Nuoto
4×100 sl, l’Italia non è finita! Da chi ripartire verso Los Angeles 2028
Durante la quarta giornata degli Europei in vasca lunga di Parigi 2026, l’Italia ha registrato, oltre alle ottime prestazioni, a malincuore anche una nota negativa.
Questa mattina, infatti, la plurimedagliata staffetta 4×100 stile libero maschile, capace negli ultimi anni di salire sui podi olimpici, mondiali ed europei, ha mancato la qualificazione per la finale del pomeriggio. Basti pensare all’argento olimpico di Tokyo 2020, al bronzo di Parigi 2024 e agli argenti mondiali di Fukuoka 2023 e Doha 2024.
Il quartetto azzurro formato da Manuel Frigo (49.38), Alessandro Miressi (49.13), Lorenzo Ballarati (48.64) e Leonardo Deplano (48.44) non riesce dunque a qualificarsi per la finale del pomeriggio, rompendo quella striscia positiva che li aveva visti per cinque anni di fila sul podio internazionale. Il tempo complessivo recita 3:15.59 e l’undicesima posizione in Europa.
Questa mattina molte cose non hanno funzionato, ma nonostante le dichiarazioni di responsabilità espresse da Miressi e Frigo, non al massimo delle proprie capacità, questo è un evento di squadra, e di squadra sono gli oneri e gli onori. I quattro erano stati schierati come formazione secondaria, con Thomas Ceccon e Carlos D’Ambrosio che, impegnati nelle proprie gare individuali (50 dorso per il primo, 200 stile per il secondo), avrebbero dovuto fornire il loro supporto cronometrico soltanto nella fase finale.
Ci hanno abituato bene gli azzurri all’udito di questo evento nel programma, ma non sarà una gara a definire la carriera di stileliberisti di questo calibro, e non sarà neanche questo il punto di arrivo della 4×100 stile libero maschile. Sarà infatti proprio da qui, dal Centro Aquatico Olimpico di Parigi, che lo staff tecnico della Federazione dovrà ripartire insieme ai suoi atleti nella ricostruzione di una staffetta che ha così tanto ancora da donare allo sport.
Il primo punto di partenza potrebbe essere analizzare i motivi per i quali c’è un mancato ricambio generazionale. I nuotatori sopracitati sono rispettivamente classe 1998 Miressi, 1997 Frigo, 2006 Ballarati e 1999 Deplano. Se si considerano poi Ceccon, classe 2001, e D’Ambrosio, classe 2007, si osserva proprio come sia vacante il ruolo di centista tra i nati dal 2002 al 2006.
La staffetta, inoltre, in questi anni non è mai stata sempre la stessa: a parte le colonne portanti Miressi, Frigo e Ceccon, si sono alternati a completare il quadro nuotatori come Paolo Conte Bonin, Lorenzo Zazzeri, Leonardo Deplano e altri atleti che hanno contribuito a mantenere l’Italia ai vertici della specialità.
Risulta dunque proprio necessario un ricambio, che parta dalla fiducia verso i giovani atleti e che fornisca supporto ad essi.
Il punto di partenza concreto potrebbe essere infatti considerare i risultati ottenuti dai giovani azzurri nell’occasione dei Campionati Europei Juniores di Monaco dello scorso luglio, e ancora dei Mondiali Juniores 2025.
Nel caso più recente, la formazione italiana ha ottenuto il titolo di vicecampionessa europea con il tempo di 3:15.46, inferiore al tempo delle batterie dei senior di questa mattina. Il tempo, superato soltanto dall’incredibile staffetta degli Atleti Neutrali che con 3:12.75 ha distrutto il record del mondo juniores, è stato possibile grazie alle frazioni di Cristian Tassan-Caser 49.49, Andrea Lucarelli 48.92, Damiano Cappellazzo 48.65 e Francesco Ceolin 48.40.
Questi gli anni di nascita di questi atleti: Tassan-Caser (2008), Lucarelli (2008), Cappellazzo (2008) e Ceolin (2008). E proprio questo dato, forse, merita una riflessione: la generazione che potrebbe rappresentare il futuro della 4×100 azzurra esiste, ma ha bisogno di spazio per crescere.
Anche la formazione dell’anno precedente, seppur in parte diversa, aveva ottenuto l’argento, sempre alle spalle degli Atleti Neutrali, precedendo però anche gli Stati Uniti, per il titolo di vicecampione mondiale con il tempo di 3:16.03. A Otopeni gli azzurri erano Francesco Ceolin 50.15, Daniel D’Agostino 49.40, Daniele Del Signore 49.28 e Carlos D’Ambrosio 47.20.
È un dato tutt’altro che trascurabile. Nel giro di dodici mesi, infatti, l’Italia ha schierato due formazioni giovanili capaci di conquistare due argenti consecutivi tra Europei e Mondiali Juniores.
Come sottolineato anche nella puntata di Swimzone dall’ospite d’onore Marco Orsi, due anni, quelli che ci separano dalle Olimpiadi di Los Angeles 2028, non sono tanti. Tuttavia, non sono neanche pochi considerando la giovane età di questi possibili nuovi campioni.
Tutto dipenderà da quali scelte, anche coraggiose, verranno effettuate, in modo da provare le possibili combinazioni esistenti, nell’attesa anche di capire se le defezioni di questo Campionato Europeo e di questi ultimi tempi possano essere sanate dal lavoro di questi anni a seguire.
L’obiettivo non deve essere quello di sostituire in fretta una generazione che ha dato tantissimo, ma di costruire progressivamente quella che verrà dopo. Far fare esperienza sufficiente ai giovani, farli evolvere senza troppa fretta ma anche con un certo senso di responsabilità verso una staffetta che è stata, e potrà ancora essere, la più forte del mondo.
Perché l’Italia non è finita. Semplicemente, per la prima volta dopo tanto tempo, deve iniziare a guardare anche oltre i suoi protagonisti storici.
