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Flavio Cobolli si sfoga: “Sono sottovalutato, ma questo mi dà più energia. La pressione è tutta addosso a Sinner”

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Flavio Cobolli
Cobolli / Lapresse

Flavio Cobolli ha svoltato ed è ormai un giocatore da top10 a tutti gli effetti. Raggiungere in poco più di un mese la finale al Roland Garros e poi i quarti a Wimbledon rappresenta un’impresa davvero notevole per un tennista emergente, che ha effettuato nell’ultimo biennio un grande salto di qualità e adesso non vuole fermarsi. Il romano, dopo il netto successo in tre set sull’australiano Alex De Minaur, sfiderà infatti al prossimo turno da favorito la wild card britannica Arthur Fery.

Alex credo che sia un giocatore stratosferico. Batterlo oggi mi fa sentire pronto, soprattutto tre set a zero. Mi ha dato tante risposte e credo abbia dato tante risposte anche ai miei avversari. Nessuno oggi si aspettava la mia vittoria e questo a me poi dà tanta forza. Vedere comunque di essere sfavorito così tanto mi riempie di carica. E oggi credo che si siano pentiti un po’ tutti. Alex comunque ripeto è stratosferico. Può battere tutti, anche quelli più forti come Carlos Alcaraz e Jannik Sinner. Io ho tanto rispetto per lui“, ha detto ieri Cobolli in conferenza stampa dopo la partita.

Sull’adattamento all’erba:Mi piace molto giocare sull’erba, ma quella di Wimbledon, perché è diversa. La trovo proprio un’altra superficie, a parte, diversa da tutte le altre. Su quest’erba io ci gioco molto bene. Sono contento e fiero di come sto giocando e di come sto affrontando le partite. Come tutti gli italiani noi prima dei tornei juniores non giochiamo sull’erba, quindi siamo impreparati. È difficile che a un italiano piaccia l’erba. Devi essere bravo a migliorarti. Di anno in anno si migliora“.

Flavio ha confermato infine di sentirsi un po’ sottovalutato in generale nell’ambiente (i bookmakers lo davano largamente sfavorito contro De Minaur, per fare un esempio): “Sì, magari un po’ sì. Però mi dà tanta energia. Magari quella la toglie a Jannik. Io sono quello dietro, fino a poco tempo fa anche a Lorenzo Musetti, e questo mi ha fatto stare molto tranquillo. La pressione è tutta su Jannik e ne leva tanta a me, e questo per me è un bene. Poi magari è anche un male perché vorrei essere delle volte apprezzato un po’ di più“.

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