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Aldo Chiari e la gestione degli infortuni: “La segretezza fa parte della strategia per la vittoria”
Nella nuova puntata di TennisMania, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, l’ospite di eccezione è stato Aldo Chiari, preparatore atletico di Elena Rybakina. Insieme a Dario Puppo e Massimilano Ambesi, Chiari ha toccato molti temi ricorrenti, soffermandosi sull’importanza di trattare gli infortuni nel migliore dei modi per evitare ricadute nella carriera dell’atleta.
Il preparatore atletico ha innanzitutto analizzato la situazione di Carlos Alcaraz: “C’è una eccessiva attenzione dovuta anche ai social. Anche noi addetti ai lavori dimentichiamo a volte che senza il pubblico non potremmo fare il nostro lavoro. Dei due infortuni (Sinner e Alcaraz) non conosco nulla. Nel rientro è sempre tutto molto delicato. Ci sono dei momenti che richiedono del tempo. Se ci sono dei dolori, c’è bisogno di analisi dei medici. I tennisti hanno delle linee preferenziali, ma c’è comunque bisogno di un tempo fisico per capire cosa succede”.
Le difficoltà che un infortunio comporta: “L’atleta magari decide di non giocare perché ha dolore alla spalla, ma in un giorno non si può sapere cosa ha. Quando si conosce l’entità dell’infortunio bisogna sviluppare un piano operativo. Per il tennista spalla e polso sono delle articolazioni delicate, sono molto sollecitate. Alcaraz saprà quando rientrare, due o tre set diventano relativi. Non c’è una differenza enorme. Bisogna solo dare tempo all’atleta per recuperare e per non cadere in futuro in una recidiva. Oggi si va troppo di fretta con tutto”.
L’infortunio di Holger Rune e le possibilità di ritornare ad alti livelli: “Si dà la possibilità al corpo di guarire ma anche qui c’è bisogno di un tempo specifico. Potrà sicuramente tornare ad alti livelli. Farà un percorso graduale di rientro. L’importante è fare le cose con calma e per bene. La certezza assoluta di rientrare non si ha mai. L’infortunio va visualizzato in una visione locale e generale”.
Le tecnologie utilizzabili: “In questo caso (tendine di achille) oltre ad essere rotto il tendine c’è una infiammazione sistemica. Crea delle alterazioni in tutto il corpo non solo nel punto rotto. Molte tecnologie possono aiutare. Sto sviluppando un lavoro sulla dieta chetogenica perché è antinfiammatoria. Tutti i parametri, compresa l’alimentazione, possono aiutare. Dipende dall’atleta capire quali tecnologie usare, ci sono tante possibilità”.
La figura del preparatore all’interno della squadra: “Investire in una figura in più fa risparmiare. Nella scelta del team bisogna mettere insieme figure con una visione comune. Scegliere le persone è diventato importante, l’atleta può avere un vantaggio immediato”.
Su Sinner: “Un atleta x può fare altre cose oltre la fisioterapia. Il team di Sinner sta già operando in questa direzione. Io non ho idea se ci sia o meno un infortunio. Non sappiamo se si sta allenando. Jannik deve rimanere concentrato, fare le sue cose e limitare l’esposizione ai media. Giusta questa segretezza intorno all’atleta. Fa tutto parte della strategia per la vittoria”.
Chiudendo sul suo programma e la capacità di adattarsi alle situazioni: “Partirò il 21 per New York. Abbiamo un po’ di tempo per la rifinitura. Prima di Toronto abbiamo lavorato due settimane a Bratilsava. Lì si lavora tranquillamente. Pian piano stiamo cominciando a lavorare anche durante i tornei. Adesso c’è da capire cosa succede in questi giorni per costruire in futuro. Dipende dalle situazioni e dai tornei. Bisogna adattarsi alla condizione del momento e sviluppare lavori precisi”.
