Formula 1GP Belgio
Red Bull contro Mercedes sull’ADUO: la replica a Toto Wolff accende la polemica
La polemica sull’ADUO continua ad alimentare il fronte politico della F1 e, dopo il Gran Premio del Belgio, ha assunto contorni ancora più netti. A riaccendere lo scontro tra Red Bull e Mercedes sono state le dichiarazioni di Toto Wolff, che nel dopo gara ha ammesso apertamente come la power unit della scuderia di Brackley sia, a suo giudizio, il riferimento della griglia. Un’affermazione che stride con la graduatoria stilata dalla FIA nell’ambito del sistema ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities), secondo la quale è invece il motore endotermico Red Bull Powertrains-Ford a rappresentare il benchmark tecnico.
Ed è proprio qui che nasce quello che a Milton Keynes viene considerato un autentico cortocircuito regolamentare. Il meccanismo ADUO, introdotto in vista del nuovo ciclo tecnico del 2026 per consentire ai costruttori di recuperare eventuali ritardi nello sviluppo delle power unit, assegna infatti opportunità supplementari di sviluppo ai motoristi giudicati meno competitivi. La valutazione, però, si basa esclusivamente sulla potenza massima espressa dal motore termico in pista, senza prendere in considerazione l’efficienza complessiva della power unit, cioè l’integrazione tra motore endotermico, parte elettrica e batteria.
Secondo le valutazioni emerse finora, la FIA avrebbe individuato proprio il propulsore Red Bull come riferimento assoluto nella componente ICE. Una classificazione che produce un effetto paradossale: mentre Mercedes sta raccogliendo risultati di vertice grazie a una power unit considerata estremamente efficiente nel suo insieme, il costruttore tedesco avrebbe comunque accesso a ulteriori margini di sviluppo previsti dall’ADUO. Le indiscrezioni circolate nel paddock parlano di una finestra aggiuntiva di sviluppo nell’ordine del 2% per Mercedes e del 4% per Ferrari, mentre Red Bull, essendo ritenuta il punto di riferimento, resterebbe esclusa da qualsiasi concessione.
È proprio questo l’aspetto che la squadra anglo-austriaca contesta con maggiore forza. A Milton Keynes ritengono che il sistema fotografi soltanto il dato della potenza di picco del motore endotermico, ignorando invece il rendimento reale della power unit durante un weekend di gara. Da qui anche il sospetto che Mercedes abbia deliberatamente evitato di mostrare il pieno potenziale del proprio motore termico nelle rilevazioni utilizzate dalla FIA, così da essere classificata tra i costruttori inseguitori e beneficiare delle opportunità di sviluppo supplementari.
In questo contesto, le parole pronunciate da Wolff dopo Spa hanno inevitabilmente alimentato le polemiche. Se il Team Principal Mercedes sostiene apertamente che la propria power unit sia la migliore della griglia, per Red Bull quella dichiarazione finisce infatti per rafforzare i dubbi sull’attuale sistema di valutazione adottato dalla Federazione.
La replica più articolata è arrivata da Laurent Mekies. Il team principal della Red Bull, impegnato da settimane nel tentativo di convincere la FIA che il motore sviluppato a Milton Keynes non rappresenta oggi il riferimento assoluto, non ha nascosto il proprio punto di vista: “Wolff ha detto che quella Mercedes è la miglior power unit? Penso che Toto abbia ragione. Penso anche che loro abbiano il propulsore più potente. E sicuramente questo fine settimana hanno avuto di nuovo un vantaggio notevole sul rettilineo. Ma non è la prima volta, dato che nella maggior parte dei fine settimana hanno un vantaggio sul rettilineo. Questo fine settimana un po’ di più vista la particolarità del tracciato. Quindi vedremo cosa succederà. Tra una settimana a Budapest si chiuderà la seconda fase (per le valutazioni della graduatoria ADUO, ndr.). Vedremo cosa succederà“.
Ancora più pungente è stato Max Verstappen, che ha scelto l’ironia per evidenziare quella che considera una evidente contraddizione. Il quattro volte campione del mondo ha dichiarato: “Mercedes potrà fare l’aggiornamento al motore? Anche a me piacerebbe moltissimo poter avere un aggiornamento al motore, ma non è nelle mie mani. Apparentemente sembra che noi abbiamo il motore migliore, però quando vai in qualifica non sembra proprio così? O mi sbaglio?“.
Un’affermazione che sintetizza perfettamente la posizione della Red Bull. Per il team di Milton Keynes i riscontri della pista raccontano una realtà diversa rispetto ai parametri utilizzati dall’ADUO. Una discrepanza che, inevitabilmente, alimenta una delle battaglie politiche e tecniche più delicate di questa nuova era regolamentare.
