Rugby
Supponente e imborghesita: l’Italia incassa una sconfitta in Giappone nel Nations Championship di rugby
A Tokyo l’Italia cade con il Giappone nel Nations Championship di rugby al termine di una prova piena di contraddizioni e di errori. Gli azzurri partono anche bene, ma si spengono presto dentro un match sempre più controllato dai padroni di casa, più aggressivi e concreti. Ne esce una squadra apparsa a tratti supponente e imborghesita, incapace di adattarsi all’intensità nipponica. Una sconfitta pesante, che rimette in discussione certezze e atteggiamento prima ancora che il risultato finale.
Dopo un avvio sofferto, con il pallino del gioco lasciato nelle mani dei nipponici, al 5’ è Nacho Bree a prendere l’ovale nello spazio lasciato libero dal Giappone e per il centro azzurro basta spingere sulle gambe per marcare la meta dello 0-7 iniziale. Immediata, però, la risposta del Giappone, che torna ad attaccare, trova un’Italia molle in difesa e alla fine è Warner Dearns a schiacciare per il pareggio. A peggiorare le cose l’infortunio che toglie dopo 12’ Lorenzo Pani dalla partita. È un monologo nipponico ora, nuovo attacco prolungato, nuovamente la difesa italiana in difficoltà a fermare l’handling e alla fine è Takuro Matsunaga a infilarsi tra le maglie azzurre per il 14-7.
Continua a non avere possesso la squadra di Gonzalo Quesada, che sta giocando un rugby non suo, e continua ad approfittarne il Giappone, che al 25’ va sulla piazzola e allunga sul 17-7. Prova una reazione la squadra guidata da Lamaro, ma errore banale di Allan e nulla di fatto. Molto più aggressivi i giapponesi, troppo incerti gli azzurri, nuovo errore – questa volta di Faissal – e padroni di casa di nuovo in attacco. Non concretizza questa volta la formazione nipponica e il primo tempo si chiude con l’Italia che finalmente spinge, mette la difesa giapponese alle corde, obbliga al fallo e dalla piazzola gli azzurri con Garbisi vanno negli spogliatoi in svantaggio 17-10.
Torna a spingere il Giappone a inizio ripresa, Italia che si rifugia in una serie di falli, ma dopo una serie di pick&go arriva la meta di Ben Gunter e padroni di casa che scappano via sul 24-10. Aggressiva la difesa nipponica e azzurri che non riescono a costruire gioco. Al 57’ fallo molto brutto e duro subito da Menoncello, ma per l’arbitro va tutto bene così. Italia che, però, ora ha cambiato ritmo, ma ennesimo errore banale e Italia che non cambia il copione del match.
Passa il tempo, ma non cambia l’Italia, che ricorda le tante Italie viste in passato nei test match estivi. Un’Italia supponente, svogliata, che non mette in campo la cattiveria agonistica necessaria per battere un avversario alla portata. E al 69’ l’ennesimo fallo azzurro permette al Giappone di andare sulla piazzola e chiudere virtualmente il match, andando oltre il doppio break sul 27-10. Il resto del match ha poco da dire e per l’Italia una pessima sconfitta.
