Calcio
Mancini: “Come quando perdi la donna della tua vita. Voglio vincere un trofeo importante: i giocatori ci sono”
Roberto Mancini è stato presentato alla stampa nel ruolo di CT della Nazionale Italiana di calcio. L’ultimo mese abbondante è stato molto complicato: la nomina di Paolo Maldini come Direttore Tecnico, il sondaggio sulla possibilità di avere Guardiola in panchina, la scelta di Andrea Pirlo come Commissario Tecnico, poi bocciata per il disco scommesse russe, le dimissioni dell’ex difensore, poi la scelta finale di affidarsi nuovamente al recente passato.
Giovanni Malagò (Presidente della FIGC) e la giunta hanno puntato sull’allenatore capace di trascinare gli azzurri alla vittoria degli Europei 2021 e che poi aveva lasciato la guida della Nazionale per accettare la faraonica offerta dell’Arabia Saudita, senza ottenere i risultati da lui sperati. Un ritorno su cui lo stesso marchigiano si è soffermato durante la conferenza stampa: “Ho sbagliato e mi dispiace. La sorte mi dà la possibilità di rifarmi: è come quando perdi la donna della tua vita“.
Roberto Mancini ha proseguito: “Sono qui per riportare l’Italia dove merita. A prescindere da quello che è successo nel 2023, l’obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani“. Gli obiettivi sono ambiziosi e si è pronunciato anche sul settore giovanile: “Vorrei vincere un trofeo importante, magari anche due. Mi piacerebbe costruire un progetto con la Nazionale. E rimanere anche oltre la durata del mio contratto se possibile. Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un’identità tattica comune“.
Un ulteriore passaggio sui giovani: “Un ragazzo giovane ha bisogno di fiducia. I ragazzi ci sono. Guardate Zaniolo: al primo raduno non aveva mai giocato nemmeno in Serie B. Al suo arrivo era un po’ impaurito, ma al secondo era già un altro giocatore. Questo è l’obiettivo, individuare i giocatori migliori e farli crescere“. Le promesse non mancano: “Credo che ci siano giocatori forti e giovani. Troveremo i Bonucci e i Chiellini che faranno da chioccia ai ragazzi. Quando eravamo partiti il 90% dei giornalisti ci davano per spacciati, per loro eravamo la settima in Europa. Qui la storia è simile. Vogliamo diventare una squadra da battere: ora prepareremo all’Europeo e poi penseremo al Mondiale“.
Si sente ottimismo e si parla della squadra: “Mi auguro che tutti possano segnare i gol di Immobile, che è stato un attaccante molto importante per la mia squadra e non solo. Secondo me non siamo messi così male, tra bomber ed esterni abbiamo diverse soluzioni. Tra l’altro si tratta di ragazzi giovani che possono ancora crescere. Kean l’ho fatto esordire io e lo conosco molto bene“. Il prossimo impegno sarà in Nations League: “Sarà un girone difficile: Vogliamo che lo sia anche per i nostri avversari. Non vediamo l’ora di confrontarci con le altre squadre“.
Un ritorno sui tre anni alla guida dell’Italia: “I tre anni senza perdere e l’Europeo vinto furono fantastici, purtroppo poi c’è stata l’eliminazione, forse era arrivata già prima con il girone in cui arrivammo secondi senza perdere, bastava qualche episodio fortunato con i rigori di Roma e Basilea. Ma sono convinto che dal passato si possono sfruttare gli errori per ripartire. Il mio unico obiettivo è cercare di rendere l’Italia competitiva da subito. Sono molto voglioso di ripartire e di tornare a divertirmi“.
