TennisWimbledon
Lorenzo Sonego fiducioso: “Sto ritrovando le giuste sensazioni, sono stato più aggressivo”
L’erba di Wimbledon restituisce un Lorenzo Sonego convincente, competitivo e, soprattutto, di nuovo consapevole dei propri mezzi. Il torinese supera al primo turno l’argentino Tomas Martin Etcheverry, testa di serie numero 29, con il punteggio di 6-4 6-4 6-7(5) 7-6(4) dopo 3 ore e 40 minuti di gioco, firmando una prestazione di grande solidità contro un avversario ostico e fisicamente molto impegnativo.
Dopo aver condotto i primi due set con autorità, Sonego ha incassato la reazione dell’argentino, bravo ad alzare il livello soprattutto al servizio, ma nel momento decisivo del quarto set ha ritrovato il coraggio necessario per prendersi il match. Un successo che vale il secondo turno, dove lo attende il canadese Gabriel Diallo, ma anche un’iniezione di fiducia dopo un periodo complicato, segnato dall’infortunio al polso e da risultati inferiori alle aspettative.
Al termine dell’incontro, Sonego ha sottolineato soprattutto la qualità della propria prestazione nei primi due set, quando è riuscito a imporre il proprio piano tattico. “Molto bene, molto bene. Partita tosta. Devo dire che dal primo set mi sentivo più propositivo e più aggressivo di lui e avevo in mano il gioco, e questa cosa mi piaceva“.
Con il passare dei minuti, però, la partita è cambiata. Etcheverry ha iniziato a servire con maggiore continuità e ad assumere un atteggiamento più offensivo, trasformando il match in una sfida giocata su pochissimi punti. “Poi lui ha cominciato ad alzare l’energia, la spinta, a essere un pochino più propositivo, più aggressivo, soprattutto al servizio. Ha servito molto bene. Da lì è stato difficile per entrambi brekkare, quindi è stata una partita giocata su pochi punti e su due tie-break“.
Proprio i tie-break hanno rappresentato il crocevia dell’incontro. Perso quello del terzo set, Sonego non ha smesso di cercare la soluzione offensiva e nel quarto ha cambiato l’inerzia della sfida con un atteggiamento ancora più aggressivo. “Sono stato bravo ad andarmi a prendere il secondo tie-break e chiudere la partita, perché queste partite poi si complicano, soprattutto con un giocatore molto tosto e duro come lui“.
Nel tie-break decisivo il torinese era salito rapidamente sul 4-1, prima di farsi rimontare fino al 4-4. Una situazione che avrebbe potuto cambiare l’inerzia dell’incontro, ma Sonego non ha modificato il proprio approccio. “Era un mini-break, sì. Devo dire che ho giocato tutto il tie-break con l’idea di andare a prendermi il punto prima di lui, perché il tie-break precedente l’aveva un po’ dominato nel gioco ed era stato più aggressivo. Nel secondo tie-break ho deciso di essere io ad andarmi a prendere i punti“.
Anche dopo aver perso il vantaggio, la scelta è rimasta la stessa: continuare a rischiare. “Il mini-break è arrivato, ma avevo l’intenzione di essere propositivo, quindi ci stava anche sbagliare una palla; poi sono stato bravo ad andarmi a prendere i punti dopo“.
Una filosofia che, secondo Lorenzo, sull’erba diventa ancora più importante, soprattutto nei momenti in cui ogni scambio pesa il doppio. “L’idea è quella, nel gioco in generale oltre che nei tie-break. Nei tie-break basta poco per andare avanti, quindi sicuramente mettere un pochino di pressione all’altro in quei momenti gli toglie anche un po’ di sicurezza“.
Il tie-break perso nel terzo set, invece, è stato figlio soprattutto dei meriti dell’avversario. Sonego non cerca alibi e riconosce la qualità espressa da Etcheverry nei punti più importanti. “Non sono riuscito, per meriti suoi, perché lui è stato bravo: ha risposto molto bene, ha servito molto bene, ha servito una percentuale di prime molto buona nel secondo tie-break. Non sono mai riuscito a iniziare lo scambio come volevo, dove riuscivo a prendere in mano lo scambio. È stato lui, coi primi colpi, a mettermi subito in difficoltà“.
Ora all’orizzonte c’è Gabriel Diallo, uno dei giocatori più pericolosi del circuito quando si gioca sull’erba. Sonego sa bene cosa lo aspetta. “I suoi migliori risultati li ha fatti su questa superficie, quindi ho già tirato su una partita molto difficile. Sicuramente la sua arma migliore è il servizio, è un giocatore che gioca in maniera molto aggressiva, propositiva e sicuramente, come oggi, si giocherà su pochi punti, come in tutte le partite qua con questi giocatori che servono così bene“.
La ricetta, quindi, è chiara: “È importante arrivare belli preparati, belli attenti: tenere l’attenzione e la concentrazione per tutta la partita sarà importante“. Al di là del risultato, il sorriso più grande arriva dalle condizioni fisiche. Dopo mesi complicati, il torinese sente di aver finalmente ritrovato continuità e fiducia. “Io adesso sto bene, sto bene. Diciamo che è il momento migliore dopo l’infortunio, adesso sto ritrovando delle buone sensazioni“.
Merito, spiega, del lavoro svolto nelle ultime settimane. “Alla fine è l’allenamento che ti porta a ritrovare le sensazioni e il modo in cui affrontare le partite, quindi mi sono messo un po’ sotto durante l’allenamento nell’ultimo periodo e questo mi ha aiutato“.
Infine, un ricordo sul precedente con Diallo, riaffiorato tra una battuta e l’altra in conferenza stampa. “Con Diallo ci ho giocato una volta due anni fa, mi sembra… No, l’anno scorso in Australia. No, prima, il torneo prima dell’Australia, Nuova Zelanda forse. Sette-sei al terzo era finita, una roba del genere“.
