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Atletica

Giir di Mont, Kibet e Bosia firmano un’edizione da ricordare: la montagna vince la sfida dell’emergenza

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Kevin Kibet
Kevin Kibet

Non è stata un’edizione come le altre. Il Giir di Mont 2026 ha saputo trasformare un’improvvisa difficoltà in un’altra giornata di grande sport, regalando spettacolo sulle montagne di Premana nonostante il percorso della gara principale sia stato modificato all’ultimo momento a causa dell’incendio che ha interessato il versante nord della Val Fraina. La trentaduesima edizione della classica lombarda si è così disputata su un tracciato ridotto da 32 a 29 chilometri, con 2.500 metri di dislivello positivo, mantenendo intatto il fascino di una delle competizioni di corsa in montagna più prestigiose del panorama internazionale.

La risposta del Comitato Organizzatore e dell’intera comunità di Premana è stata immediata. In poche ore è stato individuato un percorso alternativo, condiviso con le autorità competenti, che ha consentito il regolare svolgimento della manifestazione senza snaturarne le caratteristiche tecniche. La leggera pioggia delle prime fasi ha aiutato gli atleti ad affrontare la fatica, mentre il sole ha accompagnato gli ultimi arrivi nella tradizionale cornice di via Roma, chiudendo una giornata destinata a rimanere nella memoria degli appassionati.

Tra gli uomini è stato il keniano Kevin Kibet a conquistare una vittoria costruita con una straordinaria rimonta nella parte finale della corsa. Nelle prime fasi il gruppo di testa è rimasto compatto con Andrea Prandi, Josphat Kiprotich Tuei e Damiano Pedretti a scandire il ritmo, mentre il britannico Finlay Grant e Federico Nicolini controllavano da vicino. La gara ha cambiato volto nella discesa verso l’Alpe Vegessa, quando Pedretti ha preso l’iniziativa e Kibet ha accumulato un ritardo superiore al minuto. Il keniano ha però ricucito progressivamente lo strappo lungo la salita verso l’Alpe Deleguaggio, dove Nicolini sembrava ormai lanciato verso il successo con quasi un minuto di vantaggio. La svolta è arrivata nell’ultima discesa verso Premana: Kibet ha cambiato passo nel momento decisivo, raggiungendo e superando il trentino proprio negli ultimi chilometri per imporsi in 2h57’13”. Nicolini (Atletica Tione) ha concluso in 2h58’13”, mentre Damiano Pedretti ha completato una prova di altissimo livello conquistando il terzo posto in 2h59’30”, migliorando sensibilmente il sedicesimo posto ottenuto nell’edizione precedente.

Alle spalle del podio hanno trovato spazio Lorenzo Rota Martir, Finlay Grant, Sammy Rotich Chelangat, il beniamino di casa Mattia Gianola, autore di una notevole rimonta nel tratto conclusivo pur non essendo nelle migliori condizioni fisiche, quindi Andrea Prandi, Alessandro Riva e Paolo Bonanomi.

La gara femminile ha invece avuto uno sviluppo decisamente più lineare. Aurora Bosia (Falchi Lecco) ha preso il comando fin dalle prime battute, interpretando nel migliore dei modi il nuovo tracciato e mantenendo la leadership fino al traguardo, dove ha fermato il cronometro in 3h58’04”. Alle sue spalle hanno chiuso Francesca Crippa, seconda in 4h21’38”, e Giorgia Fascendini, terza in 4h23’12”, con le posizioni del podio rimaste immutate dall’inizio alla fine della competizione. Più staccate hanno concluso Cristina Magni, protagonista di una bella rimonta nella seconda parte di gara, Roberta Pinchetti, la rumena Andra Haas, Patrizia Pensa e Vasilica Nastrut.

Grande spettacolo anche nella Giir di Mont Mini sulla distanza di 18 chilometri. In campo maschile il keniano Elija Kariuki Kamau (Run2gether) ha imposto un ritmo insostenibile sin dai primi chilometri, rimanendo sempre al comando e andando a vincere in 1h36’44”. Alle sue spalle si è accesa la sfida tra Stefano Roncareggi, secondo in 1h38’00”, e il giovane atleta di casa Paolo Gianola, classe 2006, che dopo essere transitato secondo all’Alpe Rasga ha concluso al terzo posto in 1h39’16”. Da segnalare anche l’ottima rimonta di Lorenzo Milesi, capace di risalire fino alla quarta posizione.

Tra le donne è stata invece Anna Hofer (Sportclub Merano) a conquistare il successo grazie a una gara gestita con grande intelligenza tattica. L’altoatesina ha lasciato inizialmente sfogare la keniana Jedidah Chepkemoi, rimanendole alle spalle per gran parte della competizione, prima di cambiare marcia nella discesa finale da Deleguaggio verso Premana. Il sorpasso decisivo le ha consentito di imporsi in 1h52’29”, precedendo Chepkemoi, seconda in 1h53’26”, e Melissa Bertolina, sempre saldamente in terza posizione e al traguardo in 2h03’29”.

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