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Tour de France, Tadej Pogacar: “Il caldo ci ha dato inizialmente problemi, non avere la maglia gialla aiuta nel recupero”

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Tadej Pogacar
Tadej Pogacar / Lapresse

Il Tour de France 2026 ha visto oggi andare in porto la prima fuga. La quarta tappa, con partenza da Carcassone ed arrivo a Foix, è stata infatti vinta da Mads Pedersen, abile a sfruttare nel migliore dei modi il lavoro della Lidl-Trek. Il danese, riportato sulla testa della corsa dopo aver perso terreno in salita, ha poi dominato la volata finale, firmando il terzo successo in carriera alla Grande Boucle.

La quarta frazione è stata anche quella del cambio di maglia gialla. Il gruppo principale lascia andare la fuga, arriva al traguardo con oltre 11′ e Tadej Pogacar cede la leadership al norvegese Torstein Træen (Uno-X Mobility). Una tappa di riposo per tutto il plotone, considerate anche le alte temperature e la difficoltà delle prossime tappe.

Un clima che ha inizialmente dato fastidio anche agli uomini della UAE Emirates XRG, come dichiarato proprio da Pogacar a Cyclingnews: “Siamo rimasti tranquilli con questo caldo. Quando siamo partiti avevo un forte mal di testa e pensavo che sarebbe stata una giornata lunghissima. Ma poi ci siamo rinfrescati a vicenda con l’acqua ed è andato tutto bene. Sapevamo che se la Lidl-Trek, o una squadra simile, fosse andata in fuga, probabilmente sarebbe stata una giornata di fuga. La Lidl-Trek ha fatto un ottimo lavoro, aveva tre corridori in testa e noi siamo rimasti calmi e tranquilli e siamo arrivati ​​al traguardo, credo senza spendere troppo. Ovviamente, quando devi tirare per la maglia, spendi tanto, ma penso che Politt, Vermeersch e Wellens siano stati bravissimi oggi a dividersi il lavoro e penso che abbiamo fatto bene. Una buona giornata in generale”.

Il risparmio di energie senza la maglia gialla: “Credo che non si possano quantificare i benefici: alcuni giorni probabilmente c’è molto stress con i media, altri giorni è più facile. Dipende dalla giornata, ed è difficile da dire. Sono salito sul podio molte volte e molte volte ho dovuto fare il lavoro extra. Oggi avrò un’ora e mezza di impegno in meno, quindi sicuramente mi aiuterà nel recupero. Ma credo di essermi ormai abituato anche a fare tutto quello che succede sul podio e abbiamo un buon protocollo. Ho persone che mi aiutano a rimanere calmo e concentrato e a recuperare al meglio, anche quando salgo sul podio”.

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