Roland GarrosTennis
L’Italia del tennis si conferma una potenza mondiale a Parigi
Per il secondo anno consecutivo l’Italia del tennis ha visto sfumare il Roland Garros al quinto e decisivo set. La passata stagione si era chiusa con le lacrime e la delusione di Jannik Sinner dopo una finale che è rimasta nella storia con Carlos Alcaraz, mentre in questa l’immagine da portarsi dietro è la fierezza di Flavio Cobolli, consapevole di aver dato tutto e forse anche di più nelle oltre quattro ore contro Alexander Zverev.
Un Roland Garros che non è mai stato così azzurro in un torneo maschile che difficilmente sarà replicabile. Un risultato arrivato al termine di due settimane in cui è successo di tutto, con i tennisti italiani che hanno alternato momenti di pura esaltazione ad altri di puro dramma sportivo. Uno Slam che ha veramente mostrato la forza di un intero movimento, che ha saputo rialzarsi anche quando la caduta è stata veramente importante, dimostrando al resto del mondo che l’Italia nel tennis è una vera e propria superpotenza.
Eppure il Roland Garros era cominciato nel peggiore dei modi per i colori azzurri. Al secondo turno un malessere mettere fuori dai giochi clamorosamente Jannik Sinner, con il numero uno del mondo che crolla completamente sul 5-1 del terzo set con l’argentino Juan Manuel Cerundolo. Un momento sportivamente parlando drammatico, perchè Sinner si blocca clamorosamente e subisce la rimonta del sudamericano. Il torneo in un attimo perde il suo principale favorito, ma soprattutto l’Italia del tennis sembra sul punto di crollare, perdendo colui che avrebbe dovuto riportare nel nostro paese un titolo che mancava da cinquant’anni.
Su quello che è successo a Sinner se ne è dibattuto per giorni e giorni e non è questo lo spazio dove riaprire tutte le polemiche su quando è stato mandato in campo o sulle problematiche dell’alto atesino con le temperature alte. Lo stesso Jannik, però, in conferenza stampa ha voluto ribadire che il tennis italiano non era solo lui, ma che c’erano ancora tanti giocatori da seguire e tifare. Un incitamento verso i suoi connazionali, che forse si sono sentiti ancora di più responsabilizzati dopo l’eliminazione del numero uno del mondo.
Senza Sinner poi il tabellone nella parte alta si è completamente aperto ed è diventata occasione per tutti. Chi ha sfruttato pienamente la situazione è uno straordinario Flavio Cobolli. Il romano è arrivato fino all’ultimo set dell’ultima partita, sfiorando un titolo Slam che avrebbe davvero avuto del clamoroso. Purtroppo in finale è mancato all’inizio (tanto timore e paura dell’evento) e alla fine (tanta stanchezza e poi anche un po’ di delusione per qualche occasione mancata), ma in mezzo Cobolli ha dimostrato al mondo perchè è il nuovo numero dieci del mondo e soprattutto ha confermato che quella di ieri potrebbe non essere un’unica meravigliosa giornata, ma che in futuro, anche molto vicino, potrà assolutamente ripetersi.
Cobolli è stato l’apice della rivoluzione azzurra a Parigi, che ha avuto anche in Matteo Arnaldi e Matteo Berrettini due meravigliosi protagonisti, accomunati dalla capacità di rinascere sulla terra rossa francese ma anche dalla sfortuna che nuovamente è tornata a bussare proprio nel momento più importante di entrambi. Indimenticabili le loro battaglie turno dopo turno, come quella con l’argentino Comesana e l’americano Tiafoe, che li hanno portati ad affrontarsi in un clamoroso derby azzurro nei quarti. Una sfida, però, amarissima perchè è arrivato ad un certo punto l’ennesimo infortunio di Berrettini (ora si spera per Wimbledon), con il romano che ha abbandonato tra le lacrime il campo.
Per Arnaldi si è aperta così la possibilità di una semifinale leggendaria, tutta italiana contro Flavio Cobolli. Ed ecco, però, ancora qui la sfortuna che ritorna a bussare alla porta del ligure. Poco prima di giocare questo altro derby, infatti, arriva la clamorosa notizia del ritiro di Matteo, totalmente impossibilitato a scendere in campo dopo essere stato colpito da un virus influenzale ed intestinale nella notte. Arnaldi perde così la possibilità di giocare il match più importante della sua carriera, ma restano comunque due settimane (vale lo stesso discorso per Berrettini) che hanno ridato all’Italia un giocatore ritrovato e sul quale puntare ancora per il futuro.
Dal maschile al femminile, dove le lacrime invece sono state quelle di Jasmine Paolini. La toscana sta vivendo un periodo nero e purtroppo anche a Parigi la situazione non è cambiata. Un infortunio al piede l’ha praticamente messa fuori dai giochi nel secondo turno contro l’argentina Solana Sierra, abbandonando prestissimo uno Slam che solo due anni fa l’aveva vista raggiungere la finale e battere in semifinale proprio la vincitrice di questa edizione, Mirra Andreeva. Jasmine deve prima di tutto curarsi, rimettersi a posto fisicamente e poi pensare a tornare in campo con serenità.
Non solo il singolare, ma ancora una volta il doppio regala gioie al tennis italiano. Andrea Vavassori e Sara Errani si prendono il Roland Garros nel torneo del misto, dimostrandosi i numeri uno al mondo, ma sempre lo stesso Vavassori con Simone Bolelli è arrivato fino in semifinale, sconfitti solamente dai fortissimi Granollers/Zeballos. Anche in questi tornei dunque l’Italia ha fatto capire di essere un punto di riferimento mondiale.
