TennisWimbledon
Wimbledon 2026: Centrale d’Italia per Paolini e Cobolli nella caccia alla semifinale
Jasmine Paolini, Flavio Cobolli e il Centre Court che, per una giornata, si trasforma in Campo Centrale. Si potrebbe riassumere così la seconda delle giornate dedicate ai quarti di finale dei Championships, perché sia l’uno che l’altro sono programmati sul campo più famoso al mondo, quello che ha visto le gesta dei grandi. E, per loro due, l’occasione è davvero ghiotta: quella della semifinale a Wimbledon.
Cominciamo da Jasmine, e dalla vera e propria parabola che sa di rinascita sportiva della toscana. Dall’altra parte della rete c’è l’ucraina Marta Kostyuk, numero 12 del seeding e tra le giocatrici che più è andata in linea di emersione nel 2026, soprattutto in virtù delle grandi performance sulla terra rossa culminate nella vittoria al WTA 1000 di Madrid. La toscana è avanti 2-1 nei precedenti, ma in questo torneo è riuscita a mettersi davvero in un tipo di prospettiva del non mollare mai: non l’ha fatto dopo il 6-0 subito dall’americana Robin Montgomery e non l’h fatto neppure mentre è finita in lotta contro la filippina Alexandra Eala. Anche Kostyuk i suoi due set li ha persi, seppur in circostanze diverse e negli altri due turni (il secondo con Blinkova e il terzo con Navarro). Nel complesso sarà una sfida tra due che tatticamente sanno esprimere reciprocamente bene il proprio potenziale, seppur con dinamiche un po’ diverse nel mix tra potenza e disegnare il campo.
Continuiamo con Flavio, e dal segno della continuità rispetto al Roland Garros che sta riuscendo a dare in questo 2026 per lui quasi del tutto indimenticabile. Il quasi riguarda proprio il suo avversario, Arthur Fery, l’uomo che ha riacceso i sogni britannici dopo le rimonte al limite dell’incredibile vissute negli ultimi giorni. Dal Court 18 contro il belga Zizou Bergs al Centre Court contro il bulgaro Grigor Dimitrov, dalle poche centinaia di persone da una parte alle quindicimila dall’altra, ecco che Fery, che pure di nascita è francese, ma si è sempre comportato da suddito della Regina prima e del Re poi, ora è l’uomo del destino in un certo senso. E lo fu anche a gennaio, quando agli Australian Open si trovò davanti ben altra versione di Cobolli, che ebbe grossi problemi fisici e riuscì a malapena a finire in piedi quel primo turno. Entrambi sanno che ora la situazione è diversa e che, senza timore di smentita, Flavio è strafavorito per l’ingresso in semifinale. Il fattore ambientale, però, avrà senz’altro un suo importante peso e non andrà per questo sottovalutato.
Veniamo alle altre due sfide. Sul campo numero 1 spazio all’altra chance ceca, quella di Linda Noskova, che prova a fermare la corsa della vita della belga Elise Mertens, tanti anni nel limbo dalla 10a (anzi, 12a) alla 20a posizione mondiale e, ora, la possibilità di giungere in semifinale ai Championships. Sia chiaro: è una prospettiva di altissimo rango anche per la sua avversaria, che si sta trovando per le mani la possibilità di fare il grande e definitivo salto verso lo status di big a 21 anni. A tal proposito, c’è una coincidenza al limite dell’incredibile: sia l’una che l’altra, nate a nove anni di distanza, si ritrovano con lo stesso giorno di compleanno, il 17 novembre. E le due ancora non si sono mai affrontate: la prima volta sarà per il giorno della storia, perché tale sarà per le due, che troppo lontane per stile di gioco nemmeno sono: vincerà chi saprà essere più efficace.
Infine, Taylor Fritz contro Alexander Zverev, cioè l’incubo per il tedesco, perché l’americano non sembra aver più intenzione di perdere contro di lui. Prima di Wimbledon 2024 i precedenti erano 5-3 per il numero 2 del seeding, da allora sono arrivati sette successi consecutivi (sarebbero cinque senza includere le due sfide in Laver Cup) del finalista degli US Open 2024, che sembra aver seriamente trovato tutte le chiavi per disinnescare il gioco del tedesco. Che, però, adesso ha il Roland Garros in tasca e, in generale, un nuovo livello di fiducia anche se continua a cercare di complicarsi la vita qui e là. Com’è accaduto ieri contro il ceco Jiri Lehecka, che avrebbe potuto tenere in campo una decina di minuti. Invece è rimasto in campo per sostanzialmente un’ora, sprecando un certo numero di energie che Fritz, invece, ha ancora. E con fiducia, dato che l’unico parziale ceduto dall’americano è stato quello d’apertura contro un volitivo Sonego.
