CiclismoStradaTour de France
Tour de France 2026: Tadej Pogacar domina alla sua maniera e si avvicina ad essere il più grande di sempre
Il Tour de France 2026 è stato la dimostrazione più potente di quanto Tadej Pogacar stia trasformando la Grande Boucle in un laboratorio della propria grandezza: quinto successo complessivo, record eguagliato con i più grandi di sempre e una corsa tenuta in pugno dalla prima settimana fino all’ultima curva di Parigi.
Nel mezzo, un dominio costruito con cinque vittorie di tappa, distacchi pesanti sugli avversari e la sensazione costante che, quando decide di fare corsa vera, gli altri siano costretti a giocare in difesa, sperando solo di limitare i danni. Il momento simbolo di questo Tour è il record sull’Alpe d’Huez: Pogacar ha chiuso la scalata in poco più di 35 minuti, cancellando un primato che resisteva dal 1995 e apparteneva a Marco Pantani, con un margine superiore al minuto.
Non è stato però solo un Tour di assoli: Pogacar ha scelto anche di mettersi al servizio della squadra, lavorando come un vero gregario per aiutare Isaac Del Toro a blindare il podio, accompagnandolo nelle tappe chiave di alta montagna e persino nella penultima giornata sull’Alpe d’Huez. E nella tappa finale, quella che un tempo era solo passerella, ha deciso comunque di attaccare sul circuito di Montmartre, trasformando la chiusura in una semiclassica e scegliendo di correre da protagonista anche nel giorno in cui avrebbe potuto limitarsi a controllare: un modo chiaro per dire che il suo istinto è sempre quello di fare corsa, non di subirla.
A mano a mano lo sloveno si sta avvicinando ad essere il miglior ciclista della storia. A suon di record, ma anche a suon di prestazioni messe in scena. A 27 anni ha già cinque Tour, un Giro, una collezione di classiche che lo tiene nella stessa frase di Merckx per numero e varietà di successi, e soprattutto una continuità che non ha mai avuto veri buchi, nemmeno nelle stagioni “difficili”.
