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La Francia si stringe con Paul Seixas. Un trionfo atteso 41 anni: primo confronto diretto con i titani Pogacar e Vingegaard
Il Tour de France 2026 segna l’esordio assoluto di Paul Seixas nella Grande Boucle, e la Francia già vibra. A 19 anni, il talento della Decathlon CMA CGM Team si presenta al via della corsa più importante del mondo come una delle grandi rivelazioni della stagione, chiamato a misurarsi per la prima volta con una corsa di tre settimane.
Ma Seixas non è arrivato qui per caso. Nelle classiche e nelle brevi corse a tappe ha già fatto vedere di che pasta è fatto: vittoria alla Freccia Vallone — diventato il più giovane vincitore di sempre sul Muro di Huy — e secondo posto alla Liegi-Bastogne-Liegi, dove ha tenuto testa a Pogacar sulle salite che contano. Prima ancora, aveva già conquistato il Giro dei Paesi Baschi e si era piazzato secondo alla Strade Bianche, sempre dietro al campione del mondo.
La pressione sul giovane talento non è solo sportiva: è storica. Il territorio transalpino non vede un suo corridore vincere il Tour dal 1985, quando Bernard Hinault si impose, guadagnando il quinto e ultimo successo nella Grande Boucle. Quarantuno anni di attesa hanno creato un vuoto che il ciclismo locale vuole colmare. E Seixas è diventato il portatore di questo sogno.
Al momento, il giovane fuoriclasse appare ancora un gradino sotto rispetto a Vingegaard e Pogacar, ma questo Tour sarà il suo primo vero test. L’obiettivo realistico è il podio, un risultato che già proietterebbe il giovane talento nell’élite del ciclismo mondiale. In ogni caso i tifosi transalpini sognano, come mai avevano fatto nel recente passato.
