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Berrettini rende omaggio a Wawrinka a Wimbledon: cosa è successo prima, durante e dopo la partita

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Matteo Berrettini
Matteo Berrettini / LaPresse

Il primo turno di Wimbledon 2026 tra Matteo Berrettini e Stan Wawrinka è andato ben oltre il risultato sportivo. Sul Campo n. 1, il successo dell’azzurro al termine di una maratona di quattro ore e quindici minuti, decisa da quattro tie-break, ha fatto da cornice a una delle pagine più significative del torneo sul piano umano. Dall’attesa nel tunnel fino ai minuti successivi al match point, Berrettini ha infatti accompagnato quella che, per Wawrinka, rappresentava l’ultima partita della carriera sull’erba di Londra con una serie di gesti di grande sensibilità e rispetto.

Tutto è iniziato prima ancora dell’ingresso in campo. Nel corridoio che conduce al Campo n. 1, i due giocatori erano pronti a rispettare uno dei protocolli più rigorosi dei Championships, che prevede l’accesso simultaneo dei contendenti. È stato Berrettini, però, a rompere volontariamente la consuetudine per riservare all’amico e rivale un momento esclusivo. Rivolgendosi allo svizzero, gli ha detto: “Entro prima io, tu ti meriti di meglio. Questo palcoscenico è tutto tuo“.

Una scelta apparentemente semplice, ma dal forte valore simbolico. Anticipando di qualche istante il proprio ingresso, Berrettini ha permesso che fosse Wawrinka, entrando da solo sul prato londinese, a ricevere l’intera attenzione del pubblico. L’ovazione che ha accompagnato il tre volte campione Slam ha assunto così il significato di un tributo collettivo a uno dei protagonisti del tennis degli ultimi vent’anni, alla sua ultima apparizione sull’erba di Wimbledon.

La partita ha poi mantenuto le promesse della vigilia. I due hanno dato vita a un confronto equilibrato e combattuto, nel quale nessuno dei quattro set è stato sufficiente a fare la differenza prima del tie-break. Per oltre quattro ore il livello di gioco è rimasto elevato, con continui capovolgimenti di inerzia e una tensione agonistica che ha esaltato il pubblico del Campo n. 1.

Anche durante l’incontro, il rispetto reciproco non è mai venuto meno. Berrettini e Wawrinka hanno affrontato ogni momento della sfida con correttezza e sportività, confermando il rapporto di profonda stima costruito negli anni trascorsi nel circuito.

È stato però dopo il match point conclusivo che Matteo ha scelto ancora una volta di mettere in secondo piano la propria vittoria. Anziché lasciarsi andare a un’esultanza prolungata, si è diretto immediatamente verso la rete per stringere Wawrinka in un lungo abbraccio, un gesto che ha sintetizzato il valore umano della loro sfida.

Successivamente ha invitato il pubblico del Campo n. 1 a tributare un’ultima, calorosa standing ovation allo svizzero, lasciandogli simbolicamente il centro della scena nel giorno dell’addio all’erba londinese. Un invito accolto dagli spettatori con un lungo applauso, trasformando la conclusione del match in una celebrazione della carriera di Wawrinka.

Neppure in quei momenti sono mancati ulteriori gesti di attenzione. Il romano è stato infatti visto raggiungere la panchina dello svizzero per portargli personalmente un asciugamano e congratularsi ancora con lui, chiudendo una giornata nella quale il risultato sportivo è stato accompagnato da una dimostrazione di rispetto destinata a rimanere tra le immagini più significative di questa edizione di Wimbledon.

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