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Armstrong non ci sta: “L’UCI non trarrà beneficio dai controlli anti-doping di notte. E se lo avessero fatto a Messi?”

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Tadej Pogacar
Tadej Pogacar / LaPresse

Hanno fatto rumore e continuano a farlo i controlli antidoping notturni a cui sono stati sottoposti Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard prima della quindicesima tappa del Tour Champagnole-Plateau de Solaison. Un personaggio controverso come Lance Armstrong si è pronunciato sul tema nel corso della sua produzione audiovideo ‘The Move’.

Sulla questione dei controlli antidoping notturni: “Nessuno qui è a favore della mancanza di controlli, ma qui si esce dalla questione sportiva. Fare controlli antidoping alle due di notte è quasi una questione di diritti umani. È un episodio che quasi lascia senza parole. Perché il ciclismo permette tutto questo?”.

Lo statunitense ha aggiunto: “Il Tour de France è la gara più faticosa in tutto il mondo e il riposo è essenziale. Durante la gara più faticosa al mondo non puoi trattare le persone in questo modo. Non penso che l’UCI trarrà grande beneficio da quel che è successo”.

Il paragone con la finale del Mondiale di calcio: “Cosa sarebbe successo se fossero andati a bussare alla porta della camera di Lionel Messi alle due del mattino, la notte prima della finale? Non sarebbe stato loro permesso. Avrebbero ricevuto un ‘no’ come risposta. In nessun altro sport queste cose vengono tollerate, ma nel ciclismo sì”.

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