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Riccardo Lorello: “I compagni mi hanno soprannominato ‘Narvaez’. Finn è molto preparato”

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Riccardo Lorello
Riccardo Lorello / LaPresse

Tra i giovani più interessanti nelle corse di un giorno per il ciclismo italiano c’è sicuramente Riccardo Lorello. Il ventenne della S.C. Padovani Polo Cherry Bank si è già messo in luce anche in qualche gara tra i professionisti, con un bel terzo posto in una tappa della Settimana Coppi&Bartali. Lorello è stato ospite dell’ultima puntata di Bike Today, il programma condotto da Gianluca Bruno sul canale YouTube di OA Sport. In questa intervista il ventenne toscano ha raccontato anche della caduta durante l’ultimo Giro d’Italia NextGen, che lo ha costretto al ritiro.

Sulle sue attuali condizioni e sul recupero dopo la caduta: “Sono stati due giorni caotici e anche un po’ tristi. Ora piano piano mi sto riprendendo. Ho fatto le prime visite tra ortopedico e fisioterapista e sono uscite buone notizie. Potrò ricominciare ad allenarmi ed essere presente al Campionato italiano. Speriamo di riprenderci il prima possibile”.

Lorello spiega cosa è successo nella quarta tappa, quella dove è stata costretto al ritiro: “Già nei primi giorni c’erano state tante cadute, poi il terzo c’era una tappa dura e che poteva già segnare la classifica generale. Io ero rimasto tra i venti che potevano giocarsi la corsa, poi a trecento metri dall’arrivo sono caduto. Il giorno seguente a quaranta chilometri dall’arrivo la strada non era molto buona e, mentre mi sono alzato sui pedali, mi si è rotta la catena e non ho potuto evitare la caduta”.

Un Giro NextGen preparato bene e sul quale c’erano delle aspettative: “Prima di tutto non mi aspettavo di arrivare a piazzarmi nelle corse professionistiche, poi avevo fatto anche un ritiro in altura. Al Giro mi aspettavo di fare delle buone prove singole, senza pensare troppo alla classifica generale. Qualche piazzamento, magari una vittoria ed invece sul più bello ho dovuto abbandonare“.

Una caduta arrivata proprio in una tappa perfetta per le sue caratteristiche: “Ero a tredici secondi dalla Maglia Rosa, Bacoli era sicuramente la tappa a cui puntavo maggiormente. Le corse che ho vinto erano molto simili, con tracciati insidiosi, con qualche strappa. Bacoli era sicuramente la più idonea”.

Il vincitore del Giro NextGen è stato Lorenzo Finn ed il toscano parla molto bene del corridore della Red Bull-Bora-hansgrohe: “Sapevamo che Lorenzo è un ragazzo molto forte, molto preparato. La sua squadra era molto forte e sapevano che Lorenzo potesse giocarsi la Maglia Rosa. Hanno corso in maniera impeccabile e ha dato spettacolo”.

Le differenza sul correre tra gli Under e i professionisti: “Nelle corse con i professionisti, che sono anche state le mie prime, mi sono comportato bene e sono anche servite per fare gamba per le corse tra gli Under. Dopo la Coppi&Bartali, nella quale ho fatto terzo ad una tappa, qualche giorno dopo ho fatto il Trofeo Piva e ho notato la differenza e sono anche riuscito a vincere”.

Le prossime corse in programma: “Dopo il Campionato italiano, andrò a fare il Sibiu Tour con la squadra. Poi magari avrò anche qualche opportunità con la Nazionale. Ho già parlato con il CT Amadori di fare una piccola preparazione che mi porterà a fare il Tour dell’Avenir e il Mondiale”.

Gli obiettivi in maglia azzurra: “L’Europeo è un pochino più duro. Il Mondiale si svolgerà nel circuito di Montreal, che è sicuramente selettivo, ma adatto alle mie caratteristiche. Già partecipare è importante, ma se dovrò dare una mano sarò il primo a farlo”.

Lorello spera di finire in qualche squadra World Tour e qualche piccolo abboccamento c’è già stato: “Il Giro sarebbe stata una bella vetrina. Ho fatto vedere e ho dimostrato di essere capace di correre. Le qualità sono buone, ma fino ad adesso contatti importanti non ne ho ricevuti. Solo qualche chiacchierata amichevole con qualche squadra World Tour, ma niente di serio. Mi piacerebbe realizzare questo grande obiettivo e credo di meritarlo”.

Sul tipo di corridore che si sente: “Mi rivedo molto in Jhonatan Narvaez. Scherzando anche con i compagni anche loro mi hanno soprannominato come lui. Un corridore con una grande mentalità, che sa correre, che sa trovarsi sempre al posto giusto. Mi fa molto onore”.

I sogni e le speranze future: “Il sogno è di vincere almeno una maglia. Magari quella di Campione d’Italia o addirittura quella del Mondiale. Mi sento adatto alle corse di un giorno e sarebbe un sogno realizzare questo obiettivo”.

CLICCA QUI PER RIVEDERE L’INTERVISTA COMPLETA

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