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Wimbledon

Sinner-Djokovic, il pronostico di Bottadiculo.it: Sinner favorito, ma contro Nole non è mai finita

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Jannik Sinner

Cinque ore e quindici minuti. Tanto è durato il quarto di finale con cui Novak Djokovic ha piegato Felix Auger-Aliassime al super tie-break del quinto set, il più lungo nella storia di Wimbledon. Due giorni dopo, venerdì 10 luglio alle 14:30 sul Centre Court, il serbo ritrova Jannik Sinner in semifinale. E la domanda che tiene banco non riguarda il talento di Djokovic, che a 39 anni resta fuori discussione, ma le sue gambe.

Perché dall’altra parte della rete c’è un numero uno del mondo che ai quarti ha sbrigato la pratica Struff in due ore e mezza, 7-5 7-6 6-3, senza mai andare oltre il ritmo di crociera. Sinner ha speso meno della metà delle energie del suo avversario. In una semifinale Slam al meglio dei cinque set, con due giorni di recupero e non tre, è un vantaggio che pesa.

Il recupero di Nole è l’incognita numero uno

Djokovic lo ha ammesso senza giri di parole dopo la partita con il canadese: «Vorrei che fosse una finale, così non dovrei preoccuparmi di come si sentirà il mio corpo». Una frase che dice molto sul nodo di questa semifinale. Il serbo ha vinto sette volte a Church Road ed è alla sua quindicesima semifinale a Wimbledon: nessuno conosce questo campo meglio di lui. Ma la maratona con Auger-Aliassime ha lasciato scorie, e lo stesso Nole ha raccontato di essersi trascinato un fastidio al polpaccio sinistro già dal primo set, quando aveva chiamato il fisioterapista sul 5-4.

C’è poi un dettaglio che il serbo ha rimarcato con una punta di fastidio: in questo torneo ha giocato quasi sempre in notturna, con il tetto chiuso e l’illuminazione artificiale. «Mi sento di aver giocato più indoor che outdoor», ha detto. Venerdì, da primo match di giornata, dovrebbe finalmente ritrovare le condizioni diurne che a Wimbledon cambiano il rimbalzo e la velocità della palla.

Sinner e il servizio ritrovato

La crescita di Sinner in questo Wimbledon passa dal colpo che fino a due stagioni fa era considerato il suo punto debole. Contro Struff ha chiuso con 16 ace, l’85% dei punti vinti con la prima palla e appena due palle break concesse in tutto il match. Ma il numero grezzo racconta solo una parte: il punto è quando ha piazzato quei servizi. Sotto set point nel secondo parziale, sul 5-4 per il tedesco, ha risposto con due servizi vincenti e un ace. Tre punti diretti nel momento in cui perdere il set avrebbe riaperto tutto.

Lo ha spiegato lui stesso in conferenza: «Non abbiamo cercato solo la velocità, ma il servizio giusto nel momento giusto». Un lavoro di due anni sul movimento, sul lancio di palla, sul tempo. Sull’erba questa qualità vale doppio, perché una prima percentuale alta libera la testa anche nei game di risposta. Boris Becker, che di erba se ne intende, è stato netto: il servizio, un tempo tallone d’Achille, è diventato l’arma migliore di Sinner.

Resta un margine di miglioramento, e Jannik non lo nasconde: «Se voglio avere una possibilità in semifinale, devo alzare ancora un po’ il livello». In un match del genere, come insegnano i precedenti, non conta la media delle statistiche ma chi tiene i nervi saldi sui punti che decidono i set.

I precedenti: 6-5 Sinner, ma l’ultima è di Nole

Il bilancio degli scontri diretti sorride all’azzurro: sei vittorie a cinque in undici incontri. La sequenza recente era tutta di marca Sinner, cinque successi di fila tra Coppa Davis 2023, Australian Open 2024, Shanghai, Roland Garros e Wimbledon 2025. Poi è arrivata Melbourne, semifinale dell’Australian Open di quest’anno: Djokovic sotto di due set a uno ha ribaltato l’incontro e vinto al quinto, negandosi però la gioia del titolo nella finale persa con Alcaraz.

Sull’erba il conto dice 2-1 per il serbo. A Wimbledon si sono affrontati tre volte: Djokovic vinse ai quarti nel 2022, in rimonta da due set sotto, e in semifinale nel 2023. La rivincita di Sinner è arrivata dodici mesi fa, semifinale 2025 vinta in tre set sulla strada del primo titolo ai Championships. Venerdì è il quarto capitolo londinese di questa saga.

Le quote: Sinner nettamente favorito

I principali operatori non hanno dubbi su chi parta avanti. Il successo di Sinner viaggia in una forbice compresa tra 1,19 e 1,22, mentre l’impresa di Djokovic oscilla tra 3,85 e 4,50 a seconda dell’operatore. Uno scarto che riflette sia la condizione mostrata da Jannik durante il torneo, sia la fatica accumulata da Nole nei quarti.

Chi cerca più valore guarda ai mercati alternativi, quelli su cui si concentrano le analisi di Bottadiculo. Nel set betting, il 3-1 Sinner si colloca in una forbice di quota tra 3,25 e 3,50: uno scenario tutt’altro che improbabile contro un avversario che sull’erba ha le armi per portare a casa almeno un set.

E sul totale dei game, l’Over 37,5 è quotato intorno a 1,75: due giocatori di questo livello al servizio, con la posta in palio che sono, lasciano immaginare un match lungo, con il tie-break come ipotesi concreta.

Cosa aspettarsi venerdì

La differenza la faranno le gambe di Djokovic. Se il serbo recupererà a sufficienza da poter allungare la partita sui quattro o cinque set, la sua esperienza nei momenti decisivi resta un fattore che nessuno al mondo possiede allo stesso livello: a Melbourne ha vinto proprio così, trascinando Sinner in una battaglia di oltre quattro ore. Ma se il ritmo lo detterà l’azzurro fin dai primi scambi, sfruttando la freschezza e un servizio che gira, la maratona di martedì rischia di presentare il conto già nel terzo set.

Il pronostico pende dalla parte di Sinner, e i numeri lo confermano. Djokovic però non è mai un avversario da liquidare in anticipo, meno che mai su un campo dove ha già vinto 107 partite, più di chiunque altro nella storia del torneo. La semifinale che tutti volevano vedere merita di essere giocata, non prevista. Appuntamento sul Centre Court.

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