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Basket: non solo Italia. Come si arriva alla seconda fase delle qualificazioni ai Mondiali 2027
Si è, giustamente, a lungo parlato di quello che sarà dell’Italia nella seconda fase delle qualificazioni ai Mondiali di Qatar 2027. Ma non solo degli azzurri si parlerà ora che si entra nella più calda in assoluto tra tutte le componenti dell’ingresso nella rassegna iridata che si andrà a tenere in territorio asiatico. Andiamo a scoprire, in ordine di gruppi, com’è stata e come sarà la sequenza degli eventi. Nota metodologica: i punteggi sono quelli in stile FIBA (2 punti per la vittoria, 1 punto per la sconfitta). Qualificate in verde, escluse in rosso.
PRIMA FASE
GIRONE A
1 Spagna 11 (5-1)
2 Ucraina 10 (4-2)
3 Georgia 9 (3-3)
4 Danimarca 6 (0-6)
Fermo restando che la Spagna non era in dubbio per quel che riguarda la seconda fase, ha perso la chance di andare a punteggio pieno in virtù di una clamorosa rimonta della Georgia a Tbilisi, con un 91-89 arrivato all’overtime dal -22 e con 37 punti del solito, immortale Shengelia. Bene anche i riscontri dell’Ucraina, sia con che senza Svi Mikhailiuk: ha perso solo con la Spagna, le altre partite le ha vinte tutte.
GIRONE B
1 Montenegro 10 (4-2)
2 Portogallo 9 (3-3 e +7 scontro diretto)
3 Grecia 9 (3-3 e -7 scontro diretto)
4 Romania 8 (2-4)
Qui la situazione avrebbe quasi dell’assurdo se non fosse reale: la Grecia a (serio) rischio di non qualificarsi per i Mondiali. Sono veramente tanti, troppi gli alti e bassi della squadra ellenica in un raggruppamento che si è rivelato incredibilmente più equilibrato delle previsioni. Merito anche del Portogallo, corsaro ad Atene con un clamoroso 56-71 nell’ultima partita e prima ancora con un enorme 61-83 a Podgorica, e della Romania, che fino all’ultimo ha conteso la qualificazione, battendo proprio i greci a Oradea e perdendo solo 65-64 ancora a Podgorica. E di mezzo non ci sono stati solo i naturalizzati, anzi, viste le performance di Diogo Emanuel Brito, Bobe Niculescu e altri accanto alle quote “estere” rappresentate in un caso da Travante Antonio Williams e nell’altro da Fatts Russell.
GIRONE C
1 Turchia 12 (6-0)
2 Serbia 10 (4-2)
3 Bosnia-Erzegovina 8 (2-4)
4 Svizzera 6 (0-6)
L’unico vero brivido è arrivato all’inizio del girone, con la Serbia che si è trovata a rimontare, a Belgrado, uno svantaggio enorme contro la Svizzera prima di vincere 90-86. Poi le sfide sono state tra le tre grandi potenze, con i serbi battuti due volte dalla Turchia e che, invece, a loro volta hanno sconfitto due volte i bosniaci. Proprio la Turchia sente fortemente l’odor di Mondiali vicino, mentre, come vedremo, Bosnia-Erzegovina e Serbia saranno le squadre avversarie dell’Italia nel più prossimo dei futuri.
GIRONE D
1 Italia 11 (5-1)
2 Lituania 9 (3-3 e +16 scontro diretto)
3 Islanda 9 (3-3 e -16 scontro diretto)
4 Gran Bretagna 7 (1-5)
A dispetto della classifica, qui è successo un po’ di tutto: la sconfitta all’esordio dell’Italia, la rimonta lituana in Gran Bretagna, il tiro di Mannion a Klaipeda e la vittoria di un punto sempre dell’Islanda contro la Lituania a Reykjavik. Tutto si è logicamente risolto nell’ultima giornata: all’Italia, con tanto di rimonta da -13, la vittoria e il primo posto ai danni della Lituania, all’Islanda la qualificazione a danno della Gran Bretagna, che sarebbe passata in caso di vittoria a Manchester.
GIRONE E
1 Croazia 11 (5-1 e +3 scontro diretto)
2 Germania 11 (5-1 e -3 scontro diretto)
3 Israele 8 (2-4)
4 Cipro 6 (0-6)
Discorso sostanzialmente tutto ristretto a Croazia e Germania, le selezioni palesemente più forti del raggruppamento, stante la totale inconsistenza di Cipro e un oggettivo discorso legato alle gerarchie cestistiche dei tempi moderni. Nei fatti, è come se croati e tedeschi si fossero già assicurati, salvo catastrofi ad oggi imprevedibili, mezzo pass per i Mondiali, con o senza gli NBA.
GIRONE F
1 Polonia 12 (6-0)
2 Lettonia 9 (3-3)
3 Paesi Bassi 8 (2-4)
4 Austria 7 (1-5)
Forse, in un certo senso, i Paesi Bassi potranno rimpiangere la sconfitta casalinga all’Aja contro l’Austria, perché per il resto il percorso era stato di buon livello e con un’incredibile vittoria ai danni della Lettonia a Riga. Certo, un appunto bisogna farlo: il Paese baltico senza Porzingis in questa fase non ha un fattore che lo renda più forte di altre selezioni. E, d’altro canto, la Polonia ha potuto sfruttare la naturalizzazione di Jordan Loyd e di Jerrick Harding, impiegati alternativamente nelle finestre.
