo strafare non ti strarallena. Serve equilibrio”.

Non è mancato infine un commento sul calendario dei Campionati Europei, decisamente fitto, oltre che sugli obiettivi: Il calendario l’abbiamo visto. Mi ritengo fortunata perché alle donne è andata meglio rispetto agli uomini. Loro avranno le batterie il giorno stesso della mista. Ci sarà da capire alcune cose. La mista è una staffetta interessante e competitiva, sarebbe bello potersi riconfermare dopo l’argento di Roma. Sarebbe bello ripetersi. Sono scelte di atleti e tecnici, non entro nel merito. Io avevo dato la disponibilità, voglio vivermi giorno per giorno. Non mi serve pensare all’ultimo: penserò alle semifinali e poi tutto di conseguenza. Mi piacerebbe correre una finale, poi si vedrà. Sono molto forti in Europa. Appena dietro di me ci sono pochi centesimi: sono nona, ma potrei essere settima come dodicesima. Per correre certi tempi devi azzeccare tutto. Io cercherò la scioltezza, pensando al mio obiettivo. Ero a un passo dal record italiano ed è quello nel mirino. Credo di valere quel risultato: sette centesimi sono niente. Mi auguro di farlo e farò di tutto per riuscirci. Mi piacerebbe farlo agli Europei, nella gara più importante della stagione. Dobbiamo ancora riprendere il lavoro tosto, ma saranno gli ultimi carichi. Nelle mie ambizioni ci sono il record italiano e la finale”.

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