Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

CurlingOlimpiadiPattinaggio ArtisticoShort TrackSpeed SkatingSport Invernali

Olimpiadi invernali 2030. Ufficiale lo speed skating in Olanda. Sfuma definitivamente l’ipotesi Torino. Tutto per una bagarre politica

Pubblicato

il

Jutta Leerdam
Jutta Leerdam LaPresse

Nei giorni scorsi, il Cio ha ufficialmente approvato la proposta del comitato organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali 2030 di disputare le gare di pattinaggio velocità a Heerenveen, nei Paesi Bassi, e quelle degli altri sport del ghiaccio (short track, pattinaggio di figura, curling) a Lione. Si tratta di città situate, rispettivamente, a 1.400 e 500 km dal cuore dell’edizione delle Alpi francesi!

In ottica italiana, la notizia è particolarmente pregnante se si guarda allo speed skating, poiché nelle scorse settimane era sorta l’ipotesi di vedere le gare olimpiche 2030 all’Oval Lingotto di Torino, struttura decisamente più vicina e “alpina” di quanto non lo sia Heerenveen che, viceversa, con le Alpi c’entra proprio come “i cavoli a merenda”.

Tuttavia, gli organizzatori hanno deciso di virare sui Paesi Bassi, proponendo appunto il Thialf come venue da utilizzare. Il Comitato Olimpico Internazionale non ha avuto nulla da eccepire e, dunque, l’impianto neerlandese sarà parte integrante del programma dei Giochi. Significa disputare le gare a Cinque cerchi nel contesto più bello e prestigioso che possa esistere per lo speed skating. Il Thialf sta al pattinaggio velocità come il Maracanà sta al calcio o Wimbledon sta al tennis.

In realtà, in Francia desta ancora più scalpore la scelta di spostare gli sport del ghiaccio a Lione. Tutto per mere questioni politiche, non certo logistiche. Il piano originario presupponeva di appoggiarsi su Nizza. Poi, a marzo, la città della Costa Azzurra ha scelto come nuovo sindaco Eric Ciotti, entrato subito in conflitto con Renaud Muselier, presidente del Consiglio regionale della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Un tempo appartenenti allo stesso partito, i due politici hanno successivamente preso strade differenti e sono diventati feroci avversari. Il risultato? Nizza si è tirata indietro dall’organizzazione dei Giochi olimpici invernali 2030, ritenendo insostenibili i costi per la realizzazione e l’adeguamento delle infrastrutture necessarie (si parlava di 150 milioni di euro).

Il risultato lo abbiamo visto ed è bene specificare un fatto: non è ancora scontato che si gareggi tra Heerenveen e Lione! Il comitato organizzatore ha semplicemente detto al Cio: “Il piano originario non esiste più, questo è il nostro Piano B. Può andare?”. Il Cio non ha avuto obiezioni, dando il semaforo verde a chi tira le fila dei Giochi delle Alpi Francesi 2030 a decentrare svariate discipline. Ora si perseguirà questo sentiero, nella speranza di non incappare in ulteriori ostacoli imprevisti…

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI