Tennis
Roddick difende Agassi su Sinner: “Critiche giuste, non è fuori luogo. Il problema è reale e va risolto”
Le parole di Andre Agassi dopo la clamorosa eliminazione di Jannik Sinner al secondo turno del Roland Garros 2026 contro Juan Manuel Cerúndolo hanno acceso un acceso dibattito nel mondo del tennis. L’ex numero uno del mondo era stato particolarmente severo nell’analizzare il crollo fisico dell’azzurro, sostenendo che per un atleta del suo livello non possano esserci giustificazioni quando il corpo cede dopo appena un’ora e 45 minuti di gioco. Agassi aveva inoltre puntato il dito contro la preparazione specifica alle condizioni climatiche più estreme, arrivando a ipotizzare la necessità di intervenire anche all’interno del team del numero uno del mondo.
A distanza di qualche giorno, sul proprio podcast, Andy Roddick è tornato sull’argomento, schierandosi apertamente dalla parte dell’ex campione di Las Vegas e spiegando perché quelle dichiarazioni abbiano avuto un impatto così forte nell’ambiente.
Secondo l’ex campione statunitense, molti addetti ai lavori avevano già notato qualcosa di insolito nel modo in cui Sinner era uscito di scena a Parigi, ma nessuno aveva affrontato apertamente la questione. “Penso che molte persone abbiano pensato che fosse strano vedere il suo corpo cedere in quel modo“, ha osservato Roddick. “Tutti sono improvvisamente diventati esperti di pigmentazione, idratazione e perdita di sali minerali, ma si trattava soltanto di speculazioni“.
Per Roddick, l’intervento di Agassi ha avuto il merito di riaprire una discussione che si stava lentamente spegnendo. “Quando Andre è arrivato quasi una settimana dopo con le sue dichiarazioni, ha riacceso il dibattito: è stato davvero un momento cruciale? E che cosa è successo realmente?“.
L’ex numero uno americano ha inoltre rivelato di aver parlato direttamente con Agassi dopo le polemiche. “Mi ha detto di aver parlato prima con Darren Cahill, perché esiste una certa complessità quando hai condiviso così tanti anni con un allenatore. Non puoi sorprenderlo alle spalle“. Poi ha riportato una frase significativa pronunciata proprio da Agassi: “Qualcuno deve svegliare questi presunti esperti. Tutti hanno una teoria“.
Roddick ha quindi spiegato perché le parole del vincitore di otto Slam abbiano avuto un peso diverso rispetto ai tanti commenti circolati nei giorni successivi alla sconfitta di Sinner. “Gli ho detto: sì, ma tu hai le credenziali per dirlo, non sei uno che parla per ottenere clic. È per questo che le sue parole hanno colpito. Andre sa cosa significa prepararsi, essere il numero uno e convivere con tutta quella pressione“.
Entrando nel merito della questione fisica, Roddick non ha nascosto di condividere gran parte delle osservazioni di Agassi. “Non so se conosciamo ogni dettaglio della situazione. Probabilmente no. Però è una domanda che verrà fatta. Ed è davvero ingiusto sostenere che, in qualsiasi circostanza, un giocatore non debba riuscire a superare un’ora e quaranta minuti di partita? Io credo che sia una critica legittima. Penso che anche Jannik direbbe che è una critica legittima“.
Allo stesso tempo, l’ex campione americano ha escluso qualsiasi dubbio sull’etica professionale dell’altoatesino. “C‘è una cosa che va chiarita: Jannik Sinner non taglia gli angoli. Non è un giocatore che bara sulla preparazione fisica. Non è un caso di pigrizia o di scarsa forma. Questa è una questione che deve essere approfondita da veri esperti“.
Per Roddick, infatti, il problema esiste ma non riguarda il livello tecnico del campione azzurro. “Prima del torneo ci chiedevamo cosa potesse fermare Sinner. La risposta era un “cosa”, non un “chi”“. Una riflessione che lo porta a considerare l‘episodio di Parigi come parte di una tendenza che non può più essere ignorata: “Non si può semplicemente nascondere sotto il tappeto, perché a questo punto sembra un problema cronico“.
La buona notizia, secondo l’ex numero uno del mondo, è che si tratta di una criticità affrontabile. “In teoria è un problema risolvibile. Esistono scienziati dello sport e centri specializzati che lavorano proprio su questi aspetti“. A sostegno della sua tesi, Roddick ha ricordato anche il percorso compiuto in passato da Carlos Alcaraz, che aveva sofferto problemi simili prima di trovare le soluzioni necessarie.
Infine, il giudizio complessivo resta comunque estremamente positivo per il numero uno del ranking. “Preferirei dover risolvere un problema legato alla fisicità, alla preparazione, all’idratazione o all’alimentazione sapendo di essere il giocatore dominante del mondo. Il problema non è il suo tennis. Preferirei essere nella posizione di Sinner, con questa situazione da risolvere, piuttosto che essere perfettamente idratato e non avere il livello di gioco per vincere“.
