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Calcio

La Spagna si fregia della seconda stella ai Mondiali: l’Argentina si arrende piegata dagli infortuni e da un’espulsione

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Spagna calcio
Spagna calcio / Lapresse

La Spagna ha sconfitto l’Argentina per 1-0 ai tempi supplementari e ha vinto i Mondiali 2026 di calcio, al termine di un confronto poco spettacolare giocato al New Jersey Stadium di New York (USA) nel pomeriggio locale, con una temperatura superiore ai 30 °C. Le Furie Rosse hanno impostato il loro consueto gioco, improntato su un possesso palla asfissiante e su un pressing alto, faticando però a bucare la resistenza dell’Albiceleste, che non ha tirato in porta per centoventi minuti e che si è resa pericolosa solo in pieno recupero.

I sudamericani, fiaccati da supplementari e partite tirate disputate nella fase a eliminazione diretta, hanno giocato a difendersi, faticando ad addomesticare la sfera nelle rare occasioni in cui ne hanno avuto la possibilità. Messi e compagni non sono riusciti a difendere il titolo conquistato quattro anni fa in Qatar e ad alzare al cielo la quarta Coppa del Mondo nella propria storia, mentre la Spagna festeggia il secondo titolo dopo quello vinto nel 2010, completando così la doppietta in seguito al trionfo conseguito agli ultimi Europei.

A decidere la contesa è stato Ferran Torres, con una sassata andata in rete al 106′ dopo una bella torre di Nico Williams. Yamal si è inventato alcune belle giocate, non riuscendo comunque a trovare la via del gol ma festeggiando il titolo ad appena 19 anni. Il 39enne Messi si è visto pochissimo in una giornata molto difficile per la Pulce, che non è riuscito nel back-to-back tanto desiderato.

LA CRONACA DI SPAGNA-ARGENTINA

La Spagna si schiera con il 4-2-3-1: Unai Simón; Porro, Cubarsì, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabián Ruiz; Alex Baena, Dani Olmo, Lamine Yamal; Oyarzabal. L’Argentina risponde con il 4-4-2: Dibu Martínez; Montiel, Romero, Lisandro, Tagliafico; De Paul, Enzo Fernández, Mac Allister, Nico González; Messi, Julián Álvarez. Gli spagnoli si fanno vedere nei pressi della porta avversaria al quarto minuto, quando Yamal ha scambiato con Dani Olmo e il suo sinistro è stato bloccato in due tempi da Martinez. Sul successivo contropiede, Alvarez ha lanciato Messi davanti alla porta, ma Unai Simon ha letto bene la situazione ed è uscito correttamente.

Le Furie Rosse hanno poi azionato il loro proverbiale possesso palla, con pressing alto, sfera recuperata in tempi rapidi, trama fitta di passaggi e Albiceleste costretta ad abbassare il baricentro. Al 17′ Yamal riesce a scappare via a Tagliafico e a mettere in mezzo, ma Martinez è impeccabile in presa bassa. Al 39′ si fa vedere Oyarzabal con un tiro dal limite, troppo centrale per sorprendere il portiere sudamericano. Una prima svolta dell’incontro arriva al 44′, quando Lisandro Martinez accusa dei problemi muscolari ed è costretto a chiedere la sostituzione.

Entra Otamendi prima dell’intervallo e si torna negli spogliatoi sullo 0-0, prima di un’interruzione di ben 27 minuti e 40 secondi dovuta allo show di metà partita con le esibizioni di Madonna, BTS, Justin Bieber, Shakira. Al ritorno in campo, Paredes prende il posto di Nico Gonzalez e la ripresa inizia con il consueto gioco della Spagna, che al 55′ si rende pericolosa con un’azione propiziata da Pedro Porro, Dani Olmo e Oyarzabal. I problemi fisici attanagliano l’Argentina, chiamata al terzo cambio al 57′: fuori Montiel, dentro Molina, che era sempre stato titolare nel corso di questa rassegna iridata.

Al 62′ cambia anche la Spagna, con gli ingressi di Ferran Torres e Pedri per Oyarzabal e Fabian Ruiz. Gli ultimi trenta minuti sono interamente di marca iberica, si gioca praticamente a una sola porta e la partita si trasforma in un autentico assedio. Dibu Martinez deve inventarsi una magia sul colpo di testa di Ferran Torres al 66′ su cross dal fondo di Yamal, problemi fisici anche per Romero e De Paul, entrano Medina e Simeone: l’Argentina finisce gli slot e non può nemmeno entrare Lautaro Martinez. Al 75′ De la Fuente si gioca le carte Nico Williams e Merino per Dani Olmo e Alex Baena, la Spagna accelera: Cubarsì tira forte, ma Martinez manda in angolo.

In pieno recupero si materializza un episodio decisivo: Enzo Fernandez entra in ritardo su Cubarsì, era già ammonito e viene espulso, lasciando l’Argentina in dieci uomini Dibu Martinez si inventa una magia sulla punizione di Yamal allo scadere e la contesa viene trascinata ai supplementari. In avvio della prima frazione aggiuntiva Dibu Martinez interviene sul colpo di testa di Nico Williams su cross di Pedri, poi viene annullato un gol a Nico Williams per fallo sul portiere.

Scaloni decide di coprirsi inserendo Senesi e Julian Alvarez, mentre De la Fuente butta nella mischia Zubimendi ed Eric Garcia per Rodri e Laporte e in chiusura del primo supplementari Merino sfiora di testa su invito di Nico Williams. Si entra nei quindici minuti finali, l’Argentina è in apnea con l’uomo in meno e al 106′ la Spagna passa in vantaggio: torre di Nico Williams, a rimorchio arriva Ferran Torres, che calcia di forza e insacca sotto la traversa.

Con un uomo in meno e con solo Messi in avanti (e sottotono), l’Albiceleste non può reagire, la Spagna gestisce la sfera, viene anche annullato un gol per fuorigioco a Ferran Torres al 113′. Messi ci ha provato con un tiro dalla lunga distanza al 117′, ma troppo poco per impensierire le Furie Rosse, che controllano la situazione senza grosse difficoltà. Nel finale, però, l’Argentina tenta il tutto per tutto: cross in mezzo di Messi, Cubarsì anticipa evitando un gol fatto; altro corner di Messi, palla a Simeone, che spara alto da posizione comodissima. La Spagna tira un sospiro di sollievo e vince i Mondiali.

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