GIRONE G
1 Francia 11 (5-1)
2 Finlandia 10 (4-2)
3 Ungheria 9 (3-3)
4 Belgio 6 (0-6)
Gruppo, questo, che finisce all’incirca come poteva prevedersi, anche per i risultati emersi. Nondimeno, però, qui tutte le partite o quasi sono state davvero tirate, tant’è che il Belgio è andato tre volte non lontano dalla vittoria, la Finlandia a Espoo è riuscita a battere la Francia e l’Ungheria è andata molto vicina a fare lo stesso. In ogni caso, gerarchie abbastanza definite e anche importanti verso la seconda fase.
GIRONE H
1 Estonia 9 (3-3 e +26 differenza canestri)
2 Slovenia 9 (3-3 e +12 differenza canestri)
3 Svezia 9 (3-3 e -9 differenza canestri)
4 Cechia 9 (3-3 e -29 differenza canestri)
Esito clamoroso in questo raggruppamento: tutte le squadre a pari punti e decisione della situazione demandata alla differenza canestri, il che genera la prima clamorosa esclusione, quella della Cechia, che si ritrova beffata dall’inatteso 79-88 della Svezia, trascinata dai 31 di Pelle Larson, contro una Slovenia senza Doncic e senza spinta del pubblico (appena in 3500 alla Stozice Arena). Per i cechi fatale il -40 proprio contro gli sloveni a Capodistria (Koper), mentre ancora alla Bonifika Arena l’Estonia era passata all’overtime. Un gioco di incastri complicatissimo, che però è andato a sfavore della Cechia. Ma anche la Slovenia, come vedremo tra poco, di tranquillità ne ha ben poche.
SECONDA FASE
Premessa dovuta: quest’anno ci si portano dietro tutti i risultati della prima fase, e non solo quelli con le squadre che si sono qualificate. Gli incontri avverranno tra le selezioni che non si sono affrontate precedentemente.
GIRONE I
1 Spagna 5-1
2 Ucraina 4-2
3 Montenegro 4-2
4 Portogallo 3-3
5 Grecia 3-3
6 Georgia 3-3
La situazione qui è relativamente chiara: la Grecia avrà bisogno di una forte reazione rispetto al primo girone per recuperare su almeno una tra Ucraina e Montenegro, posta la Spagna in chiaro controllo. Certo, affascinerà tanti il doppio scontro Grecia-Spagna, che vent’anni fa è stato finale mondiale. Ma, dovendo individuare le battaglie incrociate, queste sembrano includere Ucraina, Montenegro, Grecia e Georgia. Certo, con questo format delle qualificazioni iridate non bisogna sottovalutare tutto lo sforzo che è stato finora prodotto dal Portogallo.
GIRONE J
1 Turchia 6-0
2 Italia 5-1
3 Serbia 4-2
4 Lituania 3-3
5 Islanda 3-3
6 Bosnia-Erzegovina 2-4
La Turchia, di fatto, è se non all’80% dell’opera quasi: ai Mondiali la vedremo praticamente per certo. Passi importanti li ha fatti anche l’Italia, che però ora deve difendersi bene dagli assalti altrui perché non ci sarà un singolo confronto facile a questo punto della situazione. E poi c’è il duo Serbia-Lituania: due Paesi a trazione cestistica enorme. E si crea quello che già si sapeva: una tra queste quattro grandi e storiche potenze in Qatar non ci sarà. Potere di una sfortuna enorme derivante dai sorteggi. Agli azzurri dovrebbe bastare un 9-3, potrebbe anche un 8-4, ma non si deve assolutamente finire nella pericolosa situazione di 7-5.
GIRONE K
1 Polonia 6-0
2 Croazia 5-1
3 Germania 5-1
4 Lettonia 3-3
5 Paesi Bassi 2-4
6 Israele 2-4
Non si vede, davvero, come l’esito di questo girone possa essere diverso dalla conferma di Polonia, Croazia e Germania ai Mondiali. O meglio, una potenziale sfida ci sarebbe, quella della Lettonia, che però ha mostrato tante, troppe contraddizioni già solo nel suo primo girone. E così, dopo i capolavori di epoca 2023 firmati Banchi, i baltici hanno bisogno di passare da vittorie pesanti non solo in casa, ma anche in Germania o in Croazia.
GIRONE L
1 Francia 5-1
2 Finlandia 4-2
3 Estonia 3-3
4 Slovenia 3-3
5 Ungheria 3-3
6 Svezia 3-3
Può succedere di tutto. La Francia è forse l’unica che può prendere con un minimo di sicurezza la situazione, anche perché la Slovenia che verrà Oltralpe non avrà Luka Doncic. Per le altre sarà, se non un terno al lotto, quasi, e non è difficile immaginare che tutto si possa decidere nel girone infernale chiamato ultima giornata. I temi saranno tanti: i roster a disposizione, il calore dei campi, le possibilità che esisteranno qui e là. Chiaramente la presenza della Svezia cambia tante carte in tavola, dato che il posto pareva della Cechia. E se è vero che la Slovenia è sempre in corsa, con questo format delle qualificazioni a volte è (anche) questione di fortuna.
