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Mouratoglou sulla finale del Roland Garros: “Zverev non poteva perdere, Cobolli non ha mai comandato nel match”
La finale del Roland Garros 2026 continua a far discutere e tra le analisi più approfondite spicca quella di Patrick Mouratoglou. Il celebre coach francese ha letto il successo di Alexander Zverev su Flavio Cobolli attraverso una chiave soprattutto mentale, sostenendo che il tedesco non abbia mai realmente rischiato di perdere l’incontro nonostante l’equilibrio emerso nel punteggio e i continui cambi di inerzia.
Zverev ha conquistato il suo primo titolo Slam al termine di una battaglia durata cinque set contro un Cobolli coraggioso e competitivo alla sua prima finale Major. Eppure, secondo Mouratoglou, l’azzurro non è mai riuscito a prendere il controllo psicologico della sfida, rimanendo costantemente nella posizione di chi insegue.
“È stato un match di cinque set, lo scenario è stato incredibile con molti alti e bassi, ma se guardiamo in modo accurato a come si è svolta la finale Zverev non la poteva perdere”, afferma il noto coach francese, per molti anni a fianco di Serena Williams. “Entrambi i giocatori hanno sofferto molti up and down, ed è compressibile visto che la parte emotiva connessa a questa partita era enorme“.
Il punto centrale del ragionamento di Mouratoglou riguarda proprio l’atteggiamento mostrato da Cobolli nei momenti chiave dell’incontro. Pur essendo riuscito due volte a riportare il punteggio in parità, vincendo il secondo e il quarto set, l’italiano non avrebbe mai compiuto il passo successivo: mettere davvero pressione all’avversario e assumere il comando della finale.
“Penso che Cobolli inconsciamente si è posto sotto Zverev per l’intera partita. Come? Intanto gli ha dato letteralmente il primo set, lui è come se non ci fosse stato… Poi riesce a tornare su e impatta l’incontro a un set pari e il terzo set è molto equilibrato fino al 5-4, quando Cobolli perde completamente il suo gioco e dà all’altro il terzo set, e di nuovo è sotto all’avversario. Quindi vince il quarto set e poi è fuori gioco per tutto il quinto parziale. Non è mai riuscito in alcun momento a condurre l’incontro“, ha affermato.
Un’analisi severa, che individua proprio nell’incapacità di sorpassare psicologicamente il rivale la differenza decisiva tra i due finalisti. Per Mouratoglou, infatti, nelle finali Slam non basta restare agganciati al punteggio: bisogna avere la forza di imporsi e di trasmettere all’avversario la sensazione di poter vincere.
“La finale di un Grande Slam è qualcosa che devi avere la forza di andare a prendere, nessuno te la regalerà. Entrambi i giocatori lottano come ci fosse in palio la propria vita, e quando mandi messaggi che preferisci che sia l’altro a comandare per tutto il tempo, mandi un messaggio che non ce la farai“, ha concluso.
