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L’ascesa di Tommaso Dati: “Pronto per il World Tour. Sogno le Olimpiadi, la Milano-Sanremo mi affascina”
Dopo anni di crescita costante e senza bruciare le tappe, il 2026 sembra essere l’anno della definitiva consacrazione per Tommaso Dati. Il corridore toscano, classe 2002, sta vivendo una stagione da protagonista con la maglia del Team Ukyo, formazione Continental giapponese che gli ha permesso di compiere un importante salto di qualità. I risultati parlano chiaro: la prima vittoria tra i professionisti alla Settimana Coppi e Bartali, il successo di tappa al Tour of the Alps davanti a corridori del calibro di Tom Pidcock, oltre a tre vittorie conquistate al Giro del Giappone. Numeri che hanno attirato l’attenzione di diverse squadre World Tour. In prima fila c’è la XDS Astana, ma sul talento toscano si sarebbero mosse anche Movistar e Jayco AlUla. Dopo due stagioni alla Biesse-Carrera-Premac e un’esperienza da stagista con la Cofidis, Dati sembra finalmente pronto per il grande salto. Lo abbiamo intervistato per parlare della sua crescita, delle ambizioni future e dei sogni che ancora custodisce.
Stai disputando una stagione straordinaria: una tappa alla Coppi & Bartali, una al Tour of the Alps battendo Pidcock e tre al Giro del Giappone. Come è avvenuto questo salto di qualità?
“Sicuramente il lavoro svolto con Michele Bartoli ha avuto un ruolo fondamentale. Ci siamo incontrati alla fine della scorsa stagione e abbiamo costruito insieme un programma molto dettagliato per migliorare alcuni aspetti nei quali ero ancora carente, soprattutto la resistenza. Abbiamo lavorato in maniera specifica e i risultati stanno arrivando”.
Come il Team Ukyo ha rappresentato la svolta nella tua carriera?
“Qui ho trovato un ambiente estremamente professionale e una grandissima attenzione ai dettagli. Senza togliere nulla alle squadre in cui ho corso in precedenza, al Team Ukyo ogni aspetto viene curato nel minimo particolare e nulla viene lasciato al caso. Questo mi ha aiutato molto a crescere come atleta”.
Il tuo caso è eclatante. Non tutti esplodono necessariamente a 18 anni: ognuno necessita dei propri tempi. A luglio compirai 24 anni. È una storia che dovrebbe far riflettere?
“Credo che nel ciclismo servirebbe un po’ più di pazienza, soprattutto con i giovani. Non è semplice essere subito pronti e performanti ad altissimi livelli fin da giovanissimi. Io ho avuto una maturazione più graduale e penso che sia importante ricordare che ogni corridore ha i propri tempi di crescita”.
Ti senti pronto per il salto nel WorldTour, con l’XDS Astana che sembra bussare alla porta?
“Oltre all’Astana ci sono anche altre squadre interessate, come Movistar e Jayco AlUla. Personalmente mi sento pronto. Ho lavorato per tutta la vita con l’obiettivo di diventare professionista e credo che il prossimo anno potrebbe essere quello giusto per compiere questo passo”.
Cosa prevede il tuo calendario per la seconda parte di stagione?
“Sarò al via del Campionato Italiano in Piemonte e poi del Medio Brenta. Per il resto non abbiamo ancora definito tutto con la squadra, ma dovrei partecipare anche al Memorial Pantani e al Trofeo Matteotti. Molto dipenderà dagli inviti che riceveremo come squadra”.
A che livello ti vedi tra cinque anni?
“Mi vedo nel professionismo. Ho un grande sogno nel cassetto: vincere le Olimpiadi. È un obiettivo molto ambizioso, ma spero davvero di poter avere l’opportunità di inseguirlo e magari realizzarlo”.
C’è una corsa dei sogni, Olimpiadi a parte, che ti piacerebbe vincere e che ritieni adatta alle tue caratteristiche?
“La Milano-Sanremo. È una corsa che mi ha sempre affascinato e penso che, per le mie caratteristiche, possa essere una gara adatta a me”.
Chi è Tommaso Dati nella vita di tutti i giorni? Quali sono i tuoi hobby?
“Negli ultimi anni ho riscoperto il mondo degli anime giapponesi, una passione che mi accompagna nel tempo libero. Inoltre sto coltivando sempre di più l’interesse per la lettura e per la musica”.
Che musica ascolti?
“Non ho un genere preferito in assoluto, ma ascolto soprattutto rock e cantautorato italiano”.
C’è un corridore a cui ti ispiri?
“Non direi che ci sia qualcuno a cui mi ispiro direttamente, però Peter Sagan è stato il corridore che mi ha fatto innamorare di questo sport e che mi ha spinto ad avvicinarmi al ciclismo”.
