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Tour de l’Avenir 2026, presentato il percorso. Il finale sarà in Italia! C’è una novità, presente Finn

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Lorenzo Finn
Lorenzo Finn - Photographer Credit Twila Federica Muzzi / Red Bull Content Pool

Il Tour de l’Avenir 2026 alza ulteriormente l’asticella. La 62ª edizione della più prestigiosa corsa a tappe riservata agli Under23, in programma dal 20 al 26 agosto, propone un percorso di 926 chilometri e 13.316 metri di dislivello, destinato a incoronare uno scalatore di assoluto livello.

Dopo una partenza dalla Normandia e quattro giornate favorevoli ai velocisti e agli attaccanti, la classifica generale verrà infatti riscritta sulle Alpi, prima del gran finale in Italia con l’arrivo al Lago Serrù, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

L’edizione 2026 segna anche una svolta storica dal punto di vista regolamentare. Per la prima volta, accanto alle tradizionali rappresentative nazionali Under 23, saranno al via dodici Development Team delle formazioni WorldTour e Professional. Una novità destinata a cambiare il volto della competizione, avvicinandola sempre di più alla struttura del ciclismo moderno e offrendo ai migliori vivai del professionismo la possibilità di confrontarsi direttamente con le selezioni nazionali.

Sul piano tecnico, il percorso è costruito con una progressione ben definita. Le prime quattro frazioni non dovrebbero creare distacchi significativi tra gli uomini di classifica, lasciando spazio agli sprint o alle fughe da lontano. Il Tour de l’Avenir entrerà nel vivo soltanto con il trittico alpino conclusivo, tre tappe profondamente diverse tra loro ma accomunate da un’elevata selettività.

La quinta tappa, da Les Carroz a Flaine, sarà una cronometro individuale in salita di 16 chilometri. Una prova contro il tempo interamente all’insù, caratterizzata da una salita regolare ma resa ancora più impegnativa dalla presenza di alcuni tratti sterrati, elemento destinato a rompere il ritmo degli specialisti puri e a favorire gli scalatori più completi. Una giornata nella quale sarà fondamentale trovare il giusto equilibrio tra gestione dello sforzo e capacità di adattarsi ai cambi di fondo stradale.

Ancora più dura si annuncia la sesta frazione, da Châtillon-sur-Cluses al Col de l’Iseran. I 149 chilometri del tappone alpino culmineranno infatti sul valico asfaltato più alto d’Europa, a 2.770 metri di quota. Dopo una serie di ascese preparatorie, i corridori affronteranno la lunga salita verso la Val d’Isère, proseguendo fino alla vetta dell’Iseran. L’altitudine rappresenterà il principale fattore di selezione, mentre gli ultimi chilometri, caratterizzati da tratti sterrati e pendenze superiori al 10%, potrebbero provocare distacchi anche importanti.

L’epilogo sarà affidato alla Strambino-Lago Serrù, prima conclusione interamente italiana nella storia recente della corsa. Dopo un avvicinamento pianeggiante attraverso il Canavese, la strada inizierà a salire progressivamente fino a Locana, dove prenderà il via l’ascesa decisiva verso i 2.275 metri del Lago Serrù. Gli ultimi 20 chilometri, con una pendenza media del 5,9% e punte del 14% nei pressi di Ceresole Reale, riproporranno lo stesso spettacolare scenario che ospitò l’arrivo del Giro d’Italia 2019. Una salita meno esplosiva rispetto all’Iseran, ma sufficientemente lunga da consentire eventuali ribaltoni fino agli ultimi metri della manifestazione.

È proprio in questo trittico conclusivo che si deciderà la maglia gialla. La cronoscalata potrà delineare le prime gerarchie, il Col de l’Iseran rappresenta con ogni probabilità la tappa regina destinata a creare i maggiori distacchi, mentre il Lago Serrù offrirà l’ultima occasione per ribaltare la classifica e chiudere i conti in un contesto di grande fascino paesaggistico e di elevata difficoltà.

Tra i protagonisti più attesi c’è Lorenzo Finn. Il ligure si presenta al via nel momento migliore della propria carriera dopo una stagione di altissimo profilo: ha conquistato il Giro del Belvedere, è salito sul podio al Palio del Recioto, ha dominato il Giro Next Gen imponendosi sia nella tappa regina di Monte Livata che nella cronometro conclusiva dell’Aquila ed è poi riuscito a imporsi anche tra i professionisti, vincendo il Sibiu Tour grazie a due successi di tappa consecutivi. Campione del Mondo Under23 e quarto nell’edizione 2025 del Tour de l’Avenir, Finn arriva dunque all’appuntamento francese con i gradi del favorito.

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