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Golf

Open Championship 2026: il percorso e le 18 buche ai raggi X

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Royal Birkdale Golf Club
Royal Birkdale Golf Club / IPA Agency

Con la chiusura dello Scottish Open, il mondo del golf si sposta, come di consueto, sull’ultimo major in stagione. L‘Open Championship, l’evento più antico nonché l’unico dei 4 grandi tornei ad essere giocato al di fuori del territorio nazionale statunitense, sarà ospitato, quest’anno, sui fairway del Royal Birkdale Golf Club, storico circolo fondato nel lontano 1889 (137 anni fa). Parte della rotazione dei campi sui quali si può disputare l’Open, dal 1954 ad oggi ha organizzato il maggiore evento golfistico “non americano” per ben 9 volte (questa sarà la 10a edizione qui nel North West England).

A fare da padrone, questa settimana, sarà il vento. Green veloci, rough alto e tanti spot bunker saranno, invece, la costante. Qui di seguito il percorso, buca per buca, dello scenografico nonché storico campo di Southport, Merseyside.

Le buche ai raggi X: 

Buca 1 – par 4 di 443 yards: tee shot subito ostico. Bisogna volare lo spot bunker che forma un dosso e atterrare subito dopo. L’attacco al green è reso difficile dalla conformazione ondulata dello stesso.

Buca 2 – par 4 di 416 yards: dogleg a sinistra con possibilità di tagliare l’angolo ma nel caso si sbagliasse il primo colpo, i rough penalizzerà già in avvio di giro.

Buca 3 – par 4 di 444 yards: È il drive più impegnativodelle prime tre buche, con bunker su entrambi i lati del fairway. Fondamentale cercare la sinistra di quest’ultimo per avere buona visuale al green che è molto lungo.

Buca 4 – par 3 di 215 yards: par 3 piuttosto semplice dove la scelta del ferro è cruciale. Green ondulato che però non presenta troppe insidie.

Buca 5 – par 4 di 322 yards: buca corta ma con un ostacolo d’acqua che corre lungo il lato destro. Con il tee shot preferibile la parte sinistra del fairay sia per evitare l’ostacolo che per avere una giusta prospettiva per l’attacco al green.

Buca 6 – par 4 di 512 yards: è l’unico par 5 delle prima nove buche del Royal Birkdale che però, in occasione dell’Open, viene giocato come un par 4. Buca eterna, letteralmente, che sarà un bel banco di prova lungo tutte e 4 le giornate.

Buca 7 – par 3 di 149 yards: par 3 in discesa con 3 bunker a difesa di un largo green. Dopo la 6 sicuramente farà tirare il fiato ai golfisti.

Buca 8 – par 4 di 456 yards: altro dogleg a sinistra con bunker e collinette ben posizionati che richiedono non solo un drive dritto, ma anche una buona distanza per superare il dogleg. Green leggermente rialzato che nasconde l’atterraggio della pallina.

Buca 9 – par 4 di 411 yards: rientro in clubhouse con la chiusura delle prime nove. Dogleg a destra che non presenta bunker in fairway. Il green è fortemente bombato quindi di difficile approccio.

Buca 10 – par 4 di 399 yards: buca con il dogleg più impegnativo del Royal Birkdale, con una curva di quasi 90° a sinistra. Ampio il fairway che aiuta sul primo colpo. Un solo bunker a difesa del green sulla destra.

Buca 11 – par 4 di 431 yards: simil dogleg a sinistra con pochi bunker ma ben posizionati. Se il drive è preciso, il secondo colpo porta probabilmente al green più grande del Royal Birkdale, senza bunker di cui preoccuparsi.

Buca 12 – par 3 di 183 yards: par 3 abbastanza semplice. 4 bunker a difesa che però, se entrano in gioco, vuol dire aver sbagliato di parecchio il tee shot. Il vento sarà ovviamente una delle variabili più importanti da tenere in considerazione.

Buca 13 – par 4 di 499 yards: lungo par 4 con un bel green ridossato ad una collinetta sulla parte destra. 3 piccoli bunker (2 a destra e 1 a sinistra) complicano l’attacco al green di quei colpi leggermente corti.

Buca 14 – par 5 di 600 yards: evitare i fairway su entrambi i lati della buca è d’obbligo. Meglio tenersi a destra per cercare un colpo più facile con il secondo. Il green è uno dei pochi del Royal Birkdale a non essere delimitato da dune.

Buca 15 – par 3 di 237 yards: green ampio ma anche bunker profondi. Per fortuna sono posizionati sulla sinistra. Se si rimane corti l’approccio è semplice.

Buca 16 – par 4 di 390 yards: diversi bunker lungo il fairway sono la difficoltà maggiore che si riscontra su questa buca insieme ad un green piuttosto sopraelevato ma anche grande.

Buca 17 – par 5 di 563 yards: uno dei tee shot più difficili. Fairway stretto con un “mount” che ti sfida a tagliare sopra. Scelta saggia appoggiarsi prima dei bunker e poi attaccare il green con un legno.

buca 18 – par 5 di 506 yards: si  chiude con un altro par 5 che verrà giocato come par 4. Buca che potrebbe essere decisiva. Out sulla destra e fairway che deve essere ben mirato perchè non troppo largo. Il green è incastonato sotto l’iconica clubhouse.

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