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Tennis

Bertolucci difende Sinner: “Vivere a Montecarlo? Dov’è il problema?”

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Jannik Sinner
Jannik Sinner / LaPresse Olycom

Dopo ogni grande vittoria di Jannik Sinner riaffiora puntualmente lo stesso tema: la sua residenza a Montecarlo. È accaduto anche all’indomani del trionfo a Wimbledon, mentre il numero uno del mondo si godeva alcuni giorni di vacanza prima di tornare ad allenarsi in vista della tournée sul cemento nordamericano e, soprattutto, degli US Open. A riaccendere il dibattito sono state le dichiarazioni rilasciate nel corso dell’evento “Lungo il Fiume: Persone, Cammini, Storie” a Modesano da Giovanna Botteri (corrispondente della RAI per anni) e Luca Sommi (giornalista de ‘il Fatto Quotidiano’), che hanno criticato la scelta del campione altoatesino di vivere nel Principato.

La replica più netta è però arrivata via X da Paolo Bertolucci, che ha preso posizione in difesa del fuoriclasse azzurro con un messaggio tanto sintetico quanto eloquente: “Capita quando sei il migliore al mondo nella tua professione di guadagnare molto. Se poi la legge ti permette, senza infrangerla, di vivere a Montecarlo, dov’è il problema?“.

Le polemiche erano nate dalle parole di Botteri, che aveva affermato: “Anche Sinner abita lì. Quanto mi rode che Sinner viva a Montecarlo“. Un’opinione condivisa da Sommi, che aveva aggiunto: “Anche a me, moltissimo. Ma io mi chiedo a volte. Tu guadagni 70 milioni di euro all’anno, ma perché non fai come Alcaraz, che ha mantenuto la sede fiscale in Spagna? Non bastano 70 milioni di euro all’anno?“.

Successivamente Botteri aveva rincarato la dose: “Quello che mi chiedo sempre è: uno che cosa fa con 70 milioni l’anno? Ti compri una casa, ok, magari il motorino, una macchina, due macchine. Poi compri una casa al figlio. Ma poi? Cioè 70 milioni. Questi hanno case, robe che nemmeno si ricordano di avere“.

Non è la prima volta che il tema della residenza monegasca del campione azzurro torna al centro del dibattito, come già avvenuto in passato dopo le prese di posizione di Aldo Cazzullo e Massimo Gramellini. La risposta di Bertolucci, tuttavia, riporta la discussione su un piano strettamente fattuale: Sinner esercita un diritto previsto dalla legge e non viola alcuna norma. Una distinzione sostanziale, che separa una scelta di residenza legittima da qualsiasi ipotesi di illecito fiscale.

Del resto, la realtà del tennis professionistico è ben diversa da quella di molti altri sport. I giocatori trascorrono circa undici mesi all’anno viaggiando tra continenti, disputando tornei in ogni parte del mondo e pagando le imposte sui montepremi nei Paesi in cui competono. Il Principato rappresenta da tempo uno dei principali poli logistici del circuito, grazie alla vicinanza con grandi aeroporti, alle strutture di allenamento di alto livello e alla presenza costante di numerosi top-player.

In questo contesto si inserisce anche la scelta del pusterese, trasferitosi nel Principato da giovanissimo durante il percorso di crescita con il team di Riccardo Piatti, quando la sua carriera era ancora agli inizi e ben prima dei guadagni milionari di oggi.

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