Scherma
Scherma, quattro continenti in lizza per l’oro mondiale nel fioretto maschile. Agli azzurri serve la giornata perfetta
Domani si alza il sipario sui Mondiali di scherma ad Hong Kong, ma solo da sabato cominceranno ad essere assegnate le prime medaglie. Quella sarà una giornata molto importante per la scherma azzurra, visto che i due titoli in palio saranno quello della spada femminile e soprattutto del fioretto maschile. Sicuramente c’è grande attesa in casa Italia, visto che le possibilità dei portacolori azzurri di salire sul podio sono significative.
Già certi di un posto nel tabellone principale sono Guillaume Bianchi, Filippo Macchi e Tommaso Martini, mentre Tommaso Marini dovrà affrontare la fase di qualificazione. Quest’ultimo è stato anche l’ultimo campione del mondo per l’Italia, in quel magico Mondiale del 2023 a Milano e addirittura nelle ultime quattro edizioni della rassegna iridata è stato l’unico azzurro a salire sul podio, visto che ha anche un argento nel 2022.
Se in campo femminile le quattro azzurre davvero si presentano come le principali favorite, un po’ diverso è il discorso al maschile. Gli azzurri sono sicuramente tra i candidati per vincere, ma la concorrenza appare decisamente più numerosa e agguerrita. Partendo già da Kiril Borodachev, numero uno del ranking, che vuole riportare la Russia sul tetto del mondo, dopo che lo scorso anno aveva sfiorato la vittoria a Tbilisi.
Il fioretto maschile è sicuramente la gara che tutto il pubblico di casa aspetta. Sul campione in carica Choi Chun Yin Ryan e sul bicampione olimpico Cheung Ka Long c’è davvero grande pressione ed entrambi sognano di vincere il titolo iridato proprio davanti ai loro tifosi. Restando sempre in Asia attenzione anche al giapponese Kazuki Iimura, certamente tra i favoriti per la vittoria finale.
Una prova individuale aperta veramente a tantissimi, visto che nel lotto ai pretendenti alla medaglia ci sono sicuramente gli americani Alexander Massialas e Nick Itkin, il ceco Alexander Choupenitch, i francesi Rafael Savin e Maxime Pauty, gli ungheresi Gergo Szemes e Daniel Dosa e perfino gli egiziani Mohamed Amza e Abdelrahman Tolba. Dunque quattro continenti in lotta per una medaglia d’oro, il simbolo di una scherma sempre più globale.
