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MotoGP, promossi e bocciati GP Olanda 2026. Ogura impartisce una lectio magistralis. Bezzecchi respinto (con perdite)

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Ai Ogura
Ai Ogura / IPA Sport

Promossi e bocciati, un tema di strettissima attualità a giugno. Sia che gli esami di maturità siano in corso di svolgimento, sia che ci si occupi di tutte le tappe intermedie antecedenti ai checkpoint scolastici. All’università, poi, ci sono tutti gli appelli di luglio. A proposito di università, chi sono i laureati della classe 2026 di Assen? Chi invece dovrà ripresentarsi all’appello del 2027? Andiamo a scoprirlo.

PROMOSSI

OGURA Ai (Aprilia Trackhouse) – La prima vittoria della carriera è sempre speciale, indipendentemente dalle circostanze e dal luogo. Lui la conquista ad Assen, correndo da veterano consumato. Ha dipinto un capolavoro, uscendo alla distanza e prendendosi il lusso di impartire una lezione ai compagni di marca. Il successo era nell’aria, non il modo in cui si è concretizzato. Scegliete voi se fare accostamenti con una “lectio magistralis nell’Università della Moto” o con “l’astro nascente proveniente dal Paese del Sol Levante”. Di certo c’è che il nipponico, ieri, è stato superlativo.

MARTIN Jorge (Aprilia) – Lo mettiamo tra i promossi? Sì, seppur consci di essere di manica larga. D’altronde, sia sabato che domenica si è dovuto inchinare a chi pilota le moto gemelle dipinte con i colori Trackhouse. Martinator non è stato fulgido, però ha disputato un fine settimana solido, raccogliendo un buon bottino di punti e tornando in testa al Mondiale. La sua leadership iridata appare fragile come un foglio di carta velina. Tuttavia, se questo viene maneggiato con cura, può resistere a lungo…

DI GIANNANTONIO Fabio (Ducati VR46) – Un guerriero. È stato un fine settimana sofferto, ma lui ha stretto i denti, proponendosi come il migliore ducatista e come il primo fra chi non cavalca un Aprilia. Se c’è da sporcarsi le mani, lui non si tira indietro. In senso buono. Si è issato sul podio della Sprint e si è guadagnato il quarto posto nel Gran Premio di domenica lottando con una cattiveria agonistica fuori dal comune, senza guardare in faccia nessuno. Bravo, davvero. Gli attributi non gli fanno difetto.

MARQUEZ Alex (Ducati Gresini) – Il suo quinto posto è un piazzamento di grande spessore. Perché dopo l’agghiacciante incidente di Barcellona aveva provato a tornare a Brno, senza riuscirci. Venerdì è finito nuovamente a terra, procurandosi abrasioni e contusioni. Avrebbe potuto essere un durissimo colpo morale, uno di quegli episodi che rischiano di far crollare un pilota interiormente. Al contrario, il catalano domenica ha gettato il cuore oltre l’ostacolo, prendendosi il lusso di tenere a bada il ben più blasonato fratello. Respeto!

BOCCIATI

BEZZECCHI Marco (Aprilia) – Dopo il Mugello, tutto sta andando a rotoli. Non sempre per colpa sua, ma gli errori si sono moltiplicati e i punti diradati. Irriconoscibile, in questo mese di giugno, rispetto a quanto visto tra l’autunno 2025 e la primavera 2026. Ha perso la testa del Mondiale in favore del compagno di squadra. La stagione è ancora lunga, ma per perseguire l’obiettivo di laurearsi Campione del Mondo bisogna tenere… la testa sulle spalle! Urge una ricalibrazione dopo un trittico di gare catastrofico. Definirlo “negativo” sarebbe, infatti, riduttivo.

MORBIDELLI Franco (Ducati VR46) – Quantomeno aveva il pregio di arrivare sempre al traguardo. Un profilo da formichina, grazie al quale muoveva sempre la sua classifica iridata. Di poco, ma ogni GP aggiungeva qualcosa a quello precedente. Ieri, invece, è finito nella ghiaia. Sono sei i centauri Ducati in pista. Tre hanno vinto (i fratelli Marquez e Di Giannantonio), altri due (Bagnaia e Aldeguer) si sono proposti sul podio almeno una volta. Poi c’è Morbidelli, mai meglio di ottavo. È verosimilmente conscio di essere al capolinea in MotoGP, però c’è modo e modo di salutare la compagnia. L’augurio è quello di non vederlo chiudere malamente la carriera nella classe regina. Non se lo merita.

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