Atletica
Riccardo Orsoni: “Allenarsi con Stano è uno sprone. L’Italia andrà con una corazzata agli Europei”
Nuova puntata di Sprint Zone e nuovo ospite di eccezione. La trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport è tornata a soffermarsi sulla marcia ospitando Riccardo Orsoni. L’azzurro rappresenta uno dei punti di riferimento del movimento ed ha raccontato a Ferdinando Savarese le sue sensazioni in questa lunga stagione, con un occhio anche ai prossimi Europei.
La gara negli Europei di Birmingham: “Le intenzioni sono quelle di puntare alla maratona. Apprezzo le lunghe distanze, per ora sono più in fiducia. Da subito avevo puntato la stagione sulla maratone. Ad Alessandria avevo deciso di fare una mezza per alzare i giri del motore. Resto concentrato sulla maratona”.
Le preferenze sulle distanze: “Non ha tanta esperienza sui 42 km per capire se la preferisco ai 35 km, ne ho fatta solo una fin ora. Sono diverse, sette chilometri sembrano poche ma cambia tanto. Marciare per tre ore è diverso rispetto a due ore e mezza. Per ora mi piacciono tutte e due. Sulla 35 km ho fatto un buon lavoro. Vado sulla distanza lunga perché l’apprezzo di più. Peccato che questa misura non sia presente alla prossima Olimpiade. Alla 35 mi stavo affezionando perché la stavo iniziando a capire. Ho avuto una crescita di prestazioni e risultati. Esordire al settimo posto nella 42 km è ottimo in vista degli Europei”.
La passione per la marcia: “Io sono nato in provincia di Mantova ma a Piadena ho cominciato a marciare. Alle scuole medie il professore di educazione fisica era uno degli allenatori di Fausto Desalu. Lui mi ha dato la possibilità di provare tutto. Ero portato per la marcia e da lì ho fatto le gare studentesche. Poi ho trovato un gruppo di marciatori e due allenatori appassionati. Loro mi avevano parlato della marcia in modo fantastico ed importante. Cerco anche io di trasmettere la mia passione agli altri per farli avvicinare a questo mondo”.
L’avvio della carriera: “Sono passato al CUS Parma dove ho fatto la trafila giovanile. Nel 2017 mi sono trovato davanti ad una scelta per fare qualcosa di più serio. A Londra sono stato accolto dagli atleti di Casa Italia in occasione dei Mondiali. In quel momento non avevo allenatore e poi ho provato con Alessandro Gandellini. Questa relazione va avanti ormai da 10 anni. Il rapporto è di confronto e di crescita continua. Abbiamo una comunicazione importante, questa è la base dei risultati”.
La crescita progressiva: “Io sono giovane ma dal 2019 ho più consapevolezza. Cerco di trasmettere agli altri quello che posso. Non bisogna tarparsi le ali da soli ma bisogna conoscere cosa si va a fare. Arriviamo alle gare con la mente lucida e tanto lavoro. Ho capito presto di non essere un atleta da exploit. Devo guadagnarmi la pagnotta poco alla volta, forse anche per il mio modo di essere. Mi ritengo un lavoratore non un talento cristallino. Cerco di portare a casa tante lezioni. La continuità è la forza, prima o poi mi porterà a fare il salto successivo per avvicinarmi a qualche medaglia”.
I prossimi impegni: “Tra un mese diventerò papà. In questo momento ho deciso di non gareggiare fino ai prossimi Assoluti di luglio. Adesso mi concentrerà sugli allenamenti. Poi ci sarà la maratona agli Europei”.
Gli obiettivi per Birmingham: “A Brasilia (Campionati mondiali a squadre, ndr) nella mia gara c’è stato qualche intoppo. Non è stata la giornata perfetta. Era stato l’esordio in maratona, ci sono cose che possiamo ottimizzare. Per un tratto della gara sono stato in posizioni importanti con una piccola fuga. Ho cercato di tirare io il gruppo. Rispetto a Tokyo ho cercato di ottenere qualcosa in più. È arrivato un settimo posto ma ho cercato di fare qualcosa in più. Questo è quello che mi porto dentro anche a Birmingham. A Brasilia sono stato il terzo europeo. Questo non significa che dovrò prendere la medaglia di bronzo. Voglio giocarmela fino in fondo. Devo essere lì a lottare, l’importante è giocarsela tra i migliori e cercare di ottimizzare per arrivare più avanti. Non cercherò la medaglia a Birmingham ma cercherò di stare avanti il più possibile”.
Gareggiare contro Massimo Stano: “Quando si gareggia contro Massimo è sempre scomodo, è un grandissimo campione ed un grande esempio. Prima di Brasilia mi sono allenato con lui ad Ostia. Spero che queste occasioni si possano nuovamente verificare in futuro. È un grande lavoratore, soprattutto a livello mentale. Penso che abbia la scintilla del campione assoluto. Cerco di prendere più cose possibili da lui. A Birmingham andremo con una corazzata, è un bello sprone avere una squadra come quella italiana. Stare di fianco a Massimo è come avere una bussola, prima lo vedevamo solo all’arrivo”.
