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Tour de France 2026, Tadej Pogacar insegue il pokerissimo che gli consentirebbe di eguagliare quattro leggende

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Tadej Pogacar
Tadej Pogacar / Lapresse

Manca ormai sempre meno al via della 113esima edizione del Tour de France. La Grande Boucle partirà sabato 4 luglio da Barcellona e si concluderà con la consueta passerella a Parigi il 26 luglio, dopo tre settimane dure ed affascinanti. La corsa a tappe francese propone come sempre un parterre straordinario di corridori, tutti con lo stesso obiettivo: sottrarre il trono a Tadej Pogacar, re incontrastato nelle ultime due edizioni.

Il fuoriclasse sloveno arriva come sempre all’appuntamento francese con una condizione perfetta, confermata dai domini al Tour de Romandie e soprattutto al Giro di Svizzera, blindato già con una prima tappa impressionante. Il corridore della UAE Team Emirates XRG adesso però si trova davanti al momento più importante della stagione con l’obiettivo unico della quinta maglia gialla, risultato con il quale entrerebbe ancora di più nella storia di questo sport.

La storia del nativo di Klanec con le vittorie al Tour inizia con il biennio 2020-2021, in cui stupisce il mondo dimostrando tutta la sua forza da perfetto sconosciuto o quasi. Solo Jonas Vingegaard, il grande rivale, è riuscito a mettere in pausa il dominio di Pogacar, ripreso nel 2024 e nel 2025, con il terzo ed il quarto sigillo nella generale che lo hanno collocato di fianco a Chris Froome (con quattro titoli).

Adesso allo sloveno spetta però un altro passo per entrare nella leggenda. Un nuovo successo significherebbe raggiungere campioni del calibro di Eddy Merckx, Jacques Anquetil, Bernard Hinault e Miguel Indurain, tutti in cima a questa speciale classifica con cinque Tour vinti. A questi nomi manca, o meglio è stato eliminato, per vicende ormai note legate al doping, quello di Lance Armstrong, grande padrone della Grande Boucle dal 1999 al 2005.

Dunque questa volta c’è una spinta in più per la vittoria; una spinta che potrebbe permettere a Pogacar di arrivare a questi mostri sacri del ciclismo, affiancandoli almeno da un punto di vista numerico ed alimentando i confronti. La concorrenza rimane altissima (Vingegaard, Seixas, Lipowitz ed Evenepoel) ma il campione del mondo in carica parte come sempre per dominare e per mettersi tutti, ancora una volta, alle sue spalle.

 

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