Rugby
Rugby, dimezzata la sospensione di Gonzalo Quesada: il CT non sarà in panchina con l’Australia
L’appello della FIR, la Federazione Italiana Rugby, avverso la sospensione per due partite del commissario tecnico della Nazionale italiana di rugby, Gonzalo Quesada, è stato parzialmente accolto: l’allenatore degli azzurri, fermato a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo il match perso in Nuova Zelanda lo scorso 11 luglio, dovrà saltare un solo match, e quindi non sarà in panchina oggi a Perth contro l’Australia, ma potrà farlo regolarmente a Torino, all’Allianz Stadium, sabato 7 novembre, alle ore 12.40, quando l’Italia affronterà il Sudafrica.
La nota stampa della FIR: “La Federazione Italiana Rugby informa che il Commissario Tecnico della Squadra Nazionale Maschile Gonzalo Quesada è apparso oggi a Perth in udienza di fronte a un panel indipendente per affrontare il procedimento disciplinare successivo alle due settimane di squalifica proposte da World Rugby per le dichiarazioni rilasciate nel post-partita di Nuova Zelanda v Italia. Dopo aver esaminato le memorie presentate da Quesada il panel, presi in considerazione tutti gli aspetti e le attenuanti del caso, ha ritenuto appropriato ridurre la sanzione a una sola partita“.
Il CT dell’Italia, Gonzalo Quesada, al termine del procedimento disciplinare, ha dichiarato al sito federale: “Le mie dichiarazioni sono state fatte nell’emozione del momento, quando i miei pensieri erano rivolti solo ai miei giocatori ed al rammarico che stavano provando dopo un test-match tanto intenso come quello contro la Nuova Zelanda. Questo spiega la mia reazione, ma non la scusa. Mi sono scusato privatamente con Luc Ramos e voglio farlo pubblicamente: è un arbitro che merita di dirigere a questo livello ed ho il massimo rispetto per lui così come per tutti gli ufficiali di gara“.
Il mea culpa del tecnico: “Le discussioni relative all’arbitraggio dovrebbero svolgersi nei luoghi appropriati, e non in pubblico: le parole di noi allenatori e dei giocatori hanno un peso e possono contribuire a critiche o abusi nei confronti degli arbitri, in particolare sui social media, e mi dispiace profondamente se le mie dichiarazioni hanno avuto un ruolo in questo. Nel corso della mia carriera, come giocatore prima e oggi come allenatore, ho sempre cercato di rappresentare i valori del nostro sport con rispetto, integrità e umiltà e resto pienamente impegnato a farlo“.
