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Atletica

Gianni Iapichino: “Larissa farà un 150 metri. Deve imparare a risolvere da sola i problemi in pedana”

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Larissa Iapichino
Larissa Iapichino / Grana/FIDAL

Nuova puntata di Sprint Zone e nuovo ospite di eccezione. La trasmissione, in onda sul canale Youtube di OA Sport e condotta da Ferdinando Savarese, ha avuto come protagonista Gianni Iapichino, allenatore della figlia Larissa Iapichino, una delle stelle dell’atletica azzurra. L’ex atleta ha toccato diverse tematiche, soffermandosi anche sugli aspetti tecnici che fanno la differenza in una gara.

La differenza di carattere con la figlia Larissa: “Abbiamo un legame molto stretto. Il nostro rapporto si sviluppa a volte su questi toni, sono toni per noi normalissimi. Soprattutto quando sei in uno stadio affollato e ti devi fare sentire. Sei costretto ad alzare la voce e sembra quasi che tutto sfoci in un litigio. L’anno è andato molto bene, siamo arrivati a Tokyo nel migliore dei modi per prepararci”.

I risultati ed i miglioramenti: “Arrivati alla qualificazione c’è stato un problema. L’ho identificato con il fatto che Larissa era focalizzata sul giorno dopo e sulla finale. Lei è entrata in campo con il corpo, ma non con la testa. Nel momento in cui le ho detto che era fuori dalla finale lei mi ha guardato stupita. Questo è un errore che tanti hanno fatto in passato. Spero le sia servito come lezione. Abbiamo eliminato un mental coach e Larissa ha iniziato un percorso con una psicologa per trattare le sue cose extra sportive. Le ho detto che il prossimo anno dovrà risolversi le questioni da sola. In pedana è protagonista, deve essere capace di ribaltare la situazione. Quest’anno indoor si è visto un piccolo risultato. Ai Mondiali è partita sottotono, ma poi è riuscita a tirare fuori quello che sa fare nel quinto salto e nel sesto ha incrementato. Era in uno stato difficoltà ed è riuscita da solo a tirarsi fuori. La stagione all’aperto è stata breve”.

Il ricordo del 6.91 fatto a 18 anni e quanto ha influito su Larissa: “Difficile entrare nella mente di Larissa. I risultati che ci aspettiamo vanno dietro a quel 7.07 di Palermo. Quando sottoperforma bisogna innanzitutto capire le circostanze. Quando avvengono in condizioni buone lì rimaniamo con l’amaro in bocca. Bisogna sempre analizzare le gare. Quella misura ha pesato, ma credo in minimissima parte. Dopo ha influito soprattutto per le aspettative che si sono create intorno a lei. Io avevo subito cercato di minimizzare cercando di fare due passi indietro. Si rischiava di dare per scontato dei risultati che non erano stati ancora metabolizzati dall’atleta”.

L’ultima gara in Cina: “Larissa è ancora un po’ carica di lavoro. Se ci fosse una lancetta virtuale questa pende dal lato della forza. Questo non esclude il fatto che in Cina potesse saltare di più. Il primo salto nullo di un dito era lungo oltre sette metri. L’errore che ha fatto è quello di cercare di cambiare qualcosa, invece doveva solo cercare di stare più attenta nel finale a non andare oltre con il piede. Ha fatto rincorse tutte diverse tra loro. Doveva solo replicare quella fatta al prima salto. La prima era perfetta, poi nella seconda non ha spinto sugli appoggi per paura di fare nullo trovandosi lontano dalla tavoletta. Poi ha iniziato ad alzarsi sul primo passo ed è rimbalzata. Se non si riproduce la stessa rincorsa si incorre in grosse differenze di metri. Sa benissimo di valere di più. Siamo tornati a casa e volevamo cambiare qualcosa”.

Le variazioni fatte: “Abbiamo tolto il pr-eavvio partendo da fermo, evitando una gran parte di incognite. Siccome la prossima gara è vicina (Stoccolma, 7 giugno, ndr) e Larissa era incerta, abbiamo proseguito sulla strada precedente. Dai test è venuta fuori una rincorsa che le permette di avere delle velocità importanti. Con il pre-avvio andava più forte di mezzo metro al secondo. Lunedì faremo l’ultimo test per monitorare tutta la rincorsa per vedere come la gestisce. L’unica cosa che può sbagliare è la fase della rincorsa. Quando lei la interpreta nella maniera giusta, 99% siamo sicuri che possa fare un bel salto. La chiave è il primo passo di rincorsa”.

Soffermandosi ancora sugli aspetti tecnici: “Lei è molto brava anche a recuperare. Nel 6.65 in Cina ha fatto anche lì una rincorsa diversa senza spingere. Ha un punto di riferimento dove deve mettere il piede per vedere se la rincorsa è giusta. In quel salto è passata quasi 10 metri indietro al segno giusto. Ha allungato il passo ed è arrivata sulla tavoletta per il 6.65. Preferirei che riuscisse ad essere più costante in quello che fa. Quando lascia le gare per molto tempo le ritornano i problemi”.

Chiosando sui prossimi obiettivi: “Dopo la gara a Stoccolma di Diamond League abbiamo in programma il 18 giugno una gara sui 150 metri a Pistoia. Voglio testarla sulla velocità, sarà solo un gioco. Poi andremo ad Eugene il 4 luglio. Dopo andremo a Londra per la Diamond League e poi diretto agli Europei. I Campionati Italiani sono inseriti in un periodo che va in contrasto con la programmazione e per questo dobbiamo rinunciare. Dopo gli Europei c’è l’eventuale finale di Diamond e l’Ultimate Championship, una specie di campionato del mondo riservato alle prime otto”.

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