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Francesco Bagnaia: “Non era la mia gara, quindi è un podio importante”
In una stagione sin qui poco esaltante, arriva il terzo podio consecutivo al Balaton Park per Francesco Bagnaia in occasione del Gran Premio d’Ungheria 2026 di MotoGP. Pecco ha tratto vantaggio dall’incidente che ha messo fuori dai giochi in partenza ben cinque possibili protagonisti (Martin, Bezzecchi, Fernandez, Aldeguer e Di Giannantonio) della corsa, gestendo poi agevolmente la sua terza piazza a distanza siderale dai primi due, Marc Marquez e Pedro Acosta.
“Quando ho iniziato a frenare ho visto che davanti a me c’era Martin, forse ha avuto un blocco all’anteriore, l’asfalto era molto scivoloso in curva 1, ma sapevo dall’inizio che non sarebbe stata la mia gara. Ho cercato di stare davanti il più possibile, poi ho visto i 3 secondi sul quarto e ho cercato di mantenere il vantaggio. Non avevo il passo per stare con i primi due quindi va bene così“, ha dichiarato il pilota torinese della Ducati a fine gara.
“Oggi l’obiettivo era partire meglio di ieri nella prima fase. Fortunatamente la moto ha sgommato un po’ al primo rilascio della frizione, altrimenti probabilmente sarei stato buttato giù anch’io, quindi nella sfortuna è andata bene. Ho cercato subito di ripassare Mir e Marini e da lì ho provato a seguire Marc e Pedro, ma non ne avevo. È tutto il weekend che faccio più fatica di loro, soprattutto con il grip. Quando hanno alzato il ritmo ho deciso di lasciarli andare: non era la mia gara. Ho gestito il margine che avevo dietro e sono arrivato alla fine. Per come era il weekend, è un bene aver finito sul podio: è stata dura, molto dura per me, ma sono punti importanti e bisogna sempre fare il massimo“, l’analisi di Bagnaia ai microfoni di Sky Sport.
Sulle criticità della GP26: “Dobbiamo lavorare perché ho una moto un po’ instabile nei cambi di direzione. Quando arriva il carico, il posteriore mi va via, e questo è stato un limite grosso qui. Anche nelle curve lunghe, quando lascio il gas, devo stare sulla moto e non posso lasciarmi andare dentro perché dietro tende a galleggiare. Nei cambi di direzione lenti, quando perde il carico e poi lo riprende, è come se mancasse supporto dal posteriore e la gomma venisse spinta via. È un fastidio grosso. Venerdì, forzando tanto, stavo cadendo in un cambio di direzione durante il time-attack. Stiamo lavorando tantissimo e sono convinto che arriveremo. Non mi aspettavo di faticare così tanto qui, perché l’anno scorso il grip era buono, ma quest’anno la gara mi è sembrata più lenta in generale“.
Sulle possibili prospettive verso Brno: “Penso che la prossima gara, a Brno, potrà essere diversa. L’anno scorso, nonostante le difficoltà, ero in pole e non ero andato male: era stato un buon weekend. Sarà fondamentale trovare quel supporto dal posteriore perché anche lì ci sono tanti cambi di direzione. È una pista che mi piace tantissimo e sarà bello tornarci. Per come poteva andare, oggi è andata meglio del previsto. Faccio davvero fatica su piste come questa: è un mio limite e ci devo lavorare tanto. Non è colpa della moto, che va molto bene, ma del fatto che in piste strette e lente, anche negli anni in cui ero al top, non sarei stato veloce. Devo concentrarmi su questo tipo di tracciati e lavorare molto sul farla girare nello stretto, perché in futuro avremo più piste così, come Adelaide o Buenos Aires. Sarà importante fare uno step“.
