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Sinner e i top player valutano il boicottaggio del doppio misto agli US Open 2026: cosa c’è dietro la protesta sui ricavi degli Slam
Jannik Sinner potrebbe essere tra i protagonisti di una clamorosa iniziativa di protesta che coinvolgerebbe alcuni dei più importanti nomi del tennis mondiale. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Times, un gruppo di top player starebbe infatti valutando il boicottaggio del torneo di doppio misto degli US Open per aumentare la pressione sugli organizzatori dei tornei del Grande Slam nella delicata trattativa sulla distribuzione dei ricavi.
Non si tratterebbe di una semplice rinuncia a una competizione secondaria del calendario, bensì di una strategia studiata per colpire uno degli investimenti più recenti e ambiziosi della federazione statunitense, la USTA, e per riaprire il confronto sui rapporti economici tra giocatori e organizzatori.
Negli ultimi mesi la federazione americana ha profondamente modificato il format del doppio misto con l’obiettivo di trasformarlo in un prodotto televisivo di grande richiamo. La nuova formula prevede un tabellone ridotto a 16 coppie, composto principalmente da stelle del circuito di singolare, e uno svolgimento concentrato nella settimana precedente all’inizio dei tabelloni principali.
L’idea degli organizzatori è quella di attirare l’attenzione del pubblico grazie alla presenza di campioni come Sinner, Carlos Alcaraz, Novak Djokovic ed Emma Raducanu, aumentando così il valore commerciale dell’evento. A rendere ancora più appetibile la manifestazione contribuisce un montepremi particolarmente elevato: la coppia vincitrice riceverà infatti un assegno da un milione di dollari.
Questa riforma, tuttavia, ha comportato anche un allungamento della permanenza dei giocatori a Flushing Meadows, che potrebbero essere costretti a trascorrere fino a tre settimane a New York tra doppio misto e tornei di singolare. Proprio questo nuovo format avrebbe trasformato il doppio misto in una leva negoziale particolarmente efficace nelle mani dei tennisti. L’ipotesi allo studio sarebbe quella di una rinuncia collettiva da parte delle principali stelle del tennis mondiale. Se i giocatori più attesi decidessero di non partecipare, l’evento perderebbe gran parte del suo appeal mediatico e commerciale.
Gli organizzatori hanno infatti costruito il nuovo progetto proprio attorno alla presenza dei grandi campioni del singolare. Un’assenza coordinata di Jannik, Carlitos e Nole e di altri protagonisti del circuito avrebbe inevitabili ripercussioni sul valore televisivo del torneo, sull’interesse degli sponsor e sull’immagine complessiva dell’evento.
Per questo motivo il doppio misto viene considerato dai giocatori uno strumento di pressione particolarmente efficace nella trattativa con gli Slam. L’obiettivo non sarebbe contestare il torneo in sé, ma costringere gli organizzatori a sedersi nuovamente al tavolo delle trattative per discutere una diversa distribuzione dei ricavi generati dai quattro major. La possibile protesta si inserisce in un contesto di crescente tensione tra i giocatori e gli organizzatori dei tornei del Grande Slam.
Negli ultimi mesi i primi dieci giocatori del ranking ATP e WTA hanno sottoscritto una lettera congiunta indirizzata agli organizzatori degli Slam. Tra le richieste avanzate figurano una quota maggiore dei ricavi complessivi prodotti dai tornei, maggiori garanzie sul fronte del welfare e un rafforzamento dei fondi destinati ai programmi pensionistici dei tennisti. Secondo i giocatori, il contributo degli atleti alla crescita economica del tennis non sarebbe adeguatamente riconosciuto. Da qui la volontà di aumentare la pressione nei confronti delle federazioni che gestiscono gli eventi più prestigiosi della stagione.
A confermare il malcontento diffuso nel circuito era stato lo stesso Sinner durante gli Internazionali d’Italia. “Sì, parliamo di soldi, ma la cosa più importante è il rispetto e noi non lo sentiamo. Siamo rimasti delusi anche dall’esito delle discussioni al Roland Garros. Capisco perfettamente i giocatori che parlano di boicottaggio, perché da qualche parte dobbiamo pur iniziare. È la prima volta che i tennisti condividono lo stesso identico punto di vista: i tornei hanno bisogno di noi“.
Al momento non esiste alcuna decisione ufficiale e il boicottaggio resta un’ipotesi. Tuttavia, il fatto che la possibilità venga discussa apertamente da alcuni dei più importanti protagonisti del tennis mondiale rappresenta un segnale significativo.
