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Sbucciatura di sangue per Jannik Sinner: come se l’è procurata a Wimbledon
Nel cuore del tie-break del terzo set, quando la tensione era ormai al massimo, Jannik Sinner e Miomir Kecmanović, primo turno a Wimbledon, si sono concessi un breve momento di confronto che ha alleggerito, almeno per qualche istante, l’intensità della sfida sul Centrale di Wimbledon. Il siparietto è nato durante il cambio di campo, subito dopo uno degli scambi più spettacolari dell’incontro, una maratona da fondocampo che ha costretto entrambi a uno sforzo fisico notevole.
Il punto aveva preso forma sul servizio del tennista serbo. Sinner, grazie a una risposta profonda e aggressiva, era riuscito a indirizzare immediatamente lo scambio sui propri ritmi, dando vita a un duello prolungato fatto di accelerazioni, recuperi e continui cambi di direzione. Un confronto di altissimo livello tecnico che ha strappato gli applausi del pubblico londinese.
Concluso lo scambio, durante il cambio di campo, l’azzurro si è avvicinato alla rete per scambiare qualche battuta con il suo avversario. Tra il serio e il faceto, ha indicato una vistosa abrasione sulla gamba, mostrando a Kecmanović le conseguenze della battaglia combattuta sull’erba. Un gesto accompagnato da un sorriso, quasi a sottolineare quanto il match fosse stato dispendioso anche dal punto di vista fisico.
Quel segno sulla pelle, però, non era il risultato dell’ultimo scambio. L’abrasione risaliva infatti al quinto game del terzo set, quando Sinner era stato protagonista di una brutta caduta. Sorpreso dal rovescio del serbo, aveva perso l’equilibrio scivolando sull’erba e finendo a terra in modo violento, con la gamba rimasta momentaneamente incastrata sotto il corpo.
Un episodio che aveva fatto trattenere il fiato agli spettatori del Campo Centrale, preoccupati soprattutto per le condizioni dell’anca del numero uno del mondo. Nonostante il dolore e lo spavento iniziale, l’altoatesino è riuscito a proseguire l’incontro, trasformando anche quell’episodio in un momento di ironia condivisa con il suo avversario.
