Formula 1GP Ungheria
Perché Lewis Hamilton è sotto investigazione: l’infrazione e cosa rischia
Lewis Hamilton rischia di vedere sfumare la prima fila conquistata nelle qualifiche del Gran Premio d’Ungheria. Al termine della sessione ufficiale, infatti, il sette volte campione del mondo è stato convocato dai commissari FIA per un presunto episodio di impeding ai danni di Oscar Piastri, un’infrazione che, qualora venisse confermata, potrebbe costargli una penalità in griglia.
L’episodio si è verificato nel corso del Q3, la fase decisiva delle qualifiche. Alla prima curva dell’Hungaroring, Hamilton stava procedendo a velocità ridotta mentre si trovava sulla traiettoria ideale proprio nel momento in cui Piastri era impegnato in un giro lanciato. Il pilota della McLaren è stato così costretto a rallentare e ad alzare il piede dall’acceleratore per evitare la Ferrari, compromettendo di fatto il tentativo cronometrato.
Si tratta di una situazione che rientra nella casistica dell’impeding citato, ovvero l’ostruzione di un altro concorrente durante una sessione di qualifica. Il regolamento sportivo della FIA vieta infatti di ostacolare ingiustificatamente un pilota impegnato in un giro veloce, anche quando l’episodio non sia frutto di un comportamento intenzionale.
Ora la decisione passa ai commissari sportivi, che analizzeranno le immagini televisive, i dati di telemetria e le comunicazioni radio tra Hamilton e il muretto Ferrari prima di emettere il verdetto. In casi analoghi, la sanzione più frequentemente applicata è una penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza.
Uno scenario che avrebbe conseguenze importanti sull’ordine di partenza della gara. Hamilton aveva infatti concluso le qualifiche al secondo posto, mancando la pole position per appena 12 millesimi rispetto al tempo fatto segnare da Lando Norris. Un’eventuale retrocessione di tre posizioni lo farebbe scivolare fino alla quinta casella, favorendo direttamente il compagno di squadra Charles Leclerc, che salirebbe in prima fila accanto al poleman.
Quella di Lewis non è però l’unica posizione al vaglio della direzione gara. Anche Kimi Antonelli è finito sotto investigazione per un presunto mancato rispetto del regime di bandiere gialle, esposte dopo il testacoda di Max Verstappen. Anche in questo caso i commissari dovranno stabilire se il pilota abbia rallentato a sufficienza, come previsto dal regolamento.
