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Formula 1GP Belgio

F1, Kimi Antonelli da pulcino bagnato a rapace spietato. Maturazione esponenziale, indispensabile per tagliare il traguardo supremo

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Kimi Antonelli
Kimi Antonelli LaPresse

Spa-Francorchamps, 26 luglio 2025. Andrea Kimi Antonelli compare davanti alle telecamere sull’orlo delle lacrime dopo essere stato eliminato nel Q1. “È un momento complicato, sappiamo che l’auto ha dei limiti, ma il mio modo di guidarla acuisce i problemi” ammette, in maniera onesta e sconsolata. In quel momento è nell’occhio del ciclone. La sua stagione d’esordio è difficile, i risultati non arrivano e c’è chi afferma che Mercedes, nel dargli fiducia per sostituire Lewis Hamilton, abbia preso un abbaglio.

Eppure, la sera del 27 luglio 2025, Toto Wolff conferma Antonelli anche per il 2026. La sua presenza nel team non è in discussione ribadisce il manager austriaco, che crede fortemente nel suo pilota. Tanti storcono il naso, sembra che il numero 1 delle Frecce d’Argento voglia difendere a tutti i costi una propria scelta, nonostante i fatti stiano dimostrando come essa sia stata sbagliata. C’è chi scuote la testa, convinto che il teenager bolognese sia un flop destinato a entrare negli annali.

Spa-Francorchamps, 19 luglio 2026. Andrea Kimi Antonelli compare davanti alle telecamere raggiante dopo aver ottenuto la sesta vittoria in dieci gare stagionali, un’affermazione che gli consente di rafforzare la propria leadership nella classifica del Mondiale, dove comanda con 45 punti di vantaggio sul pilota da lui sostituito (Lewis Hamilton) e 50 su quello che ha per le mani la monoposto gemella (George Russell).

Quel pulcino bagnato del 2025 è diventato il rapace spietato del 2026, capace di imporsi a dispetto delle circostanze avverse. La Virtual Safety Car gli ha detto male, facendolo scivolare dal primo al terzo posto. Ha reagito con una freddezza degna del suo (quasi) omonimo Kimi Räikkönen. Solo una domanda via radio e poi via, a ricostruire quanto disfatto dalla sorte. Superati Max Verstappen e Charles Leclerc, l’italiano è andato a vincere.

“La sua prima stagione è andata esattamente come ci aspettavamo andasse, così come eravamo convinti facesse un progresso in termini di risultati. Non ci aspettavamo, però, la serenità e la struttura mentale che Kimi sta mostrando. È estremamente razionale ed è sorprendente considerando come abbia ancora 19 anni” ha confessato, in estasi, Toto Wolff, che si gode i frutti della sua scelta.

In effetti, non è una questione di performance, quelle non sono tutto. È un discorso legato all’approccio mentale. Antonelli ha effettuato quel salto di qualità interiore indispensabile per puntare al traguardo supremo. Tornando al 2025, la stessa situazione era vissuta da Oscar Piastri, che sorprendeva per lucidità e tranquillità. Poi, a Baku, scoccò la mezzanotte e la carrozza tornò zucca.

Quella, però, è la storia dell’australiano, colpito in pieno “dalla sindrome di Cenerentola”. Dove sta scritto che il destino dell’italiano sia il medesimo? La trama del suo 2026 deve ancora essere completata e lui, di proprio pugno, sta stendendo un racconto spettacolare. Siamo quasi a metà dello stesso e l’augurio è di vederlo finire la stesura della novella senza alcun genere di colpo di scena.

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