Tennis
Ambesi: “Il problema di Kyrgios non è l’entità della squalifica, ma uscirne in maniera dignitosa”
Nuova ed entusiasmante puntata di TennisMania, rubrica in onda sul canale YouTube di OA Sport. Massimiliano Ambesi, giornalista di Eurosport, ha analizzato le vittorie di Musetti e Cobolli, ha delineato le prospettive dei diversi giocatori nella corsa per il titolo e analizzato la situazione del torneo femminile. La chiusura è stata dedicata al caso Kyrgios.
Sulle differenze tra Montreal e Cincinnati: “Questa la differenza tra qui e il Canadian Open. A Montreal nei quarti di finale avevi ancora in corsa due giocatori che avevano vinto un 1000 che si affrontavano forse anche Mensik e Shelton, qui hai Fritz più tre finalisti: Nakashima recente, Tiafoe e Musetti. Quindi se andiamo a pesare gli otto che sono arrivati in fondo in Canada e gli otto che hanno sopravvissuto alla moria di qualche testa di serie, a Cincinnati è più alto il livello. E dai, avevi Darderi, avevi Merida da pesare, insomma. Sì, però in Canada avevi una testa di serie delle prime dieci ancora in gioco che era Shelton qui il discorso un po’ diverso, hai Fritz hai comunque Cobolli hai ce n’è un altro da qualche parte mi dimentico no solo Cobolli e Fritz”.
Il bilancio di Jodar nei confronti con i Top Ten: “Jodar è 1-5 a questo punto contro i reali top ten, quelli che quando lo affrontano occupano le prime 10 posizioni. Poi è vero che magari c’è gente dietro che ha un livello superiore, una vittoria e cinque sconfitte con vabbè, due set vinti nettamente con de Minaur a Madrid e poi con gli altri ha un parziale di un set vinto e undici persi”.
La prova di Cobolli: “Ha vinto bene, quando lascia perdere il primo set che è stato condizionato da fattori esterni, poi nel secondo la prima è diventata più incisiva, la seconda dava fastidio comunque a Jodar. Ha avuto tanto dal servizio Cobolli e sovente quando riceve tanto dal servizio riesce a venir fuori da partite difficili”.
Le prospettive dei diversi giocatori in caso di titolo: “Comunque diciamo che chi vince qui si mette molto bene. Se vincono Fritz o Fils sostanzialmente vanno a raggiungere il punteggio di Shelton e si mettono in una posizione di quasi tranquillità, anche perché poi i punti li faranno da qui alla fine, non è che facciano zero. Se vincono invece Tommy Paul e Tiafoe o Nakashima entrano negli otto provvisori, però chiaramente la battaglia va a coinvolgere tanti giocatori in più perché si ritroverebbero in cinque-sei nel giro di 200 punti”.
Sui calcoli della Race: “Comunque cioè per dire Fonseca, trentaduesimo nella Race con 1200 punti. Mettiamo caso che si rimetta in sesto fisicamente, Alcaraz non gioca e Sinner non gioca. Ho citato Fonseca perché è il primo che è venuto davanti guardando la classifica. 1200 più 2000 fai 3200 ti trovi automaticamente nei primi 5-6 e devi andare a raccattare qualcosa. Lo scorso anno 3850 giù di lì, poco meno”.
Sulle assenze dei big: “Hai Sinner in questo momento è box, vediamo se rientra. Rune è fuori da dieci mesi, Alcaraz è fuori da maggio e sono nomi pesanti. Draper io non so se potrà tornare”.
Sulla diversità di fascino del tennis maschile in America: “Perché i maschi tirano? Con tutto il rispetto io alcuni li apprezzo anche, cioè Fritz, Paul, Nakashima tirano, cioè forse Shelton potrà diventare una figura in grado di attirare attenzioni e altro ma non mi pare che gli uomini abbiano questa figura tanto più alta, cioè Gauff da un punto di vista pubblicitario porta a scuola tutti uomini e donne se parliamo di tirare. Di cosa parliamo allora? Di avere la nuova Serena Williams o il nuovo Agassi?”.
Il dubbio su Musetti: “Io ho un dubbio su Musetti, adesso va bene sono state vittorie brillanti perché anche nell’interezza delle partite magari ha quel piccolo momento in cui ti concede il break, ma è nettamente avanti”.
La positività di Kyrgios alla cocaina: “Secondo me non è stata raccontata un po’ da tutti al meglio questa vicenda. Lui riceve la notizia della positività il 4 di agosto, giusto? Quindi due settimane fa e la sospensione inizia il quattro di agosto. Lui non chiede contro-analisi, non inizia il percorso per interrompere la sospensione e quindi ieri non so chi prima, lui o l’ITIA diramano il loro comunicato. Non lo so, me lo domandavo, però non è che cambi tanto, però sicuramente è apprezzabile il fatto di ammettere le proprie colpe. Io fossi stato nei legali di Kyrgios, che sicuramente lo stanno supportando, gli avrei detto di fare esattamente la stessa cosa, magari anticipando di qualche giorno la sua uscita e ovviamente buttandola su quel filone, cioè dire io ho oggettivamente dei problemi che sono tali, in maniera tale da uscirne bene. Cioè qui non è un problema di prendo due anni, prendo sei mesi, ho assunto la cocaina intenzionalmente perché mi dava un vantaggio, becco quattro anni. Non è quello il problema, è uscirne in maniera dignitosa per la sua forma mentis da una vicenda che dopo tutto quello che ha detto sugli altri onestamente non depone a suo favore”.
Il comportamento dell’australiano con gli altri giocatori: “Lui è stato davvero poco indulgente nei riguardi di altri tennisti che si sono trovati in situazioni difficili. Ha sempre calcato la mano senza alcun senso della misura e per molti è difficile non utilizzare lo stesso modus operandi nei suoi riguardi. Ecco, lui ha chiesto riservatezza, il messaggio è stato anche tutto sommato ben congegnato, si capisce che c’è dietro uno studio nella sua dichiarazione”.
Sulle prospettive future per l’australiano: “Però io credo che lontano dal mondo del tennis e dello sport in generale, potrà magari ritrovare una sua dimensione differente. Ecco, ma per tanti motivi, non credo che sia un personaggio da riproporre”.